Eravamo tutti Charlie

allegrofurioso

ch

Meno di tre anni fa, ve lo ricordate? L‘attacco terroristico alla redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo. E poi l’ondata di indignazione e paura, tutto espresso sui social media a furia di hashtags. Eravamo tutti Charlie, appunto.

Beh, tutti, proprio tutti, no. C’era infatti chi non voleva essere Charlie. Ci spiegavano che Charlie Hebdo pubblicava vignette offensive e razziste verso i diseredati della Terra, che non avevano la possibilità di rispondere. Cioè i musulmani. E nessuno che facesse notare che no, i musulmani, almeno, quei musulmani che se ne sentivano offesi avevano risposto, eccome. Con le mitragliatrici. Forse c’era qualcosa di sbagliato nella risposta, più che nella provocazione.

Il ragionamento, chiamiamolo così, era il seguente. Le opinioni di cristiani (ed ebrei, ovviamente) si possono e si debbono insultare, perché i cristiani (e ancora di più gli ebrei, ovviamente) sono dei privilegiati, e…

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