Adesso “le iene” passa alle bufale matematiche…

Son contento; finalmente anche la matematica, come la fisica o l’immunologia ha le sue brave bufale1.

Stavo leggendo questo articolo di “le iene” ed il buffalometro è partito a fondo scala.

Sorgente: Tredicenne scopre formula matematica per decriptare le password: “Vi sfido” | VIDEO – Le Iene

Il giovane Rubens potrebbe aver risolto un problema che impegna i matematici da tremila anni. E oggi sfida il pubblico de le iene con un gioco difficilissimo

La matematica per molti studenti è un incubo. Poi c’è Rubens Alessio Martino, che a soli tredici anni sostiene di aver scoperto una formula che potrebbe risolvere il grattacapo che impegna i matematici da più o meno tremila anni.

Rubens è di Reggio Calabria, fra pochi giorni frequenterà la seconda superiore del liceo scientifico Leonardo Da Vinci, ha gli occhi blu e i modi timidi di chi esterna poco ma si vede che dentro sé ha un fiume in piena di pensieri. Gli chiediamo di spiegarci la sua scoperta e lui risponde così: “è una formula in grado di calcolare tutti i numeri primi in successione”.

Formula o algoritmo? se è una formula è plausibile, invece se è un algoritmo devo dare una pessima notizia alle iene, gli algoritmi per trovare tutti i numeri primi esistono dai tempi di Eratostene.

Non possiamo divulgare la formula per due motivi. Rubens – e noi con lui – teme che qualcuno possa appropriarsene e prendersi i meriti di quella che potrebbe essere una scoperta grandiosa. Ed è infatti questo il motivo che ha spinto la mamma di Rubens a contattare la redazione de le Iene.

Le iene, nota rivista scientifica… Sarebbe bastato scrivere la formula in una busta chiusa sigillata, farsela timbrare alle poste o spedirsela come raccomandata et voilà si ha in mano un documento che prova inequivocabilmente la paternità della formula.

Poi se la formula fosse vera e funzionante le università farebbero la lotta nel fango per accaparrarsi l’autore.

Inoltre, e questo è il secondo motivo, se la formula funzionasse potrebbe essere usata per rinforzare le password dei nostri account virtuali, quelle bancarie per esempio.

“se la formula funzionasse”; ma la formula funziona o non funziona? Già questo fa capire la qualità e l’accuratezza delle verifiche fatte prima di dare la notizia. Credo che la probabilità di ottenere, anche in questo caso, figure di palta sia un valore presente in qualsiasi intorno del punto 1, dove 1 viene visto come elemento del piano complesso dotato della topologia indotta dalla norma.

Ma ogni medaglia ha due facce. Gli chiediamo se la formula può essere usata anche al contrario, cioè per decriptare le password bancarie, e lui risponde di sì. Alla domanda se la considera una scoperta pericolosa lui non risponde, ma fa una faccia che vale più di mille parole. Guardare il video per credere.

Oggi Rubens è in attesa di discutere la sua scoperta con qualche matematico per verificarne la bontà. Non è una richiesta banale, ma noi proveremo a dargli una mano, per esempio chiedendo un intervento da parte dell’unione matematici italiani o facendogli incontrare Alessio Figalli, l’italiano che quest’anno ha vinto la medaglia Fields, considerata da molti il Nobel per la matematica.

Ragazzi, il rischio che si faccia ridere in faccia è molto, molto alto. Imho basta un docente delle superiori per smontarla.

Una cosa che “le iene” sembrano non considerare è che fatti eccezionali richiedono prove eccezionali, vedi dimostrazione dell’ultimo teorema di Fermat o la scoperta del bosone di Higgs.

Ultima cosa. Vista l’occasione di avere a che fare con un ragazzo che la matematica la conosce molto bene, abbiamo pensato di farci aiutare da Rubens per proporvi un piccolo gioco difficilissimo. Alla fine del video contenuto in questo articolo Rubens vi sfida con un problema di matematica. Noi de le iene vi invitiamo a risolverlo.

