Filosofia e comprensione della realtà

“Piano, piano,” disse Guglielmo. “Non so perché, ma non ho mai visto una macchina che, perfetta nella descrizione dei filosofi, poi sia perfetta nel suo funzionamento meccanico. Mentre la roncola di un contadino, che nessun filosofo ha mai descritto, funziona come si deve…
[Umberto Eco, Il Nome della Rosa]

La filosofia della scienza è utile agli scienziati quanto l’ornitologia agli uccelli
[R. Feynman].

Stavo leggendo la spassosa vicenda che riguarda la diatriba fra R. Burioni e S. Regazzoni (qui).  Avevo l’impressione che molti filosofi fossero persone fuori dal mondo incapaci di capirlo e buoni solo a nascondere la loro ignoranza dietro un sacco di supercazzole. Devo dire che la vicenda mi sembra una ennesima conferma sperimentale di questo fatto.

Riporto la parte corposa dello scambio con alcune considerazioni sparse a margine.

I fatti, in breve. La scintilla del botta e risposta è una frase di Regazzoni: “La scienza è una cosa buona, ma ci sono medici che ne hanno un’idea così ingenua e imbarazzante da fare danno alla scienza. Certo, non si può chiedere a tutti di conoscere un po’ di filosofia della scienza. Però ignoranza e arroganza non aiutano se decidi di metterti a discutere nello spazio pubblico”. Lo stesso Regazzoni invita poi l’immunologo a studiare, poiché “non conosce l’abc della scienza”: non la scienza medica, evidentemente, ma la filosofia della scienza. La critica non è quindi rivolta al Burioni medico, ma al Burioni personaggio pubblico che interviene sul difficile rapporto tra scienza, società e politica.

È qui che inizia uno sconcertante attacco di Burioni, in cui l’affermato ordinario delegittima e ridicolizza il suo interlocutore per la sua condizione di precario, e quindi di fallito. “Un professore a contratto che dice a un professore ordinario ‘vada a studiare ne ha bisogno’ è qualcosa che accade solo su Twitter, e solo in casi particolarissimi”. Nella visione di Burioni non è quindi solo la scienza a non essere democratica. Mi puoi criticare se hai uno status pari al mio, altrimenti no. Non conta l’idea che si esprime né la competenza specifica. Prosegue Burioni: “O porta dei numeri a supporto della sua affermazione, oppure ai miei occhi rimangono delle frasi vacue che non esprimono altro che la sua frustrazione e che starebbero bene in un bar di periferia e non nelle aule universitarie che ancora lei è costretto – forse per questa sua ingiustificata protervia – a frequentare in maniera precaria”. E ancora: “Però lei non è neanche professore e sta facendo qui su Facebook una lezione a me su come dovrei fare quello che lei mi pare non riesce a fare e che vorrebbe fare”, aggiungendo poi che Regazzoni, “da contrattista, mi sta facendo una lezione gratuita su come riuscire dove lei continua a fallire”.

-> Burioni tende ad essere brusco, poco diplomatico ma dice pane al pane e vino al vino. Un vecchio trucco argomentativo è attaccare la forma invece del contenuto quasi che se dica 2+2=4 urlando stia dicendo una falsità mentre se l’avessi detto dolcemente diventerebbe una affermazione vera. Purtroppo la verità di una affermazione è indipendente dal tono cui viene enunciata. Se il regazzoni avesse criticato solo i toni la sua sarebbe stata una critica legittima. Peccato che aggiungendo il termine “ignorante” l’abbia fatta fuori dal vaso e di molto. Per dare dell’ignorante a qualcuno occorre dimostrare di saperne di più di lui, altrimenti ci si sta comportando solo da idioti boriosi. Facendo un paragone calcistico è come se un allenatore di serie C, di una squadra di mezza classifica, pretenda di insegnare ad un Carlo Ancelotti od a un Luciano Spalletti come si gestisce la squadra quando hai sia coppe che campionato.

