Sessismo nella fisica?

Sui social impazza la vicenda di Strumia

My 2 cent’s: l’errore che ha fatto è polemizzare con “nome e cognome” con alcune colleghe1; senza attacco personale sarebbe stato molto più difficilmente attaccabile.

Partiamo dal titolo del convegno:

“Il Cern considera la presentazione di un invitato (senza farne il nome ndr) durante un workshop su Teoria delle alte energie e gender, come altamente offensiva – si legge sulla pagina web – E ha quindi deciso di rimuovere le slide dal proprio sito, coerentemente con un Codice di condotta che non tollera attacchi personali e insulti”. Il Cern ha visto la trattazione del tema dunque come un insulto, durante un evento, inoltre, che riguardava il ruolo delle donne in ambito scientifico e vedeva proprio molte giovani ricercatrici in platea.

Teoria delle alte energie e gender? scusate ma che BIP! di titolo di convegno è? mi suona ridicolo come: “il protone nel cinema esistenzialista cecoslovacco del 1950”. Più che un titolo di un convegno scientifico mi sembra un titolo per un convegno sull’aria fritta. Aria fritta che non dovrebbe far parte della fisica; nelle scienze “scienze”2 ci si dovrebbe attenere ai fatti nudi e crudi. E poi provare ad interpretarli.

Da quanto riportato non si negano i numeri che il tizio ha tirato fuori ma parte il piangisteo contro la “non discriminazione”. Una cosa che vorrei sapere da tanti (e tante) che adesso si stracciano le vesti è: “nel caso della revisione fra pari, l’articolo viene mandato ‘anonimo’; Come è possibile fare discriminazione per genere di un articolo anonimo?” Si sta forse dicendo che si possono pilotare le revisioni?

Quello che Strumia ha sollevato è il solito problema “delle quote”; X è stato scelto perché nel gruppo degli N migliori o solo perché il migliore fra gli appartenenti al gruppo Y? (ovvero esiste almeno un Z non appartenente al gruppo Y tale che Z>X?

Altra cosa che mi ha fatto ridere è stata l’altra frase che gli viene rinfacciata

Nel suo intervento con grafici e tabelle Strumia ha detto che “gli uomini preferiscono lavorare con le cose, e le donne con le persone” e che ci sono “differenze nei sessi già nei bambini, prima che l’influenza sociale intervenga”.

Si tratta della stessa frase che viene detta, dalle donne, quando devono giustificare come mai in certi posti c’è una preponderanza femminile: comitati per le pari opportunità, associazioni contro la violenza domestica. O semplicemente il perché, in italia, in caso di divorzio la maggior parte dei figli viene affidata alla madre e non al padre. Da quando Pillon ha proposto  il suo disegno di legge sto leggendo tante esaltazioni del ruolo materno, roba che se l’avesse detta un uomo sarebbe stato subito crocefisso.

A quanto pare le “pari opportunità” son giuste solo se convengono, altrimenti viva l’essere donne e madri.


Parlo un poco di una situazione che conosco bene: l’informatica. Quando l’informatica era solo roba da nerd sfigati,  le ragazze la schifavano, poche ragazze iscritte in facoltà, si era soprattutto maschietti a studiarla ed a passare i pomeriggi a cercare di configurare linux o far funzionare il codice. Quando è diventata “alla moda” e ha iniziato a portar soldi, la presenza femminile è aumentata.  Adesso si sta protestando perché ci son poche donne, nei posti che contano, ma all’epoca in cui son iniziate le selezioni per arrivare così in alto, praticamente, non c’erano candidate.


  1. infatti il cern s’è appellato a quello per rimuovere le slide. Parlava, con nome e cognome, di due colleghe. 
  2. ovvero le scienze vere ove si usa il metodo scientifico, non le cazzatine pomposamente chiamate scienza. 

44 pensieri su “Sessismo nella fisica?

  1. Ho dato una scorsa alle slide, non entro nel merito dei numeri, commento piuttosto lo stile scelto per la presentazione. L’impressione è che Strumia abbia “ecceduto” nello zelo, inserendo un paio di vignette con la classica Femminista Arrabbiata (TM) e qualche citazione provocatoria di troppo – col risultato di attirare gli Indignados In Servizio Permanente Effettivo (TM), anche e soprattutto digiuni della materia.

    Una impostazione più asettica avrebbe forse evitato ‘sto cancan?

