La scuola e il disagio giovanile

Condivido completamente l’analisi sul disagio. Se non cadi non potrai mai imparare a rialzarti, ne potrai sapere se ne sarai capace di rialzarti.

Non permettere ai ragazzi di cadere, dipingere una piccola caduta come una “tragedia greca” significa, pur con tutte le buone intenzioni del mondo, creare ragazzi di cristallo, fragilissimi che rischiano di andare a pezzi per un non nulla.

Gli ostacoli si imparano a saltarli saltandoli, non guardando i saltatori alla televisione.

Il blog del Prof. Massimo Rossi Docente di Italiano, Latino e Greco nel Liceo Classico

Da parte delle persone di una certa età, com’è appunto il sottoscritto, può sembrare strano parlare di disagio giovanile, che pure è una realtà che constatiamo tutti i giorni. Noi, che siamo stati giovani vari decenni fa, facciamo fatica a comprendere come i ragazzi di oggi, che hanno tutto nella vita, che hanno i genitori che li seguono passo passo dalla culla all’Università, che non vengono mai abituati a prendersi delle responsabilità, possano trovarsi a disagio; ci verrebbe piuttosto da pensare che le difficoltà avremmo dovuto averle noi, che venivamo lasciati a noi stessi dai genitori, che dovevamo affrontare da soli i problemi scolastici e non solo, che non avevamo né internet né cellulari né tablet ecc. E invece quello che si verifica è l’esatto contrario: proprio perché i giovani di oggi hanno tutto senza faticare e non sono caricati di nessun problema da affrontare autonomamente, cadono nello sconforto e…

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4 pensieri su “La scuola e il disagio giovanile

  1. Uno psicologo che sottoscriverebbe tutto ciò (e aggiungerebbe molto altro, ma sempre in accordo con la linea generale di questo pensiero) è Jordan B. Peterson, una delle grandi “internet sensations” attuali, resosi famoso come critico dell’eccesso di political correctness e varie politiche associate, ma che si sta ora occupando in particolare di “responsabilità come valore fondante dell’esperienza umana e sempre più assente soprattutto fra giovani ragazzi, specialmente maschi”. (Parafrasi mia) Sta raccogliendo un seguito enorme soprattutto e per l’appunto fra giovani maschi, che anche secondo le statistiche sembrano essere i più in crisi scolasticamente e non, al giorno d’oggi, a dispetto di quello che la narrativa femminista vorrebbe far credere, con il concetto di “white male privilege”, che infatti lo psicologo critica e dichiara una grande bufala.
    Lui stesso non riesce a credere che la sua “predica” sia così ben accetta, dato che è severa come poche. Ma pare evidente che è proprio di questa severità che c’è bisogno al giorno d’oggi.
    Cavalcando l’onda della popolarità ha pubblicato un libro di “self help”, molto più profondo dei tipici libretti di questo genere: “12 Rules For Life: An Antidote To Chaos”. È stato subito bestseller e me lo son preso anche io, lo sto leggendo con piacere. Mi sto convincendo del fatto che Jordan Peterson potrebbe essere la voce della ragione più potente (almeno in termini di “gittata”) dei giorni nostri…

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