Tutti promossi, la Scuola finta che sforna analfabeti futuri operai

Su FB un mio contatto ha condiviso questa lettera. Devo dire che pur non condividendola l’ho trovata alquanto interessante perché mostra tutti i problemi della scuola italiana, quelli palesi ovvero il dover promuovere ad oltranza in quanto una bocciatura oramai viene considerata alla stregua di un crimine contro l’umanità ma anche, seppure in maniera occulta e fra le righe, la spocchia e l’autoreferenzialità del mondo scolastico oltre al pensare che lo scopo principale della scuola, la mission per dirla alla ammerrigana, sia il dover distribuire buste paga, soprattutto a gente che essendo riuscita a vincere una laurea con i bollini del supermercato si rivela essere talmentete stupida da non essere neppure capace di fare da operaio generico.

Sorgente: Tutti promossi, la Scuola finta che sforna analfabeti futuri operai – Tecnica della Scuola

Bisogna che finalmente qualcuno abbia il coraggio di dirlo: in Italia oggi in ogni ordine d’istruzione un bel voto si prende molto più facilmente di un tempo; anche perché, se così non fosse, il numero dei “non ammessi” all’anno successivo dovrebbe essere forse doppio (o triplo) rispetto a quello attuale. Da almeno tre decenni il Ministero della Pubblica Istruzione (che oggi non si chiama nemmeno più così) profonde sommi sforzi per far comprendere agli insegnanti che le bocciature non sono gradite “colà dove si puote”.

Non solo il ministero. Da ex docente posso dire che se per mantenere una classe serve promuovere 20 persone, si promuovono 20 persone anche a costo di promuoverle con 4 materie a debito e 2 debiti condonati. Perché perdere una classe significa perdere posti di ruolo. E nessun docente si taglia volontariamente le palle.

Questo però causa una spirale perversa: più è squalificato un titolo di studio, meno c’è voglia di sbattersi per prenderlo e maggiore è l’abbandono scolastico, oltre che il disprezzo per chi “certifica” bravo gente che non è capace di fare una O con il culo di un bicchiere.

Gli insegnanti, troppo spesso lontani dal possedere un cuor di leone, si adeguano. E le promozioni fioccano, aumentando di anno in anno, proporzionalmente al diminuire del livello culturale degli alunni. Tanto l’importante è superare i quiz Invalsi. Una realtà che supera di molto la fantasia di Carlo Collodi, che nel “Paese di Acchiappacitrulli” rappresentò un mondo alla rovescia, dove, per uscire di galera, Pinocchio deve dichiarare di essere un malandrino: mondo sinistramente simile all’Italia di oggi, purtroppo.

Questo passaggio sui quiz invalsi mi ha fatto pensare. Ci si lamenta della scarsa preparazione degli studenti, del dover promuovere emeriti asini e ci si lamenta dello strumento principe per rivelare l’asineria di quelli che si è stati costretti a promuovere. Solo io vedo una colossale contraddizione?

Ma se la Scuola diventa sempre più un Paese dei Balocchi, nel quale l’importante è far divertire gli alunni coi “progetti” e superare gli indovinelli del Ministero della Verità, il compito degli insegnanti, sottopagati, proletarizzati, vituperati, disprezzati, si fa sempre più arduo. E tutto ciò dimostra che degli insegnanti e della loro libertà (d’insegnamento e di valutazione secondo coscienza) la nostra classe politica e dirigenziale ha deciso di voler fare a meno.

la libertà di insegnamento non è la libertà di fare il cazzo che pare in classe; è la libertà di decidere i sistemi didattici giudicati più appropriati. E non è neppure l’immunità a qualsiasi forma di valutazione dell’operato del docente.

