Finanziare la camorra in spregio a Salvini.

Su twitter girano messaggi come questo:

“sto comprando borse tarocche, magliette contraffatte, Rolex e Panerai e Audemars Piguet patacca, e collanine e braccialetti da tutti gli ambulanti che mi incrociano in spiaggia. vieni a prendermi #salvinimerda”

Devo dire che messaggi come questo provano inappellabilmente la plateale idiozia di chi, spesso vantandosi della sua superiore intelligenza, compie azioni stupide e controproducenti solo perché convinto possano danneggiare un poco la parte politica avversa.

Perché il comprare roba tarocca è una azione stupida, oltreché illegale? Questo articolo, pubblicato l’8 dicembre del 2017 che spiega come il businnes della contraffazione serva ad arricchire la criminalità organizzata, fornisce un ottima risposta.

Mi chiedo se i tanti che si vantano nei social di acquistare compulsivamente roba tarocca dai venditori in spiaggia, in spregio a salvini, siano consapevoli di consegnare i loro soldi alla camorra e non capiscano che con il loro comportamento non stanno facendo altro che favorire la schiavitù e lo sfruttamento. (Grassetti miei)

Sorgente: Ecco perché ogni volta che compriamo prodotti contraffatti finanziamo la camorra – Linkiesta.it

Ecco perché ogni volta che compriamo prodotti contraffatti finanziamo la camorraLa contraffazione è il nuovo business della criminalità organizzata. Abbigliamento, audiovisivi, agroalimentare… Ormai è tutto in mano ai clan. A Montecitorio un’indagine della commissione di inchiesta illumina una realtà inquietante, che mette a rischio l’economia e la salute degli italiani

Il nuovo business dei clan è la contraffazione, camorra e ’ndrangheta si finanziano soprattutto così. Abbigliamento, audiovisivi, agroalimentare: tutto rigorosamente falso. Una montagna di merce che invade il mercato italiano senza controllo. Un flusso di denaro che arricchisce la criminalità organizzata a danno della nostra economia e della salute dei consumatori, non sempre consapevoli. (…)

Dietro al business della contraffazione si nasconde una miniera d’oro. Secondo i dati dell’Ocse ormai il 2,5 per cento di tutti gli scambi commerciali mondiali è costituto da prodotti falsi. Un giro di affari da 461,85 miliardi di dollari. Solo in Europa le importazioni di merce contraffatta riguardano il 5 per cento del totale, per un volume di 85 miliardi di euro. Inutile dire che l’Italia gioca un ruolo di primo piano. Stando a una recente indagine del Censis, nel 2015 il fatturato della contraffazione nel nostro Paese ha sfiorato i 7 miliardi di euro. (…)

Fiutato il business, la criminalità organizzata ha messo le mani sull’enorme giro di affari. Come ha spiegato la Guardia di Finanza in audizione, l’interesse è cresciuto esponenzialmente nell’ultimo decennio. Tanto che ormai quasi tutto il mercato è in mano alle mafie. Pochi dubbi a riguardo: «La criminalità organizzata – conferma il documento parlamentare firmato dalla relatrice Susanna Cenni – grazie anche al suo potere finanziario, intimidatorio e correttivo, gestisce tutte le fasi della filiera del falso, dalla produzione, alla spedizione, alla distribuzione, al dettaglio».  (…)

E così la contraffazione diventa un fenomeno sempre più diffuso e pericoloso. A pagare il conto siamo tutti noi. C’è anzitutto una questione economica: come sottolinea il lavoro della commissione di inchiesta, in Italia il flusso di merce illegale ha causato una perdita di gettito fiscale pari a 5,7 miliardi di euro solo nel 2015. Inutile dire che la falsificazione dei marchi danneggia, in primo luogo, proprio i prodotti di qualità, quelli che costituiscono l’essenza del Made in Italy. Ma i rischi più gravi interessano soprattutto i consumatori, non sempre consapevoli. I danni alla salute derivanti da materiali di scarsa qualità, se non nocivi, sono evidenti. La relazione finale della commissione di inchiesta procede a un’inquietante rassegna dei rischi: «Dai capi di maglieria realizzati con “pelo di coniglio” in luogo del cachemire, ai cosmetici e profumi contenenti alte percentuali di toluene e benzene, ai termocaloriferi assemblati con fibre di amianto; dai rubinetti che rilasciano il piombo ai giocattoli contraffatti contenenti ftalati; dai gioielli contraffatti con un’alta concentrazione di nichel alle scarpe e alla pelletteria con anomale percentuali di cromo esavalente». Senza dimenticare le sigarette false, «con valori di catrame, piombo e arsenico centinaia di volte superiori alla norma».

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6 pensieri su “Finanziare la camorra in spregio a Salvini.

  1. Che poi anche senza Linkiesta sono cose palesi. Magari senza Linkiesta non sapevi che era la camorra, magari pensavi che fosse qualche altra banda, ma che era criminalità organizzata lo sapevi comunque.
    Però io voglio essere ottimista e voglio illudermi che questi messaggi siano pure e semplici provocazioni. Niente di più.

    Mi piace

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