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  2. Io prima di giudicare pubblicamente voglio leggere le slide (non ho ancora avuto il tempo di farlo), comunque qualunque cosa lui abbia scritto… il fare nomi e cognomi è stato un autogol da coglione. Avrebbe dovuto capirlo da subito che sarebbe finita così indipendentemente dai contenuti.

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  3. Ho sbirciato le slide e l’esimio fisico, evidentemente, non sa una sega di scienze sociali.
    Oppure ne sa (io lo spero), ma soffre come ogni essere umano di bias cognitivi.
    Oppure non ne soffre, ed è proprio un ominicchio.

    Le slide ammantano di pseudoscienza delle idee sessiste che non dovrebbero indignare le femministe, ma le persone civili.

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      • UUUUUUUHHHHHH! Dillo a mia cugina, che dopo 15 anni di attacchi di panico e attualmente sopravvivente a pane e ansiolitici e pane e antidepressivi e costantemente in terapia, fa di mestiere la psicologa (pardon, adesso si dice counselor), che per tutta quella roba lì le scienze vanno messe fra virgolette! Prova, prova, e poi mi racconterai quanti mesi di prognosi ti hanno dato.

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        • Uhm, proprio l’altro giorno ho visto un grazioso schemino che spiegava le differenze tra psicologi, psichiatri, counselor e psicoterapeuti.
          Se hai accostato tua cugina psicologa a una counselor ti conviene avvicinarla solo se hai a portata di mano degli scudi antisommossa.

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          • Lascia che ti spieghi, come disse la signora beccata in flagrante dal marito. Io fra le varie branche di quell’accozzaglia di sciroccati, di differenze non ne vedo – e a questo proposito raccomando caldamente la lettura di quel piccolo gioiello che è “Magdalena peccatrice” di Lilian Faschinger, ove si narra di una vispa fanciulla che una bella domenica all’ora della messa piomba davanti alla chiesa in moto con sidecar, rapisce il prete e se lo porta via per raccontargli come e perché ha fatto fuori sette uomini e farsi dare l’assoluzione, trama che ha decisamente entusiasmato il mio amico parroco missionario ciellino, quello che una volta ebbe a dire A volte ho l’impressione che certi pacifisti porgano sì l’altra guancia ma non la loro, quella di qualcun altro (e che quando gli ho raccontato del cappellano militare che faceva servizio in aeronautica a Padova, che conosceva gli indirizzi delle migliori professioniste della città, raccomandandole agli avieri di leva in eccesso di ormoni, ha commentato “sempre meglio le signorine allegre che i ragazzini”). Ma bando alle divagazioni e torniamo al punto. Mia cugina so che è laureata in psicologia (le persone psicologicamente disturbate si dividono in due categorie: quelle che curano i matti e quelle che si fanno curare dai matti. Anche se molti in realtà appartengono ad entrambe le categorie, come mia cugina) e sulla sua pagina FB, come professione, c’è scritto counselor, che però non credo sia la stessa cosa di quel tipo che nel suo santino da visita porta scritto “counselor olistico esperto in tensio-planto riflessologia psicosomatica”, mentre della moglie ho raccontato alla fine di questo post: https://ilblogdibarbara.wordpress.com/2015/09/15/israele-nove-3/, con conseguenti polemiche e minacce di querela nei commenti e telefonate di ore al povero organizzatore del viaggio ingiungendogli di venirmi a fare totò sul popò per castigarmi e farmi togliere il post. Niente, il counselor, dicevo. Credevo che fosse un eufemismo per psicologa, come quando si dice operatore ecologico per spazzino o signorina allegra per battona – per non dire parole che fanno vergogna insomma. Tu dici che non è così e io ne prendo atto, ma giuro che sono innocente e in buona fede, Vostro Onore. Pare comunque che sia gli psicologi e i counselor siano parecchio convinti sulla scientificità dei loro strumenti, come l’enneagramma che, come mi ha spiegato la suddetta cugina, è uno schema che inquadra i nove tipi di personalità esistenti, in base al quale ha stabilito che io e l’altra cugina siamo X – il numero non lo ricordo – (altissimo livello di stress e bassa autostima), la comune zia Y (il peggiore di tutti. Lei è nata che la zia aveva 40 anni, e di lei ignora praticamente tutto, e soprattutto ignora quello che c’è dietro ai suoi comportamenti, ma questo non sembra rivestire grande importanza ai fini dell’analisi) e lei Z, il migliore, autostima alta e livello di stress prossimo allo zero. Il che dimostra che le scienze umane sono scienze esatte, forse anche più della chimica o della fisica.
            Dixi.
            PS: mia cugina è uno e novantaquattro; non so se gli scudi antisommossa siano sufficienti.

