Nazifemminismo

Ottimo articolo di the vision che spiega benissimo il nazifeminismo ed il suo modo di pensare: le donne sono sempre vittime e quindi hanno “ipso facto” sempre ragione…

Sorgente: Le false accuse di stupro sono il 2%. Per questo bisogna credere alle donne.

LE FALSE ACCUSE DI STUPRO SONO IL 2%. PER QUESTO BISOGNA CREDERE ALLE DONNE.
DI JENNIFER GUERRA 18 OTTOBRE 2018

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Quando esco la sera, tengo le chiavi strette in mano a mo’ di tirapugni. Se sul marciapiede vedo un uomo con un’aria poco rassicurante, attraverso la strada. Mi guardo in continuazione alle spalle. (…) che altro il fatto che siamo nel 2018 e una donna non può ancora sentirsi libera di tornare a casa di notte da sola per paura di essere aggredita. Ma forse mi sbaglio io.

Da uomo anche io avrei paura di attraversare certi quartieri di notte; siamo nel 2018 e non viviamo nel villaggio dei puffi, ma guarda un po’. Colpa del patriarcato ovviamente.

Invece, a quanto pare, sono i maschi quelli che non si sentono al sicuro, specialmente dopo che l’ennesima accusa di violenza sessuale – quella di Christine Blasey Ford al candidato repubblicano per la Corte Suprema Brett Kavanaugh – non ha avuto alcuna conseguenza. Eppure, la testimonianza tardiva, seppur credibile, di Blasey Ford, che è una docente di psicologia all’Università di Palo Alto, ha generato negli Stati Uniti la psicosi delle false accuse di stupro: a quanto pare gli uomini ora sono terrorizzati all’idea che, fra venti o trent’anni, qualche donna li possa accusare di stupro, con l’obiettivo di volerli rovinare economicamente o di distruggere la loro reputazione per vendicarsi di qualche torto subito in passato. (…)

Paragrafo che si capisce benissimo con il titolo dell’articolo: la donna se accusa di stupro ha sempre ragione e quindi chi teme di essere accusato di stupro lo è perché ha una colossale coda di paglia. Per fortuna la civiltà è andata avanti e, per condannare una persona, occorrono prove, un racconto verosimile ma non supportato da prove non basta. Blasey Ford che prove “prove” ha tirato fuori? Nessuna e senza prove non si dovrebbe condannare1.

Poi sull’essere terrorizzati dalle accuse “non provate” basta vedere la vicenda Brizzi in italia; trascinato nel fango e poi, ma molto dopo la condanna a morte tramite social, il tribunale l’ha assolto perché “il fatto non sussiste”. Oppure per tornare in america si può parlare della vicenda di Judith Grossman convinta che la donna che accusa avesse sempre ragione. Quando l’accusato è stato il figlio si è ricreduta. Parliamo anche della paladina italiana del #metoo? Quando ha assaggiato una cucchiaiata della sua stessa minestra, cioè accuse non dimostrate, si è resa conto che non era poi così tanto saporita…

A un anno dal #MeToo, ci siamo già dovute abituare a rispondere garbatamente che no, non c’è nessuna caccia alle streghe e nessuna deriva forcaiola. Se vi affacciate dalla finestra, noterete che non ci sono ancora teste di uomini impalati per strada solo per aver palpeggiato una donna in metropolitana. Ma soprattutto, consultando la lista di Vox delle oltre 250 persone, uomini e donne, accusati di comportamenti sessuali inappropriati, che vanno dai commenti volgari alla violenza vera e propria, ho rilevato che solo 37 hanno subito o stanno subendo un processo.

Faccio notare l’ampiezza delle accuse “dai commenti volgari alla violenza vera e propria”. Capisco che un commento volgare possa essere fastidioso ma da qui a renderlo equiparabile ad uno stupro ce ne passa. Qui si sta facendo lo stesso giochetto del “femminicidio”; per aumentare i casi di femminicidio compendi non solo gli omicidi “passionali” ma anche quelli “non passionali”, come la tizia uccisa dal genero e dalla figlia per motivi di eredità, e le violenze “generiche”.

