Flash mob dei bimbi sullo Ius soli: a Iglesias infuria la polemica – Cronaca – L’Unione Sarda.it

Premessa: ho alcune perplessità riguardo alla legge, impropriamente chiamata dello ius soli1 attualmente in discussione al senato.

Comunque penso che i docenti abbiano sbagliato ed abusato del loro ruolo nell’organizzare il flash mob usando i loro studenti come testimonial. Sbagliato per due motivi: piaccia o no il rapporto studente-docente non è paritetico; la domanda che mi verrebbe da fare è: quanti hanno partecipato perché convinti (loro o le loro famiglie) e quanti per non scontentare il docente?

A scuola non si dovrebbe fare politica per il semplice motivo che il rapporto studente – docente non è paritetico e, come mi è capitato personalmente, i giudizi di merito di un docente sul discente possono venire influenzati anche dal giudizio del docente sulle idee politiche possedute dal discente. Ancora peggio se un docente abusa del suo ruolo per far propaganda, o far fare propaganda, per la sua fazione ai sui studenti, soprattutto se son bambini.

Cosa ne possono capire di ius soli e di problematiche politiche dei bambini? che idee autonome possono avere se non l’accodarsi alle idee di un adulto che hanno come riferimento? Buffo che molti che si lamentano ogni giorno che vogliono trasformare la scuola in indottrinamento, siano i primi ad indottrinare.

Sorgente: Flash mob dei bimbi sullo Ius soli: a Iglesias infuria la polemica – Cronaca – L’Unione Sarda.it

Polemiche e feroci attacchi agli insegnanti sui social e l’annuncio di interrogazioni in Parlamento e consiglio regionale.

Il flash mob sullo “ius soli” – che martedì ha visto protagonisti gli scolari della 5A dell’istituto comprensivo Pietro Allori di Iglesias – divide gli adulti. (…)

Intanto i maestri che hanno organizzato il flash mob – all’interno di un progetto più ampio con il coinvolgimento delle famiglie – difendono l’iniziativa.

“Abbiamo agito nel pieno rispetto delle direttive ministeriali – puntualizza Christian Castangia, che ha preparato gli scolari insieme alle colleghe Enrica Ena e Maria Efisia Piras – insegnare educazione civica a scuola, altro non è che portare in classe temi dei quali i bambini sentono parlare ogni giorno. Nessuno di noi è iscritto ad alcun partito, né sventola bandiere che non siano quelle a sostegno del più debole. Siamo partiti anche, e lo dice un non cattolico, dalle parole pronunciate dal Papa”. Poi conclude: “Non ci spaventano le critiche, né il confronto. A meno che non ci sia dietro il tentativo di controllare le modalità d’insegnamento”.

Personalmente le trovo scuse patetiche: un progetto scolastico, anche se coinvolge le famiglie, che ha sfondo e scopi politici non deve essere approvato. In classe non si fa politica e non si usano gli studenti come testimonial, sempre ed in ogni caso.

insegnare educazione civica a scuola, altro non è che portare in classe temi dei quali i bambini sentono parlare ogni giorno. 
Secondo: l’educazione civica è insegnare come funziona lo stato non è lo sventolare questa o quella bandiera pro o contro l’approvazione di una legge. O c’è un fraintendimento in  malafede o non si è capito quali siano gli argomenti della materia “educazione civica” che si vorrebbe insegnare. Una cosa è parlare con i bambini, una cosa è farli schierare e manifestare pro fazione scelta.

Nessuno di noi è iscritto ad alcun partito, né sventola bandiere che non siano quelle a sostegno del più debole.
Excusatio non petita accusatio manifesta.  Il manifestare a favore dell’approvazione di una legge è una azione politica, sia che si abbia in tasca una, due o centomila tessere sia che non se ne abbia in tasca nessuna.

Siamo partiti anche, e lo dice un non cattolico, dalle parole pronunciate dal Papa”.
Sareste partiti anche per le polemiche sul matrimonio omosessuale? Se “arruoli” sua santità poi non stupirti se devi pagare l’obolo a S. Pietro.

Poi conclude: “Non ci spaventano le critiche, né il confronto. A meno che non ci sia dietro il tentativo di controllare le modalità d’insegnamento”.
Son pronto a confrontarmi con chiunque sia disposto a darmi ragione. Ottima conclusione. Peccato che la libertà di insegnamento non sia la libertà di fare i propri comodi a scuola.

Imho gli estremi per un provvedimento disciplinare ci son tutti anche se, temo, finirà a tarallucci e vino e qualche posa da martire.


  1. non è uno ius soli puro nel senso di chi nasce in italia ha automaticamente la cittadinanza italiana. E quindi chiamarla legge sullo ius soli è improprio. 
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Un pensiero su “Flash mob dei bimbi sullo Ius soli: a Iglesias infuria la polemica – Cronaca – L’Unione Sarda.it

  1. Ai bambini andava spiegato, secondo me, se proprio se ne voleva parlare, l’oggetto del contendere, cioè che significa ius soli, ius culturae, magari con raffronti con altri paesi europei (non con i soliti americani)… ma più che ai bambini andrebbe spiegato ai genitori, ma questo non spetta certo ai maestri (ed è pure difficile far capire qualcosa a qualcuno che non vuol saperne di ascoltare…). Comunque si è capito che da qui alle elezioni ancora di ius soli ci toccherà parlare…

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