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          • Laurea in psicologia + tirocinio? Psicologo
            Laurea in medicina + specializzazione? Psichiatra
            Corso triennale in [nonsocosa]? Counselor

            Se ha tirato fuori l’enneagramma o è counselor o è psicologa partita per la tangente.
            E io amo tantissimo l’enneagramma, ma scientificamente vale quanto la fisiognomica di Lombroso

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          • Sì, lo so quali sono i percorsi che portano a diventare psicologo psicanalista psichiatra. Intendevo dire che non vedo differenze nelle personalità e nelle attitudini degli appartenenti ai vari rami della categoria che pretende di capire qualcosa del nostro cervello e dei nostri comportamenti.
            L’enneagramma (“è stato un appiglio indispensabile per uscire da uno stato di confusione assoluta”: ecco, lei cura la gente partendo da uno stato di confusione assoluta. E no digo altro, come dice un tizio che a volte commenta qua dentro) l’ho cercato in un sito di psicologia, ho risposto alle domande, mi ha detto che sono un 4 e ci ho trovato una serie di caratteristiche che sono quanto di più lontano da me si possa immaginare, mentre pezzi di me li ho trovati in quasi tutti gli altri otto ritratti. Tutti tranne il 4. “Ho visto persone illuminarsi per il solo riconoscersi”: la cuginetta counselor evidentemente ignora che tutti si riconoscono in qualunque cosa, se ti leggo le caratteristiche dell’acquario garantito che ti riconosci, e se ti leggo quelle della bilancia ti ci riconosci uguale. E se hai mal di pancia e ti dico che è appendicite tu ti illumini, perché avere una risposta alle proprie sofferenze è sempre una cosa di gran conforto. Poi magari è una diverticolite, ma chi sta a badare ai dettagli.

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          • Eh: io ho conosciuto psicologi (ma non ho mai goduto dei loro servizi) e lo spettro umano è quello di qualsiasi categoria: dal geniale al coglione, con una forte predominanza di casi, ehm, ‘problematici’.

            Non sono psicologo, ma da essere umano il metodo di tua cugina mi sembra rischioso, nel migliore dei casi, e crudele e nel peggiore – in ogni caso scombiccherato: un professionista dovrebbe considerare l’enneagramma per quello che è: un giocattolo per profani.

            E poi sono curioso di quale sito ti possa identificare come 4: lo vedo da qui che sei più vicina all’ 8 (ma poi, come dici tu, quel sistema è ruffiano perché poi tutti i numeri si incrociano, da qualche parte).

            La parte sul fatto di riconoscerci sempre in qualsiasi menata è verissima (te la rubo, se me lo consenti), e mi ha anche fatto sbellicare dalle risate:
            Tu: “sei un acquario: sei pieno di acqua e ospiti dei pesci”
            Io: “uh, sì! è proprio così!”
            Tu: “anzi, sei una bilancia! Vedi le braccia?”
            Io: “Azz, hai proprio ragione: non me ne ero mai accorto. Fammi pesare qualcosa, presto!”

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          • Devi sempre tenere presente che quella roba è fatta da psicologi, e con questo hai detto tutto. Perché non è mica vero quello che hai detto tu, che sono come tutte le altre categorie umane: a fare l’insegnante ci vanno persone disturbate e persone più o meno (il più o meno è d’obbligo) equilibrate, idem per l’ingegnere, idem per l’avvocato il muratore il postino l’astronauta la commessa il fisico nucleare il macellaio il pilota. Lo psicoterapeuta no, quello lo va a fare solo la persona disturbata. E ne ho conosciuti vagonate sia per ragioni professionali che per incontri casuali, e si va da quella che nuotando nella piscina del suo albergo improvvisamente si blocca paralizzata dal terrore che ci sia lo squalo, a quella con veri e propri crateri nella carne, che si scava lei con le unghie, a quello che “avevo un Edipo pazzesco, poi sono andato via (dall’Argentina) e sono completamente guarito, sono dieci anni, non ho mai più sentito mia madre, non so neanche se sia viva o morta e non lo voglio sapere”, al psicoterapeuta infantile che ci tiene un aggiornamento illustrando tutti i comportamenti che assolutamente NON si devono tenere nei confronti di un alunno, qualunque nefandezza abbia fatto, per poi passare, appena iniziano i nostri interventi, a dare vita all’intero campionario di reazioni che aveva appena indicato come assolutamente vietate, per esplodere infine in una spettacolare reazione isterica di fronte a una modesta provocazione di una collega che aveva evidentemente deciso di metterlo alla prova. Eccetera. Potrei andare avanti fino a domani, e avrei materia sufficiente da scriverci un libro.
            Sia ben chiaro, non sto dicendo che non esistano psicoterapeuti non psicopatici; dico solo che in mezzo secolo di vita adulta non ne ho mai incontrati. E non hai idea di quanti bambini e ragazzini irrimediabilmente rovinati da questa gentaglia ho dovuto vedere.