Tutto fa brodo per gridare all’emergenza. Da notare anche un’altra cosa: accusato non significa colpevole e, nel caso USA, accuse “deboli”, difficili da provare, difficilmente portano all’avvio di un processo. Vedi il caso di DSK, quando la credibilità dell’accusatrice è finita nel cesso, il processo è morto all’istante, ciò nonostante venne bruciato per il fondo monetario internazionale.

Per ora, le persone giudicate colpevoli sono solo due: un membro del congresso texano, Blake Farenthold, che ha usato anche soldi pubblici per pagare un patteggiamento, e Larry Nassar, un medico sportivo che ha abusato di più di 160 atlete, di cui molte minorenni, e che è stato condannato, secondo il sistema penale americano, a un minimo di 40 e un massimo di 175 anni di prigione. Nessuno è stato dichiarato innocente. (…)

Nessuno dei due è stato dichiarato innocente. Con il numero la frase sembra cambiare un poco di senso. Comunque che senso ha una statistica fatta su due casi? Sarei curioso quel 2% del titolo allora da dove salta fuori. Credo che la fonte sia questa.

La vicenda più simile a una falsa accusa è quella capitata ad alcuni sindacalisti i cui nomi erano stati inseriti in articoli apparsi su Buzzfeed e altre testate: Mark Raleigh e Caleb Jennings sono stati licenziati pur essendo risultati entrambi innocenti dopo un’indagine interna al sindacato. In ogni caso, parlare di deriva forcaiola o di caccia alle streghe come causa diretta del #MeToo è estremamente sbagliato: nessuna accusa di quelle che hanno seguito il caso Weinstein, finora, è risultata falsa per la giustizia americana.

Ma neanche vera visto che il processo è ancora in corso. E stanno iniziando a saltar fuori comportamenti “ambigui” dalle accusatrici. Il tizio ci tenta in ufficio e poi ti invita in albergo e tu, invece di sfancularlo, ci vai; o sei una ingenua da far interdire oppure sapevi bene cosa intendeva. Parliamo dell’italiana, lui ti stupra, tu ci stai per 5 anni e quando scoppia il casino ti accorgi di essere stata violentata. Serve un colosseo seminuovo?

Certamente, si potrebbe obiettare che se solo 37 persone su 252 stanno subendo un processo, significa che le restanti 215 accuse siano false. Ma i motivi per cui non si procede possono essere svariati: le testimonianze possono essere ritenute inconsistenti, il reato può essere caduto in prescrizione, le presunte vittime possono decidere di non essere pronte a sostenere un processo, oppure le persone coinvolte possono optare per il patteggiamento o per un accordo privato. Il fatto che la giustizia decida di non procedere non significa assolutamente che le accuse siano false, né che siano vere. E infatti in questi casi, come è giusto che sia in uno Stato di diritto, agli accusati non è successo niente.

Faccio notare il gioco dialettico: non significa che le accuse siano false, però il titolo dice che solo il 2% è falso quindi è probabile che siano colpevoli. Non funziona così nel sistema moderno si è colpevoli se viene dimostrata, in tribunale, la colpevolezza, altrimenti non si è colpevoli. Per 215 persone ci sono accuse “non provate” ergo ci son 215 persone accusate che sicuramente non saranno riconosciute colpevoli più quelli, dei 37 a processo, che non verranno riconosciute colpevoli.  Se quei 37 venissero condannati i colpevoli sarebbero al più il 15% non il 98%. Il resto son solo volteggi artistici di frittata.

Non c’è niente di cui avere paura, se non degli abusi sessuali. E soprattutto, non c’è nessun complotto femminista a danno dei maschi. Anzi, quello che sfugge a chi parla di deriva forcaiola è il fatto che per molte donne un’accusa di stupro non garantisce solo ricchi premi e cotillon in termini di fama e di denaro.