Mi sa che le iene conoscono la matematica (e la fisica e la virologia e…) come io conosco la grammatica sumero babilonese….

La domanda è: “il seno di una terna pitagorica è 0,5376, calcolare la terna sapendo che è data da una terna primitiva moltiplicata per 37”; la mia domanda è: cos’è il seno di una terna pitagorica? la funzione seno accetta un solo argomento, non è definito. La domanda è completamente senza senso. E lì sarebbe bastato solo un docente di matematica per far “cassare” l’articolo2.

Poi che il ragazzo dica con tanta sicurezza una simile stupidaggine mi fa dubitare alquanto della validità della formula “nascosta”.

Imho il ragazzo avrà un futuro come consulente scientifico di “le iene”.

Chi dovesse trovare la soluzione può scriverci a redazioneiene@mediaset.it. Chi riuscirà a vincere contro il genietto di 13 anni?

La soluzione esiste nel boschetto della mia fantasia; la conosce il vitello dai piedi di balsa…


  1. Sì, ci sarebbe la numerologia ma quella è aritmetica elementare; cioè calcola che calcola al più si trova pi greco o il rapporto aureo; nessuno invece ha tirato fuori il numero di nepero o qualche altra bella costante matematica interessante… 
  2. se per seno intende il rapporto fra un ipotenusa ed un cateto, in qualsiasi triangolo rettangolo il rapporto fra l’ipotenusa ed un cateto è uguale al valore del seno dell’angolo opposto al cateto,  abbiamo che se l’ipotenusa valesse 10.000 il cateto misurerebbe 5376, semplificando la frazione otteniamo i valori 336 e 625; uso pitagora e calcolo il terzo lato, poi moltiplico tutto per 37. 
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49 pensieri su “Adesso “le iene” passa alle bufale matematiche…

  1. cioè qualcuno dichiara di aver scoperto un algoritmo di scomposizione in fattori primi significativamente migliore di quelli esistenti (ossia “li proviamo tutti”) e questo qualcuno non è ancora stato accerchiato da università, aziende ed agenzie di sicurezza che vogliono l’algoritmo e sono disposte a seppellirlo di danaro (o a torturarlo a morte) per averlo? sono leggermente scettico.

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    • Trovare una formula per generare numeri primi non implica trovare una formula per fattorizzare numeri enormi in tempi ragionevoli. Un algoritmo che dice se un numero è primo o meno in tempi ragionevoli c’è, per altro se l’ipotesi di Riemann si dimostrasse vera, ha pure una variante deterministica che esegue in tempo polinomiale. È quello che usano per trovare i numeri pseudoprimi enormi di RSA (che se si dimostrasse la congettura di Riemann smettono pure di essere pseudoprimi).
      Ma cosa più importante di tutte, un regazzino di 13 anni non ha le capacità per dire “ho trovato una formula che genera tutti i numeri primi”, pure Mersenne che non era un 13enne credeva che i suoi numeri fossero primi tutti, ma sbagliava (2^257-1 non è primo). Dubito che sto regazzino abbia potuto provare numeri a 309 cifre o numeri come il 50° numero primo di Mersenne che di cifre ne ha qualche milione (il file in cui è scritto pesa circa 10 MB compresso), anzi sono sicuro che non lo possa aver fatto perché sicuramente non ha gli strumenti per farlo e sicuramente non ha le conoscenze matematiche per una dimostrazione che non si basi su proviamo a vedere.

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  2. Infatti il problema di una rivelazione così sfacciata mi fa pensare che non si sono resi conto della pericolosità di tale affermazione …NSA FBI CIA È poi da qui tutti gli altri già lo avevano fatto sparire penso che la Cina per una cosa del genere sarebbe disposta a sborsare 50 miliardi di dollari senza battere ciglio….
    Non milioni,miliardi…
    Tutta la crittografia o almeno il 90% si basa sulla fattorizzazione di 2 numeri primi se avesse scoperto tale metodo sarebbe facilissimo condurre dei calcoli sxavicchiare informazioni importanti a chiunque proprio chiunque banche in primis a chi è capace risulterebbe molto facile appropriarsi di denaro o di info sensibilissime….se l’hai trovata mandala ad Anonimus poi telo fanno vedere loro cosa ci fanno …ripristina o l’equita mondiale ….