(…)Obbedir tacendo e tacendo promuovere
I collegi della Penisola si sono rapidamente adeguati al rigorismo ministeriale antibocciatura, ed hanno scritto nei “PTOF” criteri estremamente rigidi e particolareggiati. Così ora capita, ad esempio, che un allievo di terza media con quattro insufficienze gravi, magari in matematica e inglese (le quali prevedono prove scritte all’esame finale), ma non in italiano, e che abbia una risicata sufficienza in tutte le altre materie deve essere ammesso, comunque, all’esame di licenza media (e, ovviamente, affrontare con successo l’esame). P

Se riesce a passare l’esame “senza aiutini”, senza un “promuoveratur ut amoveatur” allora forse i docenti scolastici hanno sbagliato le valutazioni. Altrimenti si sta ammettendo che l’esame di III media è una burletta.

promozione certa per quasi tutti. Altro che la meritocrazia di cui blaterava Renzi: quella vale (?) solo per i Docenti destinatari del bonus premiale assegnato dal Dirigente a piacer suo; che sono poi quelli più ubbidienti all’andazzo imposto dal Ministero e dall’Invalsi. Per chi lo contesta in nome della Costituzione, per i Docenti che lavorano in classe per diffondere la cultura vera, neanche una lira bucata. Così imparano.

Cos’è, di grazia, la cultura vera?

Passo dopo passo, l’Italia sta diventando il Paese del diploma assicurato; così i posti di lavoro saranno sempre più riservati ai non meritevoli ben raccomandati, mentre i meritevoli veri resteranno disoccupati. E si moltiplicheranno i casi, già frequentissimi nelle scuole più disagiate, di Docenti picchiati dai genitori e dagli alunni per un voto insufficiente, e di ragazzi “furbi” che, ben sapendo di esser diventati intoccabili per legge, non porteranno a scuola nemmeno più la penna.

https://shevathas.wordpress.com/2013/01/16/una-scuola-non-selettiva-favorisce-i-poveri/

Sia chiaro: noi non siamo per una Scuola selettiva, di classe, che bocci la maggior parte degli alunni. Noi (gli insegnanti che contestano questo andazzo) ci battiamo, al contrario, per una Scuola inclusiva, democratica, con classi di massimo diciannove o venti alunni, che aiuti davvero quelli in difficoltà, che li motivi, che li segua, che li valuti in base alla buona volontà ed agli sforzi, non solo ai risultati.

Ta-daan non vogliamo una scuola selettiva ma ci lamentiamo della non selezione. Mi sembra di scorgere una leggera contraddizione.

Non siamo, però, per una Scuola finta, che rinneghi i propri principi ispiratori, che premi i furbi e gli analfabeti determinati a restare tali, che insegni ad essere corrotti e disonesti fin da bambini: i vizi italioti che tutto il mondo disprezza! Purtroppo non siamo maggioranza nel Paese. La scuola così come’è conciata sta bene al potere politico, ai potentati economici e a gran parte delle famiglie italiane: quelle culturalmente più deprivate, e quindi più incapaci di desiderare una Scuola seria e di comprenderne l’importanza.

E quindi se in classe hai uno, praticamente semianalfabeta, che non recupera durante l’anno che si fa? Si creano PIF, POF, PUF e PAF perché è un BES con una spruzzata di DSA e SIC quanto basta per promuoverlo (e non perdere la classe), o, sic et simpliciter, bocci? Spiegare grassie.

I peccati di Gola
Il 26 gennaio 2018 sul sito web di Confindustria Cuneo è stata messa in bella mostra una lettera aperta del presidente Mauro Gola “alle famiglie cuneesi che si trovano a scegliere l’indirizzo delle scuole superiori per i propri figli”. Secondo il presidente di Confindustria Cuneo è perfettamente inutile che gli studenti si ostinino a conseguire a scuola una preparazione culturale elevata, per poi iscriversi a filosofia o a fisica nucleare. Lavorare bisogna!

