Ogni pretesto è buono per fare una sceneggiata…

Stavo leggendo la lettera delle donne del cinema italiano contro le molestie. Imho una gran paraculata per avere visibilità, frignare un pochettino e magari strappare qualche contentino o, per quelle oramai fuori dal giro, qualche comparsata nei salotti televisivi.
Per il resto i soliti vacui luoghi comuni e le solite bufale che vedono le donne sempre e solo come sante vittime.

Fonte: http://www.repubblica.it/spettacoli/people/2018/02/01/news/dissenso_comune_le_donne_del_cinema_italiano_contro_le_molestie_contestiamo_l_intero_sistema_-187823453/

Oltre 120 attrici, registe, produttrici, donne che lavorano nella comunicazione dello spettacolo, hanno sottoscritto una lettera che muove dal caso Weinstein. Un testo che non vuole puntare il dito contro un singolo ‘molestatore’ ma l’intero sistema di potere

Parliamo della prima paraculata: non vuole puntare il dito contro il singolo ma contro il sistema. Mentre il sistema si può accusare anche a vanvera di tutto e di più senza dover avere per forza l’onere della prova. Mentre accusare il signor Tizio Caio di essere un molestatore e non essere in grado di dimostrarlo in tribunale porta il rischio che poi il signor Tizio Caio denunci a sua volta per calunnia.
No, no, meglio prendersela con il sistema (o qualche altro nemico immaginario).

Piacere. Io sono il sistema.

Si chiama Dissenso comune ed è una lettera manifesto firmata da 124 attrici e lavoratrici dello spettacolo. Due mesi di incontri e confronti tra un gruppo sempre più largo di donne, per intervenire con la forza di un collettivo e non lasciare che le testimonianze dei mesi scorsi restassero solo voci isolate. Il primo passo verso una serie di iniziative per cambiare il sistema, non solo nel mondo dello spettacolo: “Unite per una riscrittura degli spazi di lavoro e per una società che rifletta un nuovo equilibrio tra donne e uomini”.

DISSENSO COMUNE
Dalle donne dello spettacolo a tutte le donne. Unite per una riscrittura degli spazi di lavoro e per una società che rifletta un nuovo equilibrio tra donne e uomini.

Da qualche mese a questa parte, a partire dal caso Weinstein, in molti paesi le attrici, le operatrici dello spettacolo hanno preso parola e hanno iniziato a rivelare una verità così ordinaria da essere agghiacciante. Questo documento non è solo un atto di solidarietà nei confronti di tutte le attrici che hanno avuto il coraggio di parlare in Italia e che per questo sono state attaccate, vessate, querelate, ma un atto dovuto di testimonianza. Noi vi ringraziamo perché sappiamo che quello che ognuna di voi dice è vero e lo sappiamo perché è successo a tutte noi con modi e forme diverse.

Bene, le prove prego. Prove a prova di tribunale, non la fallacia ad populum. Anche se tutta la gggente credesse che la terra sia ferma al centro dell’universo lei “eppur si muove”.

Noi vi sosteniamo e sosterremo in futuro voi e quante sceglieranno di raccontare la loro esperienza. Quando si parla di molestie quello che si tenta di fare è, in primo luogo, circoscrivere il problema a un singolo molestatore che viene patologizzato e funge da capro espiatorio. Si crea una momentanea ondata di sdegno che riguarda un singolo regista, produttore, magistrato, medico, un singolo uomo di potere insomma. Non appena l’ondata di sdegno si placa, il buonsenso comune inizia a interrogarsi sulla veridicità di quanto hanno detto le “molestate” e inizia a farsi delle domande su chi siano, come si comportino, che interesse le abbia portate a parlare. Il buon senso comune inizia a interrogarsi sul libero e sano gioco della seduzione e sui chiari meriti artistici, professionali o commerciali del molestatore che alla lunga verrà reinserito nel sistema. Così facendo questa macchina della rimozione vorrebbe zittirci e farci pensare due volte prima di aprire bocca, specialmente se certe cose sono accadute in passato e quindi non valgono più.

Il buon senso, e guardacaso anche la costituzione più bellissima del mondo, dice che la responsabilità penale è personale. Poi il buon senso dice anche che per condannare una persona servono delle prove, prove che devono reggere ad un dibattimento in tribunale. Dice anche che l’onere della prova è lasciato a chi accusa e non a chi deve diffendersi. Qual’è l’alternativa? Accuse basate sul “si dice che…”, “è noto che…” che da congetture diventano prove evidentissime, che siccome una donna ha commesso infanticidio tutte le donne son potenziali infanticide, che è sempre colpa della strega perché è la strega… In pratica il ritorno al medioevo ed ai processi in piazza con la folla che ti spediva sul rogo perché eri una strega senza tanti cavilli legali. Tutto bellissimo tranne quando finivi tu sulle fascine. Questo è il caso di una femminista che si è ricreduta del fatto che l’essere pisello-forniti sia valida prova di colpevolezza, si è ricreduta quando nel tritacarne c’è finito il figlio…

Insomma, che non si perda altro tempo a domandarci della veridicità delle parole delle molestate: mettiamole subito in galera, se non in galera al confino, se non al confino in convento, se non in convento almeno teniamole chiuse in casa. Questo e solo questo le farà smettere di parlare! Ma parlare è svelare come la molestia sessuale sia riprodotta da un’istituzione. Come questa diventi cultura, buonsenso, un insieme di pratiche che noi dovremmo accettare perché questo è il modo in cui le cose sono sempre state, e sempre saranno.

