sbroccata sui migranti…

In Sardegna, l’assessore regionale alla sanità ha tirato fuori una genialata strepitosa. Strano che gli indignati in servizio permanente effettivo, quelli che vedono razzismo ovunque l’abbiano fatta passare sotto silenzio…

fonte:http://www.lanuovasardegna.it/regione/2018/01/07/news/arru-i-migranti-risorsa-per-ripopolare-l-isola-1.16325933

SASSARI. «In Sardegna per invertire la tendenza al drammatico calo delle nascite bisogna favorire l’immigrazione. Altrimenti sarà difficile guardare con ottimismo al futuro». Per l’assessore alla Sanità e all’Assistenza sociale Luigi Arru l’unica risposta al problema della denatalità nell’isola – che secondo l’Istat è la regione italiana dove si fanno meno figli – è investire per la formazione e l’integrazione degli immigrati in modo da farne «una risorsa produttiva». Come? «Aiutandoli a crearsi un lavoro, magari nei piccoli comuni, e a formarsi una famiglia».

Se i piccoli comuni sardi si spopolano è perché si stanno tagliando furiosamente servizi e infrastrutture. Certe strade, come ad esempio quella che collega Desulo con gli altri paesi sono in situazioni semplicemente oscene. Anzi c’è da dire che quando i migranti son stati mandati a Sadali oppure alla frazione di Sant’Angelo di Flumimaggiore ci son state rivolte perché in quei posti non ci volevano restare. Pretendevano almeno servizi di collegamento con le città ed altri servizi. Servizi che son stati tagliati per i sardi. E scommetto che se tali servizi si torna a fornirli forse i paesi invertono il trend di spopolamento.
Costringere gente che non vuole starci a trasferircisi significa creare attriti e situazioni critiche.

«In Sardegna la fecondità è ridotta a 1,07 per donna e la popolazione invecchia (…) Eppure la Francia, con le sue politiche a favore delle famiglie, è riuscita a invertire la tendenza fino a registrare un vero e proprio baby boom. «Quello è un altro mondo, la Francia investe nel sostegno alla maternità il 5% del Pil. Ho vissuto a Parigi per due anni e la municipalità ci mandava addirittura una collaboratrice per stirare. Purtroppo in Italia non è così».

Ecco la soluzione investire in risorse ed infrastrutture per le giovani coppie, fornire servizi invece di sprecare i soldi con le solite cassa integrazioni eterne e le cattedrali nel deserto. Se proprio si devono spendere quei soldi almeno si spendano per qualcosa di utile invece di tenere in piedi simulacri di fabbriche.

Capisco che ciò significhi far finire le vacche grasse per chi, in cassa integrazione perenne, fa qualche lavoretto in nero ma se si vuole far ripartire la macchina occorre qualche scelta coraggiosa…

(…) Ma è sufficiente modificare le condizioni di lavoro per convincere i giovani sardi a fare figli? «Purtroppo no. La verità è che la Sardegna si sta spopolando. L’unica soluzione è attirare i migranti, come sta facendo il premier canadese Justin Trudeau. Noi sardi dalla migrazione abbiamo solo da guadagnare. I migranti sono gli unici disposti a fare i lavori sporchi, umilianti e pericolosi e farebbero bene anche al Pil sardo».

La sbroccata finale: siccome i sardi rifiutano di fare in negri, allora i lavori da negri (sporchi, umilianti e pericolosi) facciamoli fare direttamente ai negri. Mi chiedo come tale sbroccata sia passata sotto silenzio. Mi sembra che riguardo a sicurezza del lavoro, dignità dei lavoratori etc. etc. ci siano delle norme precise, norme che devono essere rispettate da tutti, sia che il lavoratore si chiami Efisio, sia che si chiami Ahmed o Olaf. L’assessore desidera che si torni al latifondo come nella sardegna del 1600, ove si figliava come conigli e si moriva come mosche?

E poi ci si stupisce se molti non hanno una grande opinione dei politici sardi.

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