In america ci considerano sessisti a causa di “libero”

Torno a parlare della vicenda Argento.
Sinceramente l’ultima sparata “in america ci considerano sessisti per l’articolo di libero” l’ho trovata un capolavoro di comicità assoluta.

Premessa: l’immagine sottostante mostra quanta rilevanza io dia a cosa pensino alcuni media americani dell’italia:

Ecco la vastità del cazzo che me ne frega

Buffo, il credere che l’italia viva ossessionata dal sapere cosa pensano gli americani dell’italia? mi sembra un idea ultraprovincialotta dove la persona viveva nel terrore di quello che ne pensavano i vicini. Anni ed anni di autodeterminazione, nessuno può giudicare un altro paese ed adesso lo scandalo è l’aver fatto pensare che gli italiani son sessisti. Se il problema principale dell’italia è questo, che gli americani ci credano sessisti, beh da domani io inizio a compatire i poveri svizzeri, gli sfortunatissimi svedesi e i miserrimi finlandesi per il miserevole stato dei paesi in cui vivono…
Insomma il solito darsi un tono recitando la parte della snob che prende in giro il provincialotto. Buono per un revival della commedia sexy degli anni ’70.

Ci sarebbe anche da dire che chi ha fatto tutto il pasticcio non era italiano ma aveva la cittadinanza statunitense, così come i media che fino a ieri facevano la fila per baciare la santa pantofola. Direi che il detto evangelico su travi e pagliuzze (Luca 6,41-42in questo caso è molto, ma molto, appropriato.
Libero avrà anche la colpa di aver messo in dubbio il racconto della presunta vittima, ma due paroline due, su chi l’ha resa vittima e tutto il sistema intorno le vogliamo scrivere? Penso che molte accuse americane siano funzionali a schivare guano1; far indignare gli altri per il “sessismo” dell’italia può essere utile per schivare domande su quel pozzo di guano che invece è lo star system americano ed evitare che qualcuno cominci a chiedersi se il caso di Harvey era un “unicum” o no.2

Non ho molta simpatia per la Lucarelli e per Luxuria però c’è da dire che le loro obiezioni sulla vicenda, come tante altre come ad esempio quella della Aspesi, un minimo di fondamento lo possiedono3. Il confutarle con un “mi dovete credere perché se no gli ammerrigani pensano che siamo sessisti” lo interpreto come una zappa sui piedi, un voler sfuggire alle domande.


  1. il solito: io, nonostante abbia rubato cento euro, sono onesto perché confrontato con Berlusconi che ha rubato miliardi… la solita morale comparativa autoassolutoria. (corollario, confronto ad Hitler, Totò Riina è un Santo) 
  2. se stappano la fogna completamente alla prossima notte degli oscar i film esistenzialisti nordcoreani faranno incetta di statuette (per ovvia mancanza di concorrenza) 
  3. Stimo più loro che le tante altre vipis che si son buttate sulla vicenda non entrando nel merito prendendola come pretesto per tirar fuori il solito piangisteo pseudofemminista stereotipato. 
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3 pensieri su “In america ci considerano sessisti a causa di “libero”

  1. Io dico una cosa. Se faccio l’impiegata e il mio capo mi dice o me la dai o ti licenzio, e se lui mi licenzia io non mangio, io sono COSTRETTA a dargliela – soprattutto se ho dei figli che non mangiano neanche loro – e lui abusa di me. Ma a un produttore che me la chiede in cambio della parte nel film? Che lui sia un farabutto non ci piove, ma io proprio proprio vittima? Siamo seri per favore!

    Piace a 1 persona

    • Infatti, è quello che ho pensato anche io. Se sei costretta a “venderti” per fame chi abusa ha un comportamento indegno. Se invece il tizio liberamente offre film in cambio di sesso e lei liberamente accetta, io non vedo violenza ma semplicemente un libero scambio.
      E, visto che sono una persona crudele ed abietta, ho anche pensato che molte adesso cercano di farsi passare per vittime per evitare accuse di connivenza e favoreggiamento.
      Come mai si parla tanto della Argento come povera vittima e non di Ambra Battilana Gutierrez, che l’ha effettivamente incastrato e che ha pagato in prima persona.
      No, per me quella della argento non è una denuncia degli abusi; è un volersi rifare la verginità.

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