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    • 50 miliardi? Ahahah sono pochi….. Una scoperta del genere vale almeno 10 trilioni/euro/dollari se non il doppio!!! Basti pensare che tutto il mercato delle cryptovalute da solo vale 200 miliardi, e con una forumula del genere avresti tutto il malloppo senza penare o rubare nulla!!!

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    • La sicurezza di RSA non sta nella difficoltà di fattorizzazione, ma nella difficoltà di maneggiare numeri grandi in tempo breve. Mi spiego, la fattorizzazione in numeri primi di un numero è un problema difficile, almeno per ora, infatti non è ancora dimostrato che sia NP. Ma un numero RSA è composto da due numeri, quindi non si tratta di fattorizzare, ma di dividere. Non serve nemmeno trovare i numeri primi, se non per diminuire le divisioni da fare. Qualsiasi numero dividerà un numero RSA sarà primo per forza e il risultato di quella divisione sarà un numero primo. Quella coppia sarà la fattorizzazione. Paradossalmente fattorizzare un numero RSA a cui si aggiunge 1 è più difficile che fattorizzare un numero RSA. Perché trovato un divisore, devi probabilmente trovarne degli altri e quindi ricominciare.

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  3. Pero per tutti quelli che hanno commentato …e il sogno di tutti trovare questa formula ..vero??e non parlate lucidamente ma sento in tutti i commenti un filo di invidia …state tranquilli xhe si rivelerà essere una notizia senza futuro in tutti i casi non verra mai divulgato sia esso efficace sia non essere nulla …la crittografia RSA è ideata in maniera random e fa gola anche ai grandi avere l accesso a tutto e qui
    nei non si saprà mai se vera o no …neanche se il ragazzo la portasse in qualche sito sarebbe bloccato a prescindere in 2 secondi netti ..daiii

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  4. Mai dire mai…ma a tredici anni sarebbe veramente stupefacente …
    la storia ci racconta che forse una soluzione già era stata trovata e poi perduta, la funzione zero di Riemann o perlomeno la sua leggenda …certo é che pensare che da Euclide ,Fermat,Eulero, Gauss Puassin tutti veri inventori/scopritori delle dinamiche più oscure della matematica veri e propri fari nella notte non ci hanno capito niente e pensare che un 13enne del 2000 sia in grado di rispondere a una domanda tanto complicata ..be risulta complicato da credere ma chi lo sa forse ha compiuto anche solo un passo verso la verità…io se fossi nei genitori non stimolarei troppo il ragazzo perché tutti sappiamo che una volta entrati nel turbine dei numeri primi e difficile riuscire ad uscirne e come una droga che non ti molla più la storia e piena di personaggi che ne sono impazziti e per il quale è divenuta un ossessione vera e propria …spero per lui il meglio per il futuro bello intelligente educato puoi tutto nella vita non lasciarti rubare la vita dai numeri primi ,diventa un grande matematico magari ma non ti far bruciare da questa cosa ..di critici e scettici ne e pieno il mondo e sarà sempre una guerra convincerli

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    • esistono i geni “giovani” ad esempio Srinivasa Ramanujan e ci son stati matematici che son riusciti a risolvere problemi sui quali si erano arenati Gauss, Eulero etc. etc.
      Non escluderei quindi il caso del “genio”; quello che mi ha dato da pensare è come le iene hanno dato la notizia; dagli svarioni sparati sembra che non l’abbiano fatta valutare a nessuno che si intende di matematica. “il seno di una terna pitagorica” in conclusione è emblematico.