Beh certo è stata chiamata giudice a X-factor dopo esser finita nel dimenticatoio solo per le competenze musicali, chiamata dalla presidenta della camera come alfiera solo per le capacità politiche. Parliamo anche delle tante tornate a frequentare la d’urso? solo rimpatriate fra vecchie amiche…

Ad esempio, Rose McGowan è stata pedinata da ex-agenti del Mossad che sarebbero stati assoldati da Harvey Weinstein dopo che lei l’aveva accusato di stupro; le donne delle accuse di molestia a Trump sono state derise in diretta nazionale dal Presidente degli Stati Uniti durante la campagna elettorale; Christine Blasey Ford, la donna che ha testimoniato contro Brett Kavanaugh, ha ricevuto “incessanti minacce di morte” e non può tornare a casa in California dopo aver deciso di parlare pubblicamente dell’accaduto; Laurie Penny, autrice e giornalista femminista, ha ricevuto minacce di stupro e un tweet in cui ignoti annunciavano che le avrebbero fatto esplodere la casa dopo aver denunciato le molestie online di cui era vittima.

Posso invece Jimmy Bennett , che ha accusato LEI (il bersaglio n° 1 del mossad), è stato portato sugli scudi e festeggiato in ogni dove, vero? Weinstein stesso è stato aggredito da un giustiziere da strapazzo…

Appellandosi al “garantismo” e alla “presunzione di innocenza”, spesso si parla a sproposito di “condanne senza processo”. Mi sembra evidente che, nonostante le femministe cattive, lo Stato di diritto sia ancora in vigore e che nessuno sia stato condannato senza passare dal tribunale dopo un’accusa di molestia. Se prendiamo, ad esempio, il caso di Fausto Brizzi, dopo l’accusa “mediatica” su Le Iene da parte di diverse aspiranti attrici e le denunce penali presentate da tre di esse, la procura ha chiesto l’archiviazione del caso perché il fatto non sussiste. Questo non prova che Brizzi sia innocente, né colpevole, ma è stato scagionato e intanto le riprese del suo nuovo film sono cominciate senza alcun problema.

E qui parte di default la bestemmia. “il fatto non sussiste” significa che quanto detto non è avvenuto, quindi di cosa potrebbe essere colpevole? Poi, adesso che è uscito il verdetto del tribunale è stato riabilitato ma prima non si son avute remore a lanciarlo nel fango. Senza prove non si può condannare.

Si potrebbe discutere di quanto sia opportuno denunciare un abuso in Tv o sui giornali prima ancora che alla polizia, ma non è giusto nemmeno dire che questi casi debbano essere taciuti dai media per tutelare la privacy o la reputazione degli accusati. Il diritto di cronaca esiste e va tutelato, e l’unico processo che viene fatto senza tribunale, per ora, è quello alla vittima: troppo promiscua, troppo poco vestita, troppo ubriaca, interessata alla carriera.

E di grazia chi pronuncia la sentenza? Brizzi è stato trattato allo stesso modo, Bennet lo stesso. Ho letto tantissimi messaggi di gente che difendeva Asia sostenendo che lui ci stesse, che se fosse capitato loro sarebbero stati felicissimi, che Bennet lo faceva per visibilità etc. etc. Ho visto la stessa merda che gira per le accusate di stupro, e l’ho vista rilanciare sia da pisellomuniti che da vaginamunite.

E pensare che non essere accusati di molestia, basterebbe trattare le donne con rispetto. Ma forse mi sbaglio io. Intanto, stasera, torno a casa con le chiavi in pugno.

Quindi Brizzi non è stato rispettoso? il bersaglio n° 1 del mossad è sempre stata rispettosa con Bennet2?

Articoli come questo mostrano impietosamente sia come tante siano convinte di avere sempre la verità in tasca e di come vogliano usare tale verità per “mangiarci sopra”. Imho articoli simili, excusatio non petita, sono il canto del cigno del #metoo.


  1. I teoremi, il “non poteva non sapere”, il siccome lo fanno tutti allora l’ha fatto anche lui son bestialità da epoca oscura. 
  2. Vabbè essendo un pisellomunito è stronzo di default e quindi può accusare falsamente. 

16 pensieri su “Nazifemminismo

  1. Vedi il caso di DSK, quando la credibilità dell’accusatrice è finita nel cesso, il processo è morto all’istante, ciò nonostante venne bruciato per il fondo monetario internazionale.

    Mi permetto una piccola pignoleria: venne bruciato soprattutto per la corsa alla presidenza in Francia. Aveva già deciso di lasciare il FMI proprio per candidarsi a Parigi.