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          • Io uno psicoterapeuta a posto lo conosco (ci esco a pranzo ogni tanto e non ho ancora visto i segni tipici della possessione demoniaca).
            Mi sembra di ricordarne almeno altri due o tre più o meno a posto, ma questa è l’unica differenza con la tua statistica: per il resto i casi di fulminati che ho conosciuto erano spettacolari: roba da esilio in Siberia.

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      • Non mi offendo: per quel poco che so delle scienze ‘dure’ sono il primo a dire che non sono comparabili con le materie umanistiche.
        Certo: qualsiasi ricercatore di psicologia o sociologia potrebbe sollevare un sopracciglio e ribattere, ma non è il mio caso.

        Il metodo scientifico (o almeno qualcosa di epistemologia. Popper?) però credo si studi anche a fisica: e parlando della società a me sembra che metodologia della ricerca sociale, o qualche nozione di storia dell’antropologia avrebbero potuto evitare una presentazione che riporta molti dati parziali o sbagliati, e sostiene conclusioni che non sono coerenti con il quadro generale.

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        • Il metodo scientifico è stato creato dalle scienze ‘dure’, che lo usano quotidianamente.
          Quelle altre “scienze” se ne riempiono la bocca ma se devono applicarlo non sanno neanche da dove cominciare.

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          • È sicuro? Sicuro sicuro?

            A me risulta che l’epistemologia è una branca della filosofia, non della fisica.
            Karl Popper è quello che ha creato il metodo scientifico così come lei lo applica tutti i giorni.
            Era un epistemologo, non un fisico.

            Quindi un filosofo. Un umanista.

            Nessuno vuole toccare il suo piedistallo, nè suggerirle di scendere.
            Anzi, ammiro tantissimo e rispetto gli scienziati, ma lei stesso, da fisico, ammette di non aver studiato ‘scienze’ sociali.

            Ecco, non vorrei dirlo, ma si vede.

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          • Veramente il metodo scientifico venne creato da Galileo, ovvero il cercare di descrivere un fenomeno usando i numeri e le relazioni matematiche fra le grandezze in gioco; e poi testare “la descrizione” con gli esperimenti per verificare che la descrizione sia coerente con la realtà.

            Popper invece ha fissato cosa si intenda per affermazione scientifica e quali siano i metodi per discernere una affermazione scientifica da una pseudoscientifica.

            Per quanto riguarda le scienze sociali quello che manca è il criterio di riproducibilità dell’esperimento; è molto difficile compiere esperimenti ripetuti nelle scienze sociali e che diano sempre, a parità di condizioni iniziali, lo stesso risultato, a differenza ad esempio, della misura della massa dell’elettrone.
            Perché si parla di sistemi complessi nei quali non puoi isolarti dall’ambiente esterno per sperimentare.

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          • Ci siamo intesi male sul “metodo scientifico”.
            Oggi il metodo induttivo di Galileo sarebbe rigettato, perché non ha nulla di “scientifico” come lo intendiamo oggi.
            So che anche il metodo popperiano è stato sorpassato – o affinato, ma è sicuramente la cosa più simile al ‘metodo scientifico’ che il nostro interlocutore, fisico, vanta di usare ogni giorno.

            Le difficoltà di riproduzione degli esperimenti di scienze sociali direi che sono una buona ragione per cui il metodo scientifico è stato affinato nelle scienze sociali – non disatteso.

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          • Il metodo popperiano riguarda principalmente la filosofia. Nelle scienze “dure” più che la verità intrinseca di una affermazione interessa se e quanto possa essere efficace per descrivere “l’oggetto” dell’esperimento.

