Una variazione significa poco

Su FB un mio contatto ha condiviso il seguente messaggio:

Furti, omicidi e rapine diminuiti in media del 21 per cento nel 2017, dati Viminale. Delitti in famiglia aumentati del 200%, vittime in maggioranza donne uccise da compagni o ex. Per aumentare la #sicurezza chi bisogna espellere, i migranti o i mariti?
Fonte: https://twitter.com/LiaCeli/status/973184268603154433

l’ho trovato molto interessante perché mostra un paio di tecniche dialettiche per contraffare l’informazione. La prima è il dare solo informazioni sulla variazione di una grandezza ma non sul valore assoluto che essa assume. E’ un comportamento malizioso perché il dare la sola variazione di una quantità generalmente non fornisce alcuna informazione sul valore assoluto di tale quantità, come fa intendere benissimo questa battuta: “questo mese son riuscito a triplicare il mio giro d’affari; il mese scorso ero riuscito a vendere due aspirapolveri, questo mese sono arrivato a sei.”. Un aumento delle vendite da 2 a 6 è, realmente, un aumento del 200% delle vendite, però non penso che a qualcuno venga in mente di investire cifre folli per acquistare quel portafoglio clienti.

Parlando in termini più matematici, il sapere come varia una quantità nel tempo purtroppo non fornisce alcuna informazione sul valore reale di tale quantità. Passare da 2 a 6 femminicidi o da 100 a 300 femminicidi è sempre un aumento del 200% ma nel primo caso i numeri “reali” non causerebbero alcun allarme mentre nel secondo sì. Perché quindi parlare solo della variazione dei femminicidi che del valore assoluto? perché a leggere una variazione del 200% si è portati a pensare ad un fenomeno che diventa “serio ed importante” anche se, ricordando l’esempio del passaggio da 2 a 6, i numeri son talmente piccoli da poter essere considerati semplice rumore statistico.

Faccio notare che, una riduzione di rapine da 10.000 a 7.900 casi ed un aumento da 2 a 6 femminicidi significa una riduzione del 21% delle rapine ed un aumento del 200% dei femminicidi; ma fra 7.900 e 6 qual’è il fenomeno più rilevante?

La seconda tecnica è il confrontare mele con pere mettere insieme furti, omicidi e rapine significa mettere insieme reati che vanno dal semplice scippo all’omicidio, una base molto vasta; da notare due cose: mentre ad una diminuzione delle denunce di violenza di genere si risponde che “non è vero che è diminuito il fenomeno, semplicemente molte non denunciano più”, perché tale ragionamento sarebbe inapplicabile nel caso di rapine e scippi?

Tornando comunque all’esempio del “venditore di aspirapolveri”, il confrontare femminicidi con furti, rapine e omicidi, sarebbe come il confrontare la variazione di fatturato di tutti i negozi di un grosso centro commerciale con la variazione di vendite di aspirapolveri. I due fenomeni son correlati ma le basi di valutazione son troppo diverse per poter fare paragoni sensati.

La terza è l’invenzione dei numeri a pera: qui, partendo, dalle statistiche istat con i numeri reali sul femminicidio e sulle variazioni, parlo di come si tenda a gonfiare enormemente certi fenomeni. Sarei curioso di sapere dove salta fuori l’aumento del 200% nel 2017 visto che nel 2016, fonte istat, il numero di femminicidi, in senso lato1 è di 149, se invece consideriamo solo quelli il cui autore è un partner o ex partner arriviamo a 76.  Un aumento del 200% significa passare da 149 a 437 omicidi, più di uno al giorno. Mah; più probabile una scarsa affinità con la matematica ed un uso malizioso, oltre che inappropriato, dei numeri.

Ultima cosa: che senso ha confrontare mariti con migranti, loro buoni buoni mentre italiani assassini. E poi stupiscono quando, alla scoperta del bluff, certi partiti hanno grossi boom elettorali.

fonti istat:


  1. cioè omicidi cui la vittima è di sesso femminile, senza considerare il sesso dell’omicida. 

8 pensieri su “Una variazione significa poco

  1. Come quando leggi che il tale stile di vita o alimentare aumenta del 20% il rischio di morire del tale tipo di cancro, e tu che quell’abitudine ce l’hai ti caghi addosso. Poi vai ad approfondire e apprendi che di quel tipo di tumore muore il 2,4% della popolazione, cioè che questo è il tuo rischio effettivo generale, che con un aumento del 20% sale a 2,88%, ossia con un aumento di rischio reale dello 0,48%.

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