Migranti, l’arrivo della Aquarius a Valencia. La Spagna: “Nessun regalo, restano ferme le regole d’asilo” – Repubblica.it

Faccio notare la narrazione in questo articolo e come si cerchi di nascondere le informazioni scomode.

Sorgente: Migranti, l’arrivo della Aquarius a Valencia. La Spagna: “Nessun regalo, restano ferme le regole d’asilo” – Repubblica.it

VALENCIA – Infine, è arrivata, in una mattinata splendente e ancora piena di bei sogni, con un canto di gioia che ha emozionato molti, balli e molti sorrisi e pure lacrime, e una bambina che ha imparato a dire “Hola!”, e non smette di dirlo e gridarlo a tutti.

La Aquarius, con i suoi 630 migranti raccolti in mare ormai nove giorni fa, ha attraccato nel porto di Valencia dopo un lungo e anche pericoloso pellegrinaggio nel mediterraneo, qualche ora dopo la Dattilo, nave della Guardia costiera italiana che si era caricata una parte delle persone assieme alla Orion della Marina militare italiana, che chiude il convoglio.

viaggio lungo ed anche pericoloso. Sinceramente sarei curioso di sapere quali sono stati i pericoli che ha corso una nave attrezzata scortata e supportata da altre due navi della marina italiana.

Ad aspettare il convoglio sul molo, un imponente spiegamento spagnolo, 2.300 persone tra cui mille volontari della Cruz Roja, 400 della Policia Nacional, cento della Guardia civil, 400 traduttori, cose mai viste nella storia dei soccorsi ai migranti. La Spagna ha voluto fare le cose in grande, organizzando un evento che nelle intenzioni vuole essere epocale, e mostrare al mondo il nuovo corso del governo Sanchez sul tema immigrazione, e non solo.

Facciata infatti come si scoprirà in seguito, faccio notare 500 poliziotti nel molo. Per lo sbarco fanno gli accoglienti, poi…

 

Dopo la chiusura dei porti italiani decisa da Matteo Salvini, ora la politica spagnola mostra massima apertura nell’accoglienza, un segnale che è stato immediatamente recepito dalla enorme massa di africani che preme alla frontiera sud del Paese: nuovi sbarchi sempre più frequenti sulle coste andaluse, e anche nuovi morti annegati, in questi ultimi giorni.

e anche per quei morti “ha stato salvini?”

Ma la Spagna ha già chiarito che restano ferme le regole dell’asilo, ragion per cui le pratiche legali che già si stanno imbastendo in queste ore su ciascun migrante dovranno chiarire a breve se ciascuno ha diritto o meno alle varie forme di protezione previste. In caso contrario, alcuni verranno respinti al Paese d’origine, e quindi fine dei sogni di una nuova vita in Europa.

Se le stesse cose le avesse dette salvini in italia si sarebbe pieni di gente che protesta nelle strade contro il neofascismo e per una accoglienza indiscriminata (e scriteriata). Ma siccome le dicono gli spagnoli che son tanto buoni e politically correct va bene tutto.

E poi si stupiscono di come cresca la popolarità di Salvini.

5 pensieri su “Migranti, l’arrivo della Aquarius a Valencia. La Spagna: “Nessun regalo, restano ferme le regole d’asilo” – Repubblica.it

  1. Resta sempre complicato stabilire qual è il paese di origine.
    Li riporteranno in Libia?
    Li riporteranno in Ciad/Nigeria/Siria?
    Perché è logico che vanno riportati nel paese di origine, se non hanno diritto di asilo, ma come lo stabilisci il paese di origine? E se il paese di origine dichiarato sostiene che non siano suoi cittadini?

    E poi è facile imbastire 630 pratiche per farsi belli. Per gli altri le pratiche le fanno a suon di cannonate, fucilate, e reticolati.

    Non mi sta simpatico Salvini, anzi, ma porcogiuda, con questo atteggiamento l’Europa sta legittimando la sua posizione.
    Quando si chiedeva collaborazione senza forzare la mano, tutti a girarsi dall’altra parte. Adesso che c’è uno che, legittimamente o meno, sbatte i pugni, tutti a leccare il culo (frau Merkel per prima, fino a ieri “l’Italia si deve arrangiare, ci sono i trattati di Dublino”, oggi “l’Italia è stata lasciata sola, dobbiamo aiutare”).

    Se si vuole difendere l’idea di Europa dall’assalto dei populisti antieuropei, lo stai facendo molto male…

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  2. Nel 2015 Renzi diceva grossomodo le stesse cose che oggi dice Sanchez. Che d’altra parte sembra proprio uno fatto con lo stesso stampo e uscito dalla stessa fabbrica. E la stampa, come fa oggi con articoli tipo quello da te commentato, cantava le lodi del governo italiano come se avesse quadrato il cerchio. E per un po’ ha anche funzionato.

    I casi sono: in Spagna andrà tutto bene, perché loro sono bravi e noi siamo incapaci, siamo in Italia, etc, etc, etc con tutto il repertorio dell’italian bashing (praticato in realtà più in casa nostra che all’estero) che non sto a riscrivere. E allora la Storia (con la S maiuscola) si vendicherà e la Spagna sarà culturalmente ed economicamente arricchita da come avranno risolto il problema dei profughi/migranti/rifugiati mentre l’Italia si sarà fatta sfuggire un’occasione d’oro avendo cercato stupidamente di opporsi a queste forze ineluttabili del destino, ed eleggendo degli animali parlanti (vedi copertina dell’Espresso da te commentata qualche post fa) e bla bla bla, via di questo passo…

    Oppure, caso due: l’Italia è un paese occidentale grossomodo come gli altri, e le sue dinamiche non hanno niente di particolarmente eccezionale a parte il contesto geografico in cui ci troviamo. Tra tre/cinque anni, sempre che quelle del governo di Madrid non siano solo parole, avremo mezzo milione di profughi/migranti/rifugiati in Spagna, Sanchez “non eletto dagli spagnoli” sconfitto elettoralmente, il PSOE crollato a percentuali elettorali ridicole mentre la sua dirigenza e i media ululeranno al fascismo che rialza la testa e a Franco che esce dalla tomba.

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