            Il metodo di popper è simile alla matematica: fissi degli assiomi e poi deduci tutto. Ed ha lo stesso problema degli assiomi matematici: chi o cosa mi garantisce che la teoria assiomatica X sia quella che fornisce gli strumenti più efficaci per trattare il mio problema?

            Chiarisco con un esempio: per la geometria eucliea piana un assioma equivalente all’assioma delle parallele è che la somma degli angoli interni di un triangolo vale due retti. Se uso tale teoria e misuro gli angoli di un triangolo “piccolo” troverò che la somma vale circa due retti. Se misuro gli angoli “astronomici” in un triangolo fra tre stelle abbastanza distanti nella volta celeste troverò un valore abbastanza diverso da due retti.

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          • Decisamente non stiamo parlando dello stesso metodo popperiano – e l’esempio di astrofisica è bello, ma è fuori tema.

            Per dirla in 2 parole (è più complessa dico sì): Popper mi pare fosse quello che ha suggerito di partire dalla tesi e ideare esperimenti per falsificarla.
            L’idea di considerare le teorie scientifiche come sottoposte a continua falsificazione, è sua.
            È la radice del metodo usato oggi nella ricerca di quasi tutte le discipline, dalla medicina alla fisica, quindi lei che cosa sta dicendo riguardo all’epistemologia popperiana?

            Se è un ricercatore scientifico e può indicarmi nel merito della questione una sostanziale differenza del metodo scientifico la leggerò volentieri – il suo ultimo commento mi è sembrato un vano menare il can per l’aia.

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          • grosso modo la differenza fra galileo e popper è che galileo è induttivo e popper è deduttivo. il punto debole di popper è nella scelta degli “assiomi” da cui partire nelle deduzioni.
            Cioè potresti fissare “assiomi” a caso e dedurre e poi verificare oppure si potrebbe usare l’osservazione per scegliere gli “assiomi” più plausibili.
            Anche Einstein la teoria della relatività ristretta la pensò anche per spiegare come mai l’esperimento di Michelson e Morley per misurare la velocità dell’etere era fallito.
            In realtà, per praticità, si usa un mix di induzione e deduzione.

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          • Uhm, ok.
            L’ultima volta che ho controllato Popper era ‘deduttivo’ quanto Einstein era newtoniano,

            Riformulo: il suo riassunto non ha un problema di ‘grana’ grossolana, credo invece che sia proprio sbagliato.

            Interessante la notazione di storia della fisica, ma è come minimo fuori tema e in ogni caso la conclusione è sbagliata rispetto alle premesse.

            Se lei è un ricercatore scientifico professionista (e spero di no), e usa ‘per praticità’ un mix di induzione e deduzione, direi che le scienze sociali meritano le maiuscole, e le ‘scienze’ dure le virgolette.

            A occhio sembra più un troll senza molte competenze.

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          • E aggiungerei: se ha qualsiasi competenza scientifica e di ricerca segua un pochino le risposte del nostro ospite di questo blog: credo che da fisico dovrebbe come minimo prenderne le distanze (a proposito di ‘riempirsi la bocca’ e non sapere di cosa si parla)

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    • “Paolo attivissimo” e “approfondimenti” nella stessa frase non si può sentire…

      Il fatto che non sia un terrapiattista non ne fa un esperto, tantomeno una persona super partes.

      Riprova.

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      • Ha parlato il docente di… ?
        Antropologia culturale? Sociologia?

        Cominci a leggersi i link: portano ad altri link via via più dettagliati ed esperti.

        La parola chiave potrebbe essere “leggere”

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        • Ho letto anche troppo di quel ***.
          Inoltre le cosidette “scienze” sociali sono una barzelletta sul piano predittivo.
          Infine, ovviamente ho una laurea STEM, per questo ho capito (quasi) tutto quanto riportato nelle slide di Strumia.
          E io sono un ingegnere “medio”… dimmi quale “scienziato” sociale sa fare altrettanto.
          Attivissimo è quanto di più ridicolo ci sia in circolazione, stacolmo di bias politici.

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          • Non ho una laurea STEM, ma qualcosa delle slide di Strumia l’ho capito anche io, che ho seguito studi umanistici con qualche spruzzata di matematica e non faccio ricerca.

            Credo che chiunque faccia ricerca (quantitativa) si preoccupi di acquisire qualche nozione di statistica sicuramente più avanzata delle mie.