«Nel 2017», sostiene Gola, «le aziende cuneesi nel loro complesso, presi in considerazione industria, artigianato, commercio, agricoltura e servizi, hanno dichiarato di assumere circa 40.000 nuovi lavoratori. Di questi, il 38% sono operai specializzati, il 36% tecnici specializzati nei servizi alle aziende, il 30% addetti agli impianti e ai macchinari». Cifre in libertà, perché la loro somma è superiore a 100. Ma poco importa: “Il resto, marginale, sono gli altri ruoli aziendali, che sebbene fondamentali ed irrinunciabili, occuperanno poche unità. Il nostro dovere è quello di evidenziarvi questa realtà. Perché queste sono le persone che troveranno subito lavoro una volta terminato il periodo di studi“.

Il messaggio è molto esplicito: ciò che fa gola a Mauro Gola ed a Confindustria Cuneo non sono lavoratori colti e capaci di pensare criticamente in base al proprio bagaglio culturale, ma “addetti agli impianti e ai macchinari”, “operai specializzati”, “tecnici specializzati nei servizi alle aziende”. Che poi sappiano leggere un contratto o distinguere i fatti dalle opinioni, poco importa agli industriali. Anzi, se non sanno ben parlare, ascoltare, leggere e scrivere, meglio pure: saranno più docili e meno riottosi.

Ammesso che tecnici specializzati son capaci di pensare, e cacchio se son capaci di pensare, progettare un sistema eliminando criticità oppure gestire bene un tornio a controllo numerico devi pensare. Per fare i lavori da “scimmia” ci son già i robot, robot che son molto, ma molto, più vantaggiosi degli operai generici.

Un operaio specializzato deve saper parlare, deve saper documentare il suo lavoro e deve saper leggere la documentazione prodotta da altri.

Il passaggio di sopra è emblematico perché mostra due gravi difetti della scuola: il primo è la spocchia di chi si crede il centro del mondo e l’unico depositario della scienza e della cultura. E l’altro è l’autoreferenzialità della scuola: solo lei decide cosa sia o no cultura, cosa sia o no importante. E poco importa se quando si ferma l’automobile chiamate un meccanico che conosce il motore e non un dotto latinista capace di recitarvi tutto Tacito a memoria in lingua originale.

È, insomma, la solita vecchia storia di sempre: l’operaio non deve volere il figlio dottore. E il figlio dell’operaio deve introiettare questo dogma. Dogma sposato anche da quella sinistra che è erede diretta dei partiti stalinisti del dopoguerra, e che, senza cambiare affatto i quadri dirigenti, dopo il 1989 si è innamorata del neoliberismo, gareggiando con le Destre per dimostrare a chi controlla i capitali che la dittatura sul proletariato (e sulla classe media) si esercita meglio con la “Sinistra” al Governo che con le Destre. Anche perché la “Sinistra” non si troverà mai di fronte, se non a parole, l’ostilità di mamma Cgil (come invece può capitare ai Governi di Destra).

Fuoco a volontà
E allora tutto è chiaro. La Scuola, da trent’anni, si trova sotto il fuoco incrociato di vecchi nemici e amici falsi. Sopravvive, ed è ancora comunque efficace, solo grazie al suo pilastro fondamentale, che sono gli insegnanti. E infatti il fuoco è concentrato soprattutto contro questi ultimi, sempre più immiseriti, disprezzati, oberati di scartoffie, calunniati, sbeffeggiati, dominati, e premiati (poco) solo se ubbidiscono. È dunque fondamentale, per salvare la Scuola, che gli insegnanti comprendano l’importanza di cambiare la legge vigente sulla rappresentanza sindacale. Solo così potranno sperare di esautorare i maggiori responsabili di questa situazione, ovverosia quei sindacati “maggiormente rappresentativi” che alla realizzazione di tutto ciò hanno dedicato la propria fattiva complicità.