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    • Sai cosa è stupefacente? Eric Demaine che a 20 anni diventa professore al MIT e si laurea a 14, Gauss che trova la formula della somma di tutti i numeri naturali a 10 anni, dimostrata n*(n+1)/2. Uno che sta al liceo che trova un metodo per trovare dei numeri primi, non si sa come e già che non lo dica la dice lunga, non è stupefacente. Ramanujan era stupefacente, senza studi trovò il valore della funzione zeta di Riemann per -1 e la frazione continua di un irrazionale quadratico. Aaron Swartz che scrive le specifiche RSS e collabora per le specifiche della Creative Commons a 15.
      Il crivello di Eratostene lo insegnano alle medie, è il terzo programma che fai appena conosci i loop e Eratostene è morto 2100 anni fa. Avrà usato un altro metodo, questo chi lo sa, non lo dice. Potrebbe pure essere peggiore e lui ci scommetto la casa che non sa manco cosa sia la complessità computazionale di un algoritmo. Ma di certo non è una formula, basta che guardate la sua app per capire che non è una formula, ma un setaccio o un test di primalità.

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  5. Io ho verificato abilmente l’ipotesi di Reimann. Dopo m’è passata la sbornia e non me la ricordo più.
    Maledette lobby dell’alcool che uccide i neuroni

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  6. Se è vero che questo figliolo fa il liceo scientifico (ma come fa ad essere già in seconda se ha solo 13 anni? anche se avesse fatto l’anticipo, sarebbe in prima, non in seconda), non vorrei essere nei panni della sua insegnante di matematica, soprattutto al momento del ricevimento dei genitori

    .

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      • Ai fini del problema è indifferente visto che non essendo 1 è sicuramente uno degli angoli tra un cateto e l’ipotenusa. Quindi in un triangolo ABC dove C è l’ipotenusa, che il seno dato sia il rapporto A/C o B/C è ininfluente ai fini del problema, otteniamo comunque la terna. In questo caso, dato che l’arcoseno di 0.5367 è circa 32/33 gradi, l’angolo preso in considerazione è quello tra il cateto maggiore e l’ipotenusa e quindi indica il rapporto tra il cateto minore e l’ipotenusa.
        Detto questo il seno di una terna pitagorica non esiste, esiste il seno di uno degli angoli interni di un triangolo i cui lati hanno dimensioni tali da formare una terna pitagorica. Il problema che pone dimostra che il ragazzo non è un genio della matematica per due motivi 1. usa termini non confacenti ad un matematico 2. ci infila quel 37 volte che non serve ad uno stracazzo di niente, il problema è trovare la primitiva, che poi tu la debba moltiplicare per 37 o ottantanovemilamilardidimiliardiesette cambia 0 e se fosse un genio saprebbe che scalando un triangolo rettangolo gli angoli rimangono uguali e che moltiplicando per un numero naturale i valori di una terna pitagorico ottengo una terna pitagorica.

        È un problema semplicissimo 0.5376 è 5376/10000 quindi A/C = 5376/10000, basta ridurre ai minimi termini la frazione 336/625 e hai A e C, calcoli B con teorema di Pitagora rad (A^2+B^2) = 527. Moltiplichi per 37. L’unica nozione che serve sapere è che il seno di un angolo BC di un triangolo è il rapporto A/C.

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    • il seno è una funzione che prende in input un solo parametro, quindi non esiste il seno di una terna pitagorica. Esiste il seno di uno degli angoli interni di un triangolo rettangolo i cui lati formano una terna pitagorica. Detto questo il problema, una volta capito che càzzo intenda per seno di una terna pitagorica, è robetta per matematici poppanti e il modo in cui è posto il problema dimostra solo che il ragazzo crede di sapere molto più di quanto sappia, perché il seno di un angolo interno di un triangolo i cui lati formano una terna pitagorica primitiva e quello di un triangolo i cui lati sono 37 volte quella terna primitiva, sono esattamente identici, quindi avesse detto 37 volte, 2 volte, 137 volte o 1234973576235141889865342878 volte sarebbe stato lo stesso problema. Però 37 fa figo.