            Per contro chi ha studi STEM spessissimo non sa quasi nulla di metodologia della ricerca sociale, pensa che bastino delle nozioni di statistica o di matematica per essere infallibile in qualsiasi campo, e fa degli errori come quelli di Strumia (o come quelli concettuali del nostro anfitrione sui metodi induttivi/deduttivi).

            Su Attivissimo le proporrei una semplice riflessione, che potrebbe anche essere un esempio di metodo: è sicuro che sia lui – e non lei – ad essere stracolmo di bias politici?
            Ha provato ad elaborare qualche esperimento metodologicamente corretto per mettere alla prova questa sua tesi, oltre all’antipatia viscerale per la parte avversa?

            Per quanto riguarda invece il suo lavoro di debunker mi pare sia sufficientemente rigoroso.
            Bisogna verificare se debunkera solo fake news di una parte politica (possibile: me ne sono accorto anche io), o se la produzione delle fake news è politicamente sbilanciata (innegabile).

            Comunque non le chiedo di leggere l’articolo di Attivissimo, ma solo di scorrerlo fino ai link verso gli studi accademici: legga quelli piuttosto.

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          • Storia lunga in breve: mi servirebbe un mese almeno solo per impostare una tesi oggettivamente falsificabile – senza contare la bibliografia…

            Giusto per dire io partirei dalla dissonanza cognitiva e da qualche definizione di politica (progressisti e reazionari), ma per farlo con rigore intellettuale servirebbe un ricercatore professionista di scienze sociali.

            Possiamo comunque farci domande divertenti anche senza pretese di scientificità stretta:
            – Ci sono informazioni, articoli o opinioni che ci procurano fastidio?
            – Che elementi hanno in comune queste informazioni?
            – Alludono a un mondo migliore proiettandolo nel passato o nel futuro?
            – Ci capita di non credere a una notizia a causa del fastidio che ci provoca?
            – Se sì, verifichiamo puntualmente se è una fake news o se l’opinione è argomentata correttamente?
            – Se no, permettiamo a questa informazione sgradevole di farci cambiare opinione? Come conciliamo la nuova opinione con la nostra visione del mondo?

            Rispondere “no” alla prima domanda è un segnale che l’intervistato non è affidabile 😉

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          • Ho ovviamente anch’io dei bias, ma decisamente non mi sento un Padreterno come Attivissimo.
            Inoltre, nessuno ancora ha sistematizzato queste presunte “metodologie della ricerca sociale”. Invece qui abbiamo Attivissimo che parte dal PRESUPPOSTO che DEBBANO ESSERCI altrettante donne nella ricerca STEM, altrimenti è segno di discriminazione.
            Strumia ha invece dimostrato che la discriminazione è inversa.

            Inoltre, in Australia si sono messi a selezionare il personale per le ricerce in doppio cieco, e le donne sono DIMINUITE, non aumentate.

            Ma tutte queste cose vanno ignorate, perché non tengono conto delle “metodologie della ricerca sociale”.

            Ma per favore, va…

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  4. A mio avviso il problema non è se questo tipo abbia o meno ragione, ma il fatto che non possa esprimere la propria opinione perchè non è ‘politically correct’. Una contestazione delle sue affermazioni ci sta, un bando modello Santa Inquisizione, con conseguente scomunica e messa al rogo (virtuale) no.
    O, meglio, ci starebbe se avesse affermato una cosa sullo stile ‘le donne non possono diventare scienziate perchè sono stupide’.
    Poi tante affermazioni sono sicuramente contestabili, ma a questo punto dove va a finire la libertà di opinione? Deve per decreto essere ristretta ai campi giudicati ‘legittimi’ dal censore di turno? E in questo caso il tutto non puzza un pochetto di totalitarismo?
    Anche l’articolo che cita Andrea Taglio mi pare segua il filone: ‘è offensiva perchè sì, se lo neghi sei sessista’ con vari commenti che definire capziosi è dir poco, del genere ‘se sei uomo, bianco e occidentale sei privilegiato è devi pagare le colpe dei tuoi antenati’. ‘In quanto maschi abbiamo un debito da pagare che risale alla morte di Ipazia’ ‘le donne non hanno neanche potuto avvicinarsi alle materie scientifiche perchè qualcuno ha detto loro “sei una donna, a cosa ti serve saper leggere?” (quest’ultima è anche vera ma un pochetto datata)

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