-> Il tizio è precario a 40 anni; se vedi che in una certa carriera non riesci a batter chiodo o cambi ad altro o continui a sperare. Strano che i filosofi che dovrebbero essere quelli che dovrebbero capire maggiormente il mondo ed il funzionamento in molti casi si rivelino essere persone incapaci di capire la realtà e di interagire. Quando Tremonti fece la sua sparata “con la cultura non si mangia” io mi sarei aspettato, come risposta, qualcuno a pancia piena che mostrava come la cultura gli permettesse di mangiare. Invece chi si lamentò di più, era gente a digiuno che magnificava i lauti pasti che facevano con la cultura.

->L’essere precario può essere una sfortuna ma spesso è conseguenza di una sequenza di scelte sbagliate; la filosofia è un campo saturo ove l’offerta surclassa di molto la domanda. Questo secondo il sig. Adam Smit, padre della filosofia economica, spinge il valore in basso. Eppure molti non capiscono questo semplice fatto, così come non capiscono che io se concorro con 10 rivali devo essere meglio di quei 10, se concorro con 1.000 devo essere migliore di quei 1.000. La cultura dovrebbe renderti capace di capire subito questi fatti di base; cosa pensare di uno che non riesce a capirli e contemporaneamente magnifica la “cultura” e la sua capacità di fargli capire e interpretare il mondo?

-> La tanto meravigliata “filosofia della scienza” usata dal Regazzoni contro Burioni ma sa che ha la stessa utilità della trama in un film porno; se c’è bene altrimenti pazienza, si fa sesso lo stesso.  Magari non sappiamo i profondi motivi filosofici perché la roncola funziona ma, per quello che serve per la maggior parte dell’umanità, funziona abbastanza bene. Piaccia o no la scienza è andata avanti ignorando la filosofia della scienza, e i filosofi della scienza si son trovati decisamente marginalizzati.

-> Hegel era un palese idiota, è bene ricordarlo.

15 pensieri su “Filosofia e comprensione della realtà

  1. Tema simile, anzi similissimo.
    Parlando del caso Castelli-Padoan, Crozza ha detto una cosa giustissima: “Cara Laura, devo dirti che tendenzialmente chi studia di più ne sa di più e quindi ha ragione. La prossima volta datti malata”.

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    • Una vena di anti-intellettualismo si è insinuata nei gangli vitali della nostra politica e cultura, alimentata dalla falsa nozione che democrazia significhi “la mia ignoranza vale quanto la tua conoscenza”
      [Isaac Asimov]

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    • chi studia di più ne sa di più
      Anche questo poi va contestualizzato: io ho studiato mille volte più del mio meccanico, però la macchina la faccio riparare da lui, e se mi dice che la marmitta non si può riparare perché il buco è proprio sulla curva del tubo, non gli rispondo questo lo dice lei. Se poi, per restare al caso della signora Castelli, oltre a non avere studiato da meccanico non so neppure se la marmitta sta dentro o fuori dal motore, ecco, come dire…

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      • Appunto: hai studiato mille volte di più nel globale, ma in quella particolare materia ha studiato (magari non sui banchi, magari direttamente in officina) di più lui.

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  2. L’essere precario è abbastanza frequente nel mondo della ricerca, soprattutto in Italia. Non è indice di fallimento né di scarsa preparazione. I medici in questo sono avvantaggiati perché per via della percezione del loro ruolo nella società godono di molti vantaggi esclusivamente riservati a loro (sono pagati dall’ospedale per fare i medici, fanno ambulatori privati, ecc ecc), a volte a discapito dei ricercatori non medici.
    Detto questo, la scienza è un lavoro di squadra: basandomi sulle scoperte di qualcuno, io avanzo nella ricerca scoprendo una cosa oggi che verrà ripresa da qualcuno domani (magari dall’altra parte del mondo). Tutto questo presuppone che ci sia dialogo tra gli scienziati e la discussione è l’anima della scienza. Se non c’è discussione la scienza non avanza e quindi una persona che tronca sul nascere le discussioni non è un bravo scienziato. Quindi è molto grave che Burioni usi questo stile comunicativo anche con dei colleghi scienziati.

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    • Collega scienziato non significa assolutamente niente: se tu sei fisico nucleare puoi benissimo dire delle mastodontiche cazzate in campo biologico, e io non faccio avanzare la ricerca scientifica lasciandotele dire. E Burioni fa benissimo a far chiudere il becco a chi dice cazzate.