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  7. Comunque ho testato la app di sto ragazzino, facendogli trovare tutti i numeri primi da 0 a (2^31-1)/1000. Sta ancora girando, è passata una eternità, dopo un quarto d’ora ho chiuso l’app. Ho fatto la stessa cosa con un algoritmo scritto in 5 minuti, una implementazione stupida del crivello di Eratostene, e mi dà il risultato dopo 15 secondi, ne impiega 10 a stampare il risultato e 97 millesimi di secondo a trovare tutti i numeri primi. Ok che il mio l’ho testato su PC (con un Intel i5 2410m che tra l’altro ha 7 anni) e il suo su smartphone (Huawei P8 lite 2017 con doppio processore quadcore), ma tra 15 secondi e 15 minuti di tempo ne passa parecchio.

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    • Sarebbe curioso valutare la complessità computazionale della “mirabolante formula”; Nella pagina della app il ragazzo, a chi protestava per la lentezza e l’inefficienza, rispondeva che andava più veloce su hardware potente (e grazie al cavolo.).

      Mi spiace per lui perché è stato trasformato in un fenomeno da baraccone dalle iene.

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      • Certo la differenza tra hardware si sente, ma si sente forte su cose molto più impegnative. I motivi per cui non dà soluzione in tempi ragionevoli (io dopo 15 minuti mi son stufato e ho chiuso l’app, non so nemmeno se la dia) possono una complessità computazionale elevatissima e intendo veramente elevata perché 2.1 milioni di valori non sono niente di che. Credo che pure un 8086 darebbe la soluzione in meno di 15 minuti. Oppure una cattiva gestione dell’ambiente per esempio usa troppa memoria (la mia implementazione usa una sessantina di MB) oppure ancora non dà proprio una soluzione continuando a girare all’infinito, potrebbe anche essere un errore di implementazione con una formula corretta (ma secondo me non è una formula, ma un setaccio o un test di primalità, anche perché esclude 2 e 3 e una formula che calcola i numeri primi deve trovare pure 2 e 3 e tra i numeri scartati non inserisce i multipli di 3, quindi li testa tutti e pure peggio del crivello di Eratostene perché quelli non ti restituisce nemmeno i multipli di 5, 7, 11 ecc…). Io dico solo questo, se avessi la formula per calcolare i numeri primi, la pubblicherei e poi mi farei fare la bacheca per la Medaglia Fields e lui non lo ha fatto.

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        • Anche io penso ad un setaccio. Non conosco per niente l’ambiente di sviluppo android ma penso che anche in quell’ambiente, come da altre parti, per operare con numeri interi di lunghezza arbitraria (> 64 bit) occorra usare librerie specifiche, altrimenti, se usi gli interi standard, si rischi overflow e conseguenti risultati impredicibili.

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  8. Domani mi spedisco una busta vuota: ma che dico? Mi spedisco una cartolina senza alcuno scritto. Quando Rubens, o qualcun altro, farà sapere la formula dei numeri primi la scrivo sulla cartolina con tanto di data. Ora però, non fatelo pure, altrimenti tutto va a “pallino”.

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    • il trucco della “raccomandata” autospedita per dimostrare l’autenticità di una scoperta funziona in questo modo:
      1) scrivo la formula
      2) me la spedisco in busta chiusa
      3) se qualcuno mette in dubbio la paternità, si organizza, davanti a testimoni o ad un notaio, l’apertura della busta e si legge il contenuto.
      4) come mai il timbro sulla mia busta è precedente di un paio di giorni l’annuncio della formula da parte di Tizio?

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  9. Mio padre ha risolto, ho crede di aver risolto (e io ne sono convinto) i numeri immaginari: è stato oggetto di pubblicazione. Mia nipote di 13 anni è in grado di trovare, automaticamente, i numeri primi e i suoi composti. Gli l’ho insegnato io. Ma voi ci credete che i matematici ti dicono evviva? Se riesci a stento a ricevere una critica (ovviamente non motivata) è grasso che cola. La storia sulle innovazioni insegna.

