Riace, il documento del Viminale — BUTAC – Bufale un tanto al chilo

Un buon articolo di BUTAC che fa chiarezza sulla vicenda; da notare:

A – La vicenda non è un gombloddone di Salvini; lo si può accusare di cinismo e di opportunismo, volendo anche di sciacallaggio ma le azioni poste in essere dalla magistratura e dal ministero non son sua opera diretta.

B – Nel caso Riace ci son sia peccattucci di poco conto, l’aggiornamento delle banche dati, sia azioni decisamente gravi come si può vedere nel documento del ministero pubblicato da ADN Kronos alla pagina 21. Non si tratta solo, come alcuni sostengono, di qualche timbro omesso o di un ritardo di alcuni giorni nel caricamento dei dati nelle banche dati strumentalmente utilizzato per revocare i contributi.

C – L’atto è stato predisposto, e firmato, dalla struttura amministrativa del ministero, non dal ministro, e riguarda comportamenti già segnalati come anomali nelle ispezioni del 2016 e del 2017.

Sorgente: Riace, il documento del Viminale — BUTAC – Bufale un tanto al chilo

(…)

Le irregolarità

Sono evidenziati tutti i punti in cui, a seguito di due viste di controllo, le attività sono risultate non conformi alle normative vigenti. I punti che sono stati trovati irregolari sono molti, ognuno con tutte le sue spiegazioni. Sono tante le irregolarità rilevate nelle due visite effettuate durante l’ultimo anno. Non parliamo di quelle a cui si è fatto riferimento sui giornali quando è stato posto ai domiciliari il sindaco di Riace, quelle per cui qualcun’altro si è permesso di modificare i testi delle intercettazioni, creando un falso che è stato molto virale. No, sono altre irregolarità quelle a cui si fa riferimento. L’elenco è lungo. Ve le cito in ordine di apparizione:

  • Sovrapposizioni di strutture e di operatori tra SPRAR e CAS
  • Corrispondenze tra banca dati e case date in utilizzo
  • Prolungata permanenza nel programma di accoglienza di situazioni vulnerabili
  • Mancata o tardiva registrazione dei contratti
  • Rispetto degli standard abitativi, condizione e igiene nelle abitazioni
  • Appartamenti non conformi agli standrad SPRAR ubicati in località Riace
  • Modalità distinte di erogazione del “pocket money” dei “bonus”
  • Utilizzo dei bonus
  • Affidamento dei servizi agli enti gestori
  • Proroghe delle convenzioni con gli enti gestori e bando
  • Coinvolgimento dell’associazione Welcome
  • Redazione dei progetti individualizzati per i beneficiari
  • Orientamento legale
  • Corsi di italiano
  • Formazione e qualificazione professionale e attività di accompagnamento
  • Mediazione linguistica culturale
  • Adeguata professionalità degli operatori SPRAR
  • Revisore contabile

Ne consegue che la permanenza nello SPRAR, se eccessivamente protratta nel tempo e senza una chiara programmazione sull’uscita dall’assistenza denota l’incapacità del progetto a raggiungere gli scopi suoi propri trasformandosi in mero assistenzialismo. (dal documento in oggetto NdR)

In certi casi si tratta di omissioni burocratiche, in altre di casi (a quanto pare documentati da più visite) di irregolarità decisamente più gravi. Il documento è già una risposta alle osservazioni che sono state fatte dal Comune di Riace in difesa dalle accuse. Quindi si tratta già di un documento definitivo. (…)

Prefetto, non Ministro

I punti sopra riportati ovviamente non posso verificarli con voi, ma questo è un documento ufficiale del Governo, firmato non da un Ministro, ma dal Direttore Centrale dei Servizi civili per l’Immigrazione e l’Asilo. Il prefetto Daniela Parisi. Daniela Parisi è laureata in giurisprudenza ed è presente nell’elenco dei docenti della Scuola Nazionale di Amministrazione come esperta in materia di immigrazione. Lavora al Ministero dell’Interno dagli anni Novanta. Si occupa di immigrazione da circa vent’anni, è un prefetto, non un politico salito col nuovo governo. Non mi sento di contestare le sue valutazioni. Sono sufficienti a far saltare il Modello Riace? Non lo so, ma credo sia importante ricordare che le indagini e i controlli che hanno portato a questo evolversi della situazione sono partiti ben prima dell’insediamento dell’attuale governo. Non è un qualcosa di ideato da quest’amministrazione politica. Ma sicuramente sanno perfettamente come cavalcare la situazione. (…)

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6 pensieri su “Riace, il documento del Viminale — BUTAC – Bufale un tanto al chilo

  1. Io non conoscevo i dettagli, quindi non sapevo se si trattasse di piccolezze o di cose serie, ma che la storia delle indagini risalisse a due anni fa era cosa nota. Che ora tutti sembrano aver dimenticato.

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    • Guarda la lettura dei documenti è stata abbastanza chiarificante; al progetto sono state fatte diverse osservazioni di diversa gravità; son riassunte a pagina 21 dell’ordinanza. Non si tratta, come ha scritto qualcuno, del ministero che per compiacere il ministro si è attaccato ad un timbro mancante.
      La sostituzione di persona nell’erogazione dei fondi è un comportamento oggettivamente abbastanza grave, anche perché che che se ne dica esiste un danneggiato con nome e cognome: la persona sostituita da un “non avente diritto”.

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      • Lo so, non contesto nulla. Dico solo che, anche si fosse trattato veramente solo di piccolezze, che le indagini fossero comincite dal 1996 (cioè non solo prima di Salvimaio ma anche prima di Gentiloni) era noto, ma oggi sembra che nessuno lo sappia.

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        • HAHAHA! Per arrivare al 1996 devi superare Gentiloni Renzi Letta Monti Berlusconi Prodi Berlusconi Amato D’Alema e arrivare all’altro Prodi, se non addirittura a Dini… (non c’è niente da fare, voi “scientifici” coi numeri non ci sapete proprio fare).

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          • Beh guarda io ho dovuto studiare tanta matematica, ma tanta, eppure difficilmente riesco ad ottenere due volte lo stesso risultato da addizioni a tre cifre…
            Per quello ho avuto difficoltà con docenti convinti che il bello della matematica fosse calcolare a mano un determinante 4×4 (un mucchio di calcoli)

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          • Io invece coi numeri ci ho sempre giocato, da quando avevo quattro anni, dandoci reciprocamente del tu. Naturalmente ci sono cose che, avendo fatto il classico, ignoro totalmente (determinante, calcolo integrale) e cose che, essendo passato mezzo secolo di quando le ho studiate, non ricordo più (estrazione della radice quadrata), ma concordo pienamente coi tuoi insegnanti sul fatto che calcolare a mano, anche cose da riempire un intero foglio protocollo, è straordinariamente bello e rilassante. E ricordo ancora con sgomento, dopo due decenni abbondanti, quel negoziante che dovendo farmi pagare otto pezzi a cinquemila lire l’uno, per sapere quanto dovevo dargli ha preso la calcolatrice.

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