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  2. “la testimonianza […] credibile, di Blasey Ford, che è una docente di psicologia all’Università di Palo Alto”
    Con credenziali simili, chi potrebbe permettersi di non considerarla credibile?

    “con l’obiettivo di volerli rovinare economicamente o di distruggere la loro reputazione per vendicarsi di qualche torto subito in passato”
    E se il torto ci fosse davvero? Se il torto fosse che lei ci ha provato e lui l’ha snobbata e adesso ha ritenuto che fosse arrivato il momento giusto per vendicarsi (dopo 36 anni, sì: da una psicologa mi aspetto questo e altro) rovinandogli la carriera?

    “teste di uomini impalati per strada”
    teste di uomini impalati? Ehm… Ah già, dimenticavo che è una psicologa.

    “le presunte vittime possono decidere di non essere pronte a sostenere un processo”
    Questa si merita i famosi 92 minuti di applausi: ti accuso di avermi violentata, lo proclamo a gran voce sotto tutti i riflettori, ti dici ok andiamo a processo e chiariamo e io dico no, non me la sento, dopo ventidue anni tre mesi e dodici giorni sono ancora troppo traumatizzata per poterne parlare in pubblico.
    “Non c’è niente di cui avere paura, se non degli abusi sessuali. E soprattutto, non c’è nessun complotto femminista a danno dei maschi.”
    Mi permetto di inserire un paio di citazioni inserite in questo mio post https://ilblogdibarbara.wordpress.com/2018/10/11/thats-why/

    “Voglio vedere un uomo picchiato in una poltiglia sanguinolenta con un tacco alto infilato in bocca, come una mela nella bocca di un maiale.” Andrea Dworkin
    “Più divento famosa e potente, più ho forza per ferire gli uomini.” Sharon Stone
    “Sento che “l’odio per l’uomo” è un atto politico onorevole e attuabile, che gli oppressi hanno il diritto a un odio di classe contro la classe che li opprime”. – Robin Morgan, Ms. Magazine Editor.
    “Tutto il sesso, anche il sesso consensuale tra una coppia sposata, è un atto di violenza perpetrato contro una donna.” Catherine MacKinnon

    Praticamente è tornata in auge la donna angelicata di stilnovistica memoria.

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  3. “la procura ha chiesto l’archiviazione del caso perché il fatto non sussiste. Questo non prova che Brizzi sia innocente, né colpevole”

    Lasciando da parte il fatto che “non prova sia innocente” giuridicamente parlando sia un abominio, abbiamo che, per l’autrice, anche se il fatto non sussiste, questo vuol dire che l’accusato potrebbe lo stesso essere colpevole. Perché? Ma perché qualcuno lo accusa, che diamine! Ma sia chiaro: non è in corso nessuna caccia alle streghe.

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    • No, non hai capito qual è il punto: tu hai il pisello? Sì. Allora sei colpevole. Io ho il pisello? No. Allora sono innocente, punto. La diretta conseguenza di ciò è che se io ti accuso io sono veritiera e tu sei colpevole, se tu accusi me tu sei bugiardo e io sono innocente. Se poi ti venisse addirittura in mente di accusarmi di avere abusato di te dopo che io ti ho proposto di venire nella mia camera da letto e tu ci sei venuto del tutto spontaneamente, oltre che bugiardo saresti anche un infame. La tua unica speranza per venirne fuori è tagliartelo. Anzi no, non ti salvi neanche così per via della memoria dell’arto mancante e del testosterone residuo. Niente, come ha magistralmente spiegato Niram Ferretti, sei ontologicamente colpevole.

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        • Tu la devi smettere di insolentirmi, hai capito, la devi smettere. Se non la smetti subito piango forte, sei avvertito. (Ma mi avrai mica presa per la povera asietta nostra che solo a pensare che esiste quella roba innominabile e orrenda rischia seriamente l’infarto?)

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      • Io sono un transessuale lesbico m2f. Mi sento fimmena, fortemente fimmena, terribbbbilmente fimmena.
        Diamo tempo al tempo, questi nodi verranno al pettine. Già ora c’è gente che sta sbarellando male per i record sportivi femminili polverizzati dai/dalle trans…

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