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      • Al tuo post posso rispondere in due mode, scegli tu quale risposta preferisci:

        1(stile burioni) – io sono uno scienziato che ha pubblicazioni sui più importanti giornali scientifici mondiali e ti dico che la ricerca ha bisogno di dialogo. Non starò a perdere tempo leggendo i tuoi commenti perché tu non conti nulla.

        2 (stile “filosofo”) – oggi la scienza avanza soprattutto grazie al dialogo tra discipline lontane tra loro. In questo momento io biologo sto collaborando proprio con dei fisici ed è importante che pur avendo conoscenze diverse arriviamo a capirci. In più ci sono varie ricerche (per esempio leggi Quattrociocchi) che mostrano come lo stile del blastare chiuda al dialogo e quindi non favorisca le collaborazioni tra scienziati.

        Se mi puoi onestamente dire che la prima risposta non ti ha irritato e che saresti disposta a scrivermi di nuovo e collaborare in futuro dopo che ti ho trattata così, allora ti crederò quando mi dirai che ha ragione Burioni.

        Per me Burioni è un bravo medico ed anche un bravo comunicatore. Ho letto il suo libro “La congiura dei somari” e non è così aggressivo come è stato fatto passare dalle critiche. Però ci sono comunicatori molto più bravi di lui da cui potrebbe apprendere.

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        • Nessuno nega che la ricerca ha bisogno di dialogo; però per avere un dialogo occorre che le due persone abbiano, entrambe, qualcosa di sensato da dire. Il regazzoni ha solo attaccato a testa bassa poi spacciando per “vera scienza” la filosofia della scienza e dando dell’ignorante a Burioni perché non conosce la filosofia della scienza.
          Cosa penseresti di un tizio che da dell’incompetente ad un medico perché nello scegliere la cura non ha considerato l’oroscopo del paziente e che quindi viene “mandato al diavolo” dal medico?

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        • Difficilmente potrei meritare la risposta 1 perché, a differenza del signor Regazzoni, non ho l’abitudine di impartire lezioni su materie di cui non so niente a specialisti delle materie in questione. Se però dovesse succedere – a tutti può capitare, una volta nella vita, di credere di sapere qualcosa che invece non si sa – faresti benissimo a mollarmi un salutare sganassone di quel genere. Quanto alla risposta 2, se fossi in casa mia ti direi che con lo stile filosofico mi ci pulisco il culo, ma essendo in casa d’altri eviterò. Senza contare che non vedo proprio su che cosa dovrebbero capirsi, in ambito scientifico, e soprattutto l’importanza di farlo, un biologo e un fisico nucleare che pretende di impartire al biologo lezioni di biologia.

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          • “Non ho l’abitudine di impartire lezioni su materie di cui non so niente”.
            Sei una biologa o una fisica nucleare? Perché affermi che non vedi l’importanza di mettere insieme fisici e biologi.
            Io sono biologo e collaboro molto coi fisici (e facciamo pubblicazioni insieme).
            Non è nel mio stile blastare, quindi invece di offenderti ti invito ad andare sul mio blog e leggere gli ultimi articoli sulla meccanobiologia. Mi fa piacere discutere con persone con background diversi dal mio

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          • Nessuno sta dicendo che mettere insieme fisici e biologi, per mettere in comune le loro conoscenze sia un male; quello che si sta dicendo è che non deve essere il biologo a spiegare, con boria e protervia, al fisico cosa siano le equazioni di maxwell.

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          • Non si può pretendere di rispondere se si legge solo una parte del commento, ragazzo. Io NON ho negato l’importanza di mettere insieme fisici e biologi: NON ho assolutamente detto niente del genere, NON ho neppure sfiorato da lontano la questione. E se non sei neppure capace di leggere un testo di poche righe, o di capire quello che leggi, difficilmente potrai convincermi a venire a leggere quello che scrivi.

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  3. il problema è così vecchio che è marcio. semplicemente, in italia, sulla scienza tutti sputano. se sbagli una citazione da i promessi sposi o da la divina commedia, sei un caprone che dovrebbe solo zappare la terra. se dici una minchiata fragorosa su banalità di calcolo delle probabilità o algebra, “sono solo questioni di numeri”.

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