Botte piena e moglie ubriaca

Stavo leggendo questo editoriale di Feltri: La predicatrice – La Stampa;

(…)Nel 2016 la presidente della Camera, Laura Boldrini, per dimostrarsi zelante quanto gli altri, annunciò un impegno senza precedenti lungo la strada della sobrietà. «Uno sforzo che i cittadini ci riconosceranno» (poi Boldrini si è candidata con Liberi e Uguali e non gliel’hanno tanto riconosciuto, guarda un po’). Insomma, taglia qui, taglia là, Montecitorio riesce a stare sotto il miliardo di spesa annua. Fra l’altro si fanno gare al ribasso: chi chiede meno ottiene l’appalto. È successo anche alle imprese delle pulizie, e da qualche giorno (di nuovo, guarda un po’) le donne che lucidano scaloni e corridoi del Palazzo stanno protestando. Persino con un certo garbo per gente che si alza alle 4 del mattino per lavorare 14 ore alla settimana a 370 euro al mese (6,60 l’ora! A Montecitorio!).

È che nel 2016, dopo avere spuntato contratti meno vantaggiosi, le imprese delle pulizie si sono rifatte sulle lavoratrici, riducendogli paghe già ridicole di un ulteriore 10 per cento. Bel capolavoro. Dunque, tornando all’inizio, anche Boldrini si diminuì lo stipendio. Ma per una tale predicatrice di giustizia sociale, non sarebbe stato meglio tenersi l’assegno e fare un po’ di attenzione a che le capitava sotto al naso?

Mi sembra che Feltri non abbia colto il punto; è vero che dalle inefficienze della spesa pubblica molti mangiano, comprese anche le ultime ruote del carro, ma parimenti è vero che con una spesa pubblica più efficiente puoi liberare risorse per investire. Gira che rigira i soldi son sempre quelli; puoi spendere 1000 spendendo 800 per pulizie e 200 per borse di studio oppure tutti e 1000 per le pulizie.  Si può scegliere di pagare gli addetti alle pulizie come primari ospedalieri; ma poi non ci si lamenti che per un addetto alle pulizie si spende tanto quanto si spende per retribuire un primario ospedaliero.

Se la Boldrini avesse fatto stipulare contratti “svantaggiosi” imho sarebbe partito il coretto: “ma perché la camera paga un impresa delle pulizie il 20% in più rispetto al prezzo di mercato? Sprechi, accozzi, l’hanno fatto per chiamare a lavorare la prima compagna di stanza della sorella della cognata della cugina della Boldrini… (1/2 cit)”

Il problema, che feltri non coglie è: “la retribuzione dei lavoratori è in linea con le norme vigenti in italia? l’azienda vincitrice rispetta le norme?” Se la risposta è no allora il problema non è la Boldrini e le sue gare d’appalto quanto l’omessa vigilanza che il vincitore rispetti la normativa.

Se la risposta è sì invece la riflessione da aprire sarebbe quella su quanto le norme vigenti siano realmente utili per la tutela dei lavoratori e, nel caso se sia opportuno un loro adeguamento e/o aggiornamento, ma questa è una questione prettamente politica che esula completamente dal comportamento della Boldrini. Aprire tale dibattito non dovrebbe essere compito di una figura di garanzia quale quella del presidente della Camera dei Deputati.  Son domande a cui la politica deve dare risposta, e la risposta deve valere sia per Anna che va a fare le pulizie alla Camera che per Michela che va a lavare le scale del condominio di via Sardegna 18. Paghiamo Anna come un primario ospedaliero, e Michela che fa il suo stesso lavoro si fotte?

Nella vicenda riportata noto anche un altro buco: dove sono i sindacati, figure istituzionalmente preposte alla tutela dei lavoratori? perché non hanno sollevato la questione? Se la retribuzione dei lavoratori è bassa mi aspetto minimo una vertenza sindacale, a maggior ragione se la controparte è una che si riempie la bocca con parole come diritti dei lavoratori1.

Quindi cosa si vuole? Si vuole davvero tornare al periodo in cui la politica spendeva 1.000 per coltivare i propri orticelli ma allo sfigato almeno 10 arrivava? Beh si abbia il coraggio di scriverlo chiaramente. Purtroppo l’avere la botte piena e la moglie ubriaca, per quanto possa essere una situazione ideale, è praticamente inattuabile.

 


  1. La CGIL, come tutti i sindacati, non è tenuta ad applicare, per i propri dipendenti, l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, non si è fatta scrupolo di usare i voucher… 
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Un pensiero su “Botte piena e moglie ubriaca

  1. Comunque sia te che Feltri dimenticate una cosa, a mio parere importante: l’assenza della valutazione degli effetti delle scelte, il vedere solo ciò che sta direttamente davanti al naso.
    La valutazione degli effetti è la prima cosa che avrei fatto io se fossi stato al posto della Boldrini (ma la maggioranza dei politici e, purtroppo, anche degli imprenditori e manager italiani avrebbero fatto invece come lei).
    Cosa significa? Simulare a tavolino (usando anche, se esistono, esempi di altre istituzioni, aziende che hanno fatto la stessa scelta) non solo il risultato immediato, ma anche quello differito, cercare di capire quali conseguenze (dirette e indirette) non immediate possono verificarsi.
    E solo dopo questa analisi decidere mettere in pratica il proposito senza modifiche, applicarlo con modifiche o rinunciarvi proprio.
    È quello che faccio io quotidianamente in azienda.
    E che in Italia non si fa quasi mai. Neanche nelle aziende.

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