Taaa daaan i sofficini. Una nuova politica sindacale. Beh per esperienza di tecnico quindi stupido et ignorante, posso dire che con i requisiti contraddittori di sopra: bocciare ma non bocciare, rivelare il merito ma tutti egualmente meritevoli, l’unica cosa che esce è una immensa, solenne, epica “cagata pazzesca”. Consiglierei ai dottissimissimi sindacati scolastici di rivedere le basi della logica Aristotelica, in particolare il principio di non contraddizione.

L’Italia può ancora salvarsi dal declino cui è avviata. Può salvarsi, però, solo a patto che si salvi la Scuola. Perché la Scuola è il fondamento di ogni futuro. Se avremo una Scuola pessima, ridotta ad un carnevale senza senso, il futuro sarà pessimo. Se invece saremo capaci di recuperare il senso del suo esistere e del mandato costituzionale che l’ha istituita, il futuro tornerà a farsi pieno di speranza per tutti: ivi compresi quegli straricchi che si illudono di costruire la propria felicità in un Paese distrutto.

Per salvare la scuola imho si dovrebbe, per certi insegnati, inserire l’alternanza miniera, spalamento letame. E a sera al posto della cena acculturarsi. Cos’è un misero piatto di pasta dinanzi a Tacito ed Erodoto in lingua originale? che siano saziati di cultura…

Annunci

8 pensieri su “Tutti promossi, la Scuola finta che sforna analfabeti futuri operai

  1. Se non altro la scuola italiana si appresta ad essere proiettata verso un radioso futuro di “inclusività piena di diversità” priva com’è da ora della tossica falsa sbagliata idea di “duro impegno e meritocrazia”, libera da certi retaggi che discriminano in modo razzista in base all’odioso sistema del merito.

    No, non sto scherzando e non mi sto inventando nulla.

    Piace a 1 persona

  2. Per decenni la scuola ha collezionato insegnanti accuratamente scelti fra i personaggi inimpiegabili nell’ industria. Ha poi rinunciato (non credo a malincuore, ma certo in via definitiva) ad ogni tentativo di indicare ad ogni allievo la via per progredire ed essere gratificato dalla consapevolezza del proprio progresso.
    Si è, di fatto, trasformata in un parcheggio globale dove la gente viene fatta sedere ed attendere, giorno dopo giorno, fino al conseguimento di un certificato di assoluta precarietà.
    Beh, c’ è da essere soddisfatti, no ?

    Piace a 1 persona

    • Confermo, la maggior parte degli insegnanti e’ gente che sarebbe cacciata a calci in culo da qualunque posto di lavoro privato. La cosa divertente e’ vedere questi che fanno i grandi maestri di vita e chiedergli: “Ma tu che parli di operai, hai mai lavorato un giorno in vita tua? Parlo di un lavoro vero, non scaldare la sedia a scuola.”

      Mi piace

      • Molti son semplicemente passati da un lato all’altro della cattedra. Si è visto con l’alternanza scuola lavoro; molti docenti son convinti che gli “stagisti” servano solo per garantire operai gratis alle aziende od al mc donald. Sarei curioso di conoscere una azienda che riesce a macinare utili con stagisti ed un turn over elevatissimo del personale, raccolta frutta e verdura o call center pubblicitari esclusi.

        Mi piace

        • Le aziende a bassa tecnologia che hanno bisogno di operai di merda che facciano un lavoro che puo’ essere insegnato in cinque minuti. In pratica, la quasi totalita’ delle piccole/medie imprese italiane. Meglio assumere e licenziare schiavi (anche perche’ non li paghi) che acquistare macchinari o riorganizzare l’azienda.

          Piace a 1 persona

  3. Tristissimo vedere come anche tra quelli che si rendono conto che il “metodo bravitutti” è una merda continui ad imperare la mentalità del cazzo da umanista fallito all’italiana: la scuola dev’essere inclusiva, e la cultura vera, e noi non vogliamo la scuola selettiva e scappelliamo a sinistra come fosse Antani. Incapacità totale di operare una scelta che escluda una volta per tutte la possibilità di creare corsie preferenziali per gli idioti. Che branco di poveri coglioni.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.