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  10. Bufala più bufala meno, io ho dato una dimostrazione, complessivamente una cinquantina di pagine che comprendono anche un immagine algebrica di tale dimostrazione, dell’impossibilità di formulare quello che dalle iene viene cavalcato sulle ali della figura del genietto: https://tesisuinumeriprimi.blogspot.com
    Quella formula non è stata mai trovata perché non è formulabile.

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    • ho visto la dimostrazione ma ci sono un paio di errori:

      la successione dei numeri primi esiste.
      Dimostrazione per costruzione:
      Sia P contenuto in N l’insieme dei numeri primi. Essendo P un sottoinsieme di N, P può essere bene ordinato, ovvero è possibile porre i suoi elementi in una successione crescente secondo la relazione di ordine di N.

      Se esiste la soluzione esiste anche una funzione f tale che f(n) è l’n-esimo numero primo. Quello che ancora non esiste, o perché non si è trovato o perché non si è dimostrato che non possa esistere è una funzione “algebrica”, una funzione esprimibile nei termini delle operazioni algebriche elementari, che per ogni n restituisca l’n-esimo numero primo.

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      • Ti ringrazio shevatas per l’attenzione ma ti invito a leggere meno frettolosamente quello che ho scritto. Nel mio blog ci sono due introduzioni informali in italiano e in inglese oltre alll’intera ricerca che dimostra proprio l’impossibilità della funzione algebrica che hai citato. Buona parte della dimostrazione sviluppa proprio il concetto di ciò che non ci può essere. La successione di cui parli tu presuppone l’insieme dei numeri primi P, insieme che non può essere definito proprio perché non abbiamo quella funzione algebrica. Il fatto di sapere esattamente che cosa c’è dentro a quell’insieme porta a pensare di averne il controllo. Ciò che esiste non è propriamente l’insieme P dei numeri primi ma l’esatta idea di quello che è.

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        • Nota: quando parlo di divisione parlo di divisione euclidea con quoziente e resto, e per numero intendo un numero naturale.
          1) Ip posso definire cosa sia un numero primo p? Sì, posso definirlo come un numero che, diviso per qualsiasi numero compreso fra 2 e p-1 ottengo un resto diverso da zero.
          2) Io posso verificare che un numero p sia primo? Sì basta dividerlo per tutti i numeri compresi fra 2 e radice quadrata di p. Se ottengo sempre resti diversi da zero allora è primo.
          3) le affermazioni 1) e 2) implicano che l’insieme P dei numeri primi sia ben definito: dato un numero n io riesco a stabilire se n sia o meno primo in un tempo finito (per quanto lungo possa essere).
          4) P, è sottoinsieme di N, quindi lo posso ordinare in una successione crescente.
          5) esiste un bigezione fra P e N che associa ad ogni p il suo posto nella successione dei numeri primi.

          Il tuo errore è considerare come funzioni solo le funzioni per le quali esiste una espressione di tipo “algebrico” per descrivere la legge di associazione. E questo errore inficia tutto il ragionamento.

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          • Provo un’ultima volta a rispiegare ciò che intendo. Quello che scrivi tu è giusto, non avrebbe senso negarlo. Per capire però “il segreto” dei numeri primi non si può trattare l’insieme dei numeri primi come, ad esempio, l’insieme dei numeri dispari. Per i numeri dispari abbiamo a disposizione un’espressione algebrica, 2*n +1, con la quale possiamo maneggiare l’intero insieme quantificando sui numeri naturali e produrre dimostrazioni per induzione, oltre a poterli definire come numeri non divisibili per due.
            Con i numeri primi ciò non si può fare perché la formula per essi non è disponibile. Procedere però in un ragionamento sui numeri primi presupponendo implicitamente che l’espressione algebrica per essi non sia conosciuta ma ci sia, se non c’è il ragionamento è destinato a deragliare. Io ho sviluppato una differenza concettuale tra successione e serie per distinguere il primo caso dall’altro. Comunque, se interessa, una mia introduzione informale in italiano e in inglese è anche qui: https://tesisuinumeriprimi.wordpress.com/

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