Vogliamo l’inversione dell’onere della prova? quindi se venisse accusato un marito, un figlio, un fratello o anche una “sorella di lotta” questa dovrebbe andare al gabbio senza passare dal via perché la presunta vittima ha sempre ragione e deve essere l’accusato a discolparsi?

Leggendo le firme a corredo mi è venuta in mente questa vecchia battuta: “tutte le donne sono troie tranne la mamma, la moglie, la sorella e la figlia.”; fra i nomi delle firmatarie ci son sorelle, figlie, mogli di registi e attori famosi. Anche babbo, il fratellino, il marito sono o eranio parte del sistema? o il fatto di essere “il padre, il fratello, il marito” è per loro cagione di salvezza qualora venissero accusati di far parte del sistema?

La scelta davanti alla quale ogni donna è posta sul luogo di lavoro è: “Abituati o esci dal sistema”.

Non è la gogna mediatica che ci interessa. Il nostro non è e non sarà mai un discorso moralista. La molestia sessuale non ha niente a che fare con il “gioco della seduzione”. Noi conosciamo il nostro piacere, il confine tra desiderio e abuso, libertà e violenza.

Bene quali sono i limiti? come distinguere il gioco della seduzione dalla molestia e il gioco della seduzione dall’esposizione e dalla vendita della mercanzia? Decidere dopo cinque e passa anni che non era seduzione ma era molestia come si pone?

Perché il cinema? Perché le attrici? Per due ragioni. La prima è che il corpo dell’attrice è un corpo che incarna il desiderio collettivo, e poiché in questo sistema il desiderio collettivo è il desiderio maschile, il buonsenso comune vede in loro creature narcisiste, volubili e vanesie, disposte a usare il loro corpo come merce di scambio pur di apparire. Le attrici in quanto corpi pubblicamente esposti smascherano un sistema che va oltre il nostro specifico mondo ma riguarda tutte le donne negli spazi di lavoro e non.

Femminismo uber alles…

La seconda ragione per cui questo atto di accusa parte dalle attrici è perché loro hanno la forza di poter parlare, la loro visibilità è la nostra cassa di risonanza. Le attrici hanno il merito e il dovere di farsi portavoce di questa battaglia per tutte quelle donne che vivono la medesima condizione sui posti di lavoro la cui parola non ha la stessa voce o forza.

Magari qualche aiuto concreto per la poveraccia veramente sotto ricatto sarebbe gradito più che grandi pipponi pseudomoralistici a scopo pubblicitario.

La molestia sessuale è fenomeno trasversale. È sistema appunto. È parte di un assetto sotto gli occhi di tutti, quello che contempla l’assoluta maggioranza maschile nei luoghi di potere, la differenza di compenso a parità di incarico, la sessualizzazione costante e permanente degli spazi lavorativi. La disuguaglianza di genere negli spazi di lavoro rende le donne, tutte le donne, a rischio di molestia poiché sottoposte sempre a un implicito ricatto. Succede alla segretaria, all’operaia, all’immigrata, alla studentessa, alla specializzanda, alla collaboratrice domestica. Succede a tutte.

Alè piagnisteo e bufale per pietire. Le donne guadagnano meno, lo dice la statistica. Ma la statistica dice anche che le donne fanno più assenze, fanno meno straordinario, fanno lavori meno rischiosi (il 90% delle morti bianche ha il pisello) e son più lente nel ragionare. Mi sembra che tali argomenti giustifichino ampiamente il gender gap. Comunque sarei curioso di vedere un contratto collettivo di lavoro italiano dove viene prevista, per i maschietti e solo per loro, l’indennità di pisello…

Nominare la molestia sessuale come un sistema, e non come la patologia di un singolo, significa minacciare la reputazione di questa cultura.

Noi non siamo le vittime di questo sistema ma siamo quelle che adesso hanno la forza per smascherarlo e ribaltarlo.

Noi non puntiamo il dito solo contro un singolo “molestatore”. Noi contestiamo l’intero sistema.

Questo è il tempo in cui noi abbiamo smesso di avere paura. (Seguono firme)

 

Sinceramente: mi sembra solo una campagna pubblicitaria che sfrutta il moda del momento per farsi tanta pubblicità a basso costo.  Perché se ne parla solo adesso “che è diventato una moda”?  Perché tanta gente che ieri era bene ammanigliata adesso denuncia il sistema? A pensar male direi che passare per povera vittima è meglio di passare per complice.

11 pensieri su “Ogni pretesto è buono per fare una sceneggiata…

  1. Molto sommario e sminuente. Non solo dimostri di non aver capito il senso delle cose, ma denigri anche le donne che l’hanno scritto, gli uomini e le donne lo condividono. Mi spiace, ma non si tratta affatto di una moda. Di certi problemi se ne parla sempre è spesso, ma qualcuno se ne accorge solo quando le attrici di Hollywood finalmente decidono da che parte stare. Posso consigliarti qualche altra lettura per approfondire, ma dubito che tu voglia. In caso contrario fammi sapere. Buona giornata.

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  2. Noi vi ringraziamo perché sappiamo che quello che ognuna di voi dice è vero e lo sappiamo perché è successo a tutte noi con modi e forme diverse.

    In un paese (o in un intero sistema occidentale) in cui il processo avviene per direttissima sui giornali e si esaurisce in una settimana al massimo, perchè poi diventa “argomento noioso”… alla fine della fiera CHI è sotto ricatto?

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