La crudeltà nasce anche dall’abuso di pietas

Stavo leggendo questo articolo di Mattia Feltri: Un lungo inverno – La Stampa (grassetti miei)

Prima notizia, Francia. Una guida alpina si imbatte in una famiglia nigeriana che cammina nella neve vicino al passo del Monginevro, 1900 metri. Ci sono il padre, la madre incinta di otto mesi e due bambini di quattro e due anni. Li carica in macchina per portarli all’ospedale di Briançon ma è fermato dalla polizia che lo incrimina per violazione delle leggi sull’immigrazione: rischia fino a cinque anni di carcere. La donna viene condotta in ospedale e lì partorisce. Seconda notizia, Italia. Il presidente del tribunale e quello dell’Ordine degli avvocati di Venezia hanno sottoscritto un protocollo secondo cui, se l’avvocato non si presenta all’udienza per la concessione a un immigrato dell’asilo politico, l’udienza si terrà lo stesso, senza avvocato.

«Stante la natura urgente dei procedimenti», l’immigrato difenderà la sua causa da solo. In un periodo in cui ci si chiede, con comprensibile allarme, quanto l’immigrazione cambierà il nostro modo di vivere, le due notizie forniscono una risposta. È già successo. Non è stato imposto alla donna europea il velo, né il divieto di bere alcolici agli uomini: siamo cambiati da soli. La legge prevarica il diritto naturale, cioè umanamente, intrinsecamente giusto di soccorrere chi rischia la morte; l’urgenza e l’emergenza eliminano uno dei due piatti della bilancia, cancellando il diritto scolpito nel marmo, da secoli, di essere assistiti da un avvocato. Nei nostri codici sono entrati uomini un po’ meno uomini. Domani comincia la primavera, ma sarà un lungo inverno.

Devo dire che sono articoli strappalacrime come questo che poi spingono le persone alla crudeltà; l’abuso di buoni sentimenti oltre che il mischiare “mele con pere”. Sulla vicenda della guida io vedo alcuni punti oscuri: come prima cosa in una situazione di emergenza mi aspetterei che venissero contattate immediatamente le autorità e ci si coordinasse con loro invece che vengano prese decisioni motu proprio. Seconda cosa: come puoi stabilire che la guida si sia trovata realmente in emergenza e non che sia stata una traversata clandestina “che stava finendo male” se non indaghi? Questo sdegno per la guida mi ricorda lo sdegno perché si aprono le indagini nei casi di autodifesa dove il presunto aggressore finisce male, magari al cimitero con una pallottola in corpo. L’indagine è atto dovuto; uno che scrivesse: “nel caso di incidente capitato in una casa privata l’esterno ha sempre torto”, sbaglio o farebbe urlare al fascismo ed al far west? Eppure la situazione è la stessa; punti oscuri da chiarire per sapere se le cose sono andate così come narrate. Quindi l’indagine è atto dovuto. Il protestare che “viene indagato quando stava salvando vite umane” non è un difendersi nel processo ma dal processo. Nei codici europei esiste lo “stato di necessità” ma tale articolo stabilisce la “non punibilità” in caso di emergenza non “il divieto di indagare e celebrare un processo”.

Ciò che si dovrebbe chiedere è che si arrivi in fretta ad una sentenza, ma chiedere che non si indaghi “per motivi umanitari” è sbagliato, è mero paraculismo. Stesso paraculismo che vidi quando si parlò delle inchieste di Zuccaro, tante gente scandalizzata che si indagasse perché “salvano vite umane che stavano per morire”.  Beh poi non ci si stupisca se qualche demente sosterrà che Traini ha sparato perché “stavano per fare altre Pamela” e che l’arresto è illegittimo. il pattern è esattamente lo stesso.

Faccio notare che Mattia Feltri cade anche in un altra fallacia, quella realmente barbara e aliena alla mentalità occidentale illuministica, che l’indagato per il semplice fatto di esserlo sia sicuramente colpevole e che il processo altro non sia che una inutile incombenza burocratica per avvalorare tale stato di cose. Nulla di più sbagliato; indagato significa indagato e se proprio si vuole andare in punta di coltello della semantica significa “forse o probabile” colpevole. Il “non esistono innocenti ma solo colpevoli non ancora scoperti” è barbarie, punto.

Anche il secondo caso mi lascia un poco perplesso. Non so se la richiesta di asilo sia “tecnicamente” un processo penale ove ci sia obbligo di presenza di avvocato o se sia solo un procedimento amministrativo ove la presenza dell’avvocato sia facoltativa. Perché nel primo caso il protocollo sarebbe contro la legge mentre nel secondo, se non c’è obbligo di nomina di un avvocato d’ufficio, non vedo nulla di scandaloso in quel protocollo.

Mi sembra che nell’articolo si mischino due vicende con alcuni lati oscuri e si richiami una “legge superiore” il diritto naturale che dovrebbe autorizzare a prevaricare il diritto civile e penale. Peccato che il richiamare una “legge superiore” che giustifica sia stato il grimandello che ha scardinato la porta, aprendola alle peggiori porcate.

Faccio notare anche che il chiamare la bontà come giustificazione delle porcherie, vedi anche i migranti soccorsi vicino alle coste libiche, alla fine spinga le persone verso la crudeltà; perché se sei stato buono e ti hanno gabbato nove volte alla decima diventi naturalmente cattivo. E questo è il motivo per il quale considero estremamente idiota cercare di “curare” il razzismo con forti dosi di ipocrisia; si finisce solo a buttare benzina sul fuoco.

 

 

6 pensieri su “La crudeltà nasce anche dall’abuso di pietas

  1. Importante dire che indagine non significa colpa automaticamente. Poi ci sarebbero potuti essere problemi di linea telefonica che però probabilmente si sarebbero dovuti risolvere tendenzialmente presto.

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    • Ho letto un poco di dettagli; la guida ha caricato le persone in macchina e, sosteneva, di stare andando all’ospedale quando è stato fermato dalla polizia.
      Non so se il tutto è avvenuto in una zona fuori campo o se per qualche motivo non abbia potuto dare l’allarme prima, non appena possibile.
      Quello che contesto è che molti ragionano: “inquisito = colpevole” e si scandalizzano se ad essere inquisito è un “buono”, quasi che i buoni siano per loro stessa natura improcessabili.
      Sarà ma questa difesa “d’ufficio” dal processo e non nel processo mi puzza di ipocrisia e paraculismo.

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      • Sono assolutamente d’accordo con te: inquisito diverso da colpevole.
        Similmente tempo fa si riteneva che un processo che riconoscesse l’onestà o l’estraneità dai fatti di un inquisito fosse un processo inutile.
        I tribunali, quale che siano le sentenze, servono sempre e finché non viene detto altrimenti le persone inquisite sono innocenti.

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    • Magari fosse solo per loro.
      Anche per i corifei del politicamente corretto e del buonismo: se uno che si comporta (dal loro punto di vista) bene viene indagato, si inalberano subito come fosse già stato condannato in tutti e tre i gradi di giudizio.

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