Di bandiere, fascismo, carabinieri e stato di diritto

Stavo leggendo la vicenda della bandiera “nazista” esposta dal carabiniere in camerata. Devo dire che c’è molto nazifascismo moltissimo e non a causa del carabiniere ma di tanti “fascisti” in camicia hawaiana che non si fanno scrupolo di utilizzare metodi e comportamenti di quel periodo storico.

Prima considerazione: secondo la costituzione “antifascista” italiana:

  • art. 25, comma 2°  “Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso”.
  • art. 14 comma 1° Il domicilio è inviolabile.
  • art. 14 comma 2° Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei casi e modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale.

Prima considerazione: la bandiera non era esposta in un ufficio o luogo aperto al pubblico ma in camerata. La camerata può essere considerato tranquillamente uno spazio privato. Era una finestra, a vedere l’articolo, al secondo o terzo piano della caserma. Infatti per fare il pezzo è stato utilizzato uno zoom abbastanza potente. Non era esposta al pubblico. Si accetterebbe che qualcheduno, senza alcun mandato della magistratura, entri a casa vostra, senza mandato, per verificare che non abbiate a casa simboli fascisti? Chi ha denunciato il tutto ha commesso una violazione di domicilio allo stesso modo di chi si mette a sbirciare dalle finestre del vicino dentro casa.

L’ispezionare ad arbitrio e lo “sputtanare” in pubblico, giustificando il tutto dal dover salvaguardare la morale pubblica, era un comportamento tipicamente fascista.

Seconda considerazione: siccome non c’è nessuna legge che vieti il possesso di quella bandiera, anche se tale bandiera è usata da gruppi neonazi, possedere tale bandiera è perfettamente lecito e legale. Ed in uno stato di diritto ciò che è lecito e legale è permesso. Chi chiede “punizioni” per il carabiniere guardacaso evita di spiegare chiaramente sulla base di quale legge dovrebbe essere punito. Nullum crimen, nulla poena sine praevia lege poenali è il principio ripreso dall’articolo 25 della Costituzione.

Faccio umilmente notare che il dare punizioni “ad arbitrio” a seconda di come girava al capetto di turno era un tipico comportamento tipicamente fascista.

Terza considerazione, l’articolo parla anche di un poster umoristico di Salvini. E qui la situazione è anche più grave della bandiera. E’ vietato da qualche legge o regolamento avere, in uno spazio privato, i poster, umoristici, di salvini? No. E allora perché se ne parla? Non vedo quale “interesse pubblico” possa giustificare quell’informazione.

Sinceramente articoli simili fanno sembrare dei premi pulitzer le paparazzate sulla divetta di turno che mostra un seno e si sbacciucchia il cantante del giorno.

Da notare da una parte la canea urlante dei social che urla “sangue”, “sangue”, e segue come un gregge di pecore chi promette, in spregio a leggi e costituzione, di accontentarla. Dall’altra chi ha compiti istituzionali e preferisce accodarsi invece di ribadire che prima viene il rispetto della legge e poi il resto.  Mi riferisco alle infelici dichiarazioni della Pinotti; quella non è una bandiera fascista, magari forse sarebbe stato meglio approfondire la vicenda prima di promettere punizioni. Il tizio ha violato il regolamento mettendo in camerata cose che non poteva tenere? si punisca a norma di regolamento. Non ha violato alcuna legge od alcun regolamento? Mi spiace ma allora il punirlo è un abuso bello e buono.

Terza considerazione: le leggi mancino e scelba non vietano l’esibizione in privato di bandiere e simboli fascisti. Io a casa mia posso, legittimamente, tenere la bandiera di guerra delle waffen SS e girare vestito da SS. Squallido? certo. Ributtante? non lo nego. Da testa di cavolo? scontato. Ma non è illegale.

E siccome una differenza sostanziale fra uno stato fascista ed un moderno stato di diritto è che nel primo i nemici del popolo venivano linciati sulla pubblica piazza “per la salute dello stato” nel secondo invece si dovrebbe essere condannati solo se il comportamento per il quale si viene condannati è previsto come reato da una legge dello stato, io personalmente preferisco avere una bandiera “cretina” in più che assistere ad un remake del fascismo dove i fascisti indossano la camicia hawaiana invece che quella nera, ma hanno lo stesso modus operandi.

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8 pensieri su “Di bandiere, fascismo, carabinieri e stato di diritto

  1. Scusami ma stai dicendo una serie di fesserie:
    1)Le camerate non sono affatto uno spazio privato dato che devono sottostare alle stesse norme che regolano la vita in caserma,la camerata non è il tuo armadietto.Ogni paragone col domicilio privato non stà in piedi.
    2)Il problema non è il possesso ma l’averla esposta in caserma.
    3) Idem come sopra.

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      • 1)Non sono aperti al pubblico ma non sono neanche privati dato che regolarmente si fanno ispezioni cosa che nei domicili privati è assolutamento vietato.
        2)Infatti si parla di provvedimenti disciplinari.

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        • 2)Il problema non è il possesso ma l’averla esposta in caserma.
          3) Idem come sopra.

          2)Infatti si parla di provvedimenti disciplinari.

          Non mi pare che esista nessuna legge contro le bandiere che si rifanno alla Germania guglielmina, quanto al “la usano anche i nazi” non è una risposta valida, da loro ho visto usare senza vergogna le solite svastiche ma mai quella, che a me tra l’altro poteva sembrare una bandiera zarista, ma anche fosse, che si fa con i nazi italiani che usano il tricolore, mettiamo fuorilegge la bandiera italiana?

          Allora quale legge sarebbe stata violata?

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          • Quella bandiera viene usata dai neonazisti tedeschi per aggirare il divieto di utilizzo di quelle del iii reich.

            Ergo il suo uso non è illegale in Germania ed a maggior ragione in Italia.

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          • Non credo sia stata violata nessuna legge, ma credo che i regolamenti militari concedani all’interno di spazi militari l’esposizione solo di bandiera italiana, bandiera europea e bandiera del proprio reggimento/battaglione (almeno quando ho fatto il militare io era così, se oggi le cose sono cambiate non lo so).
            Quindi il militare in questione avrebbe infranto le regole anche esponendo una bandiera tedesca attuale o britannica o francese.
            Solo che in quel caso, “casualmente”, nessuno la avrebbe notata.

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  2. Mi dispiace, ma sul discorso camerata come spazio privato hai torto.
    Una camerata è parte di una caserma, ergo non uno spazio aperto al pubblico, ma tutt’altro che privato.
    Il discorso spazio privato avrebbe (forse, ma non so, visto che rimaneva caserma) potuto avere valore se il Carabiniere avesse avuto una stanza singola. Ma non la aveva.

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