i razzisti e le prostitute nigeriane.

A quanto pare sui social c’è una nuova moda per trattare il problema migranti; la moda dei messaggi come questo:

Ma quelli che odiano gli immigrati, sono gli stessi che vanno a prostitute nigeriane all’insaputa della propria moglie?

E queste sono alcune delle “migliori” risposte.

Non solo. Fanno anche quella cosa schifosa che è detta “turismo sessuale”.

Con tanti messaggi sdegnati contro i razzisti puttanieri. Perché, nella narrazione dell’ammore universale equosolidale, il razzista non può essere semplicemente uno che disprezza i negri o che ha paura di loro o che dice “prima gli italiani”, no, in tal caso non bucherebbe lo schermo, sarebbe solo la solita banale idiozia umana. Il cattivo deve essere un essere abietto, un puttaniere che si organizza i puttan tour con minorenni all’estero. E così ci si può lamentare che noi (loro)1 che commettiamo tali peccati perché osiamo essere razzisti? Penitenziagite!.

Beh posso dire che messaggi come quello in realtà son solenni zappe sui piedi. Prima zappa: ok deploriamo chi, italiano, va a prostitute, azione legale2, illegale solo se le prostitute son minorenni. Però a me è capitato qualche volta di passare in auto in “zona divertimento” ed alle “signorine” si avvicinavano anche “risorse”, saranno anche loro razzisti? E la domanda sorgerebbe spontanea: ma è più grave essere un “razzista”, o andare a prostitute?

Seconda zappa, molto più grave, c’è tutta una filiera che convince a partire, o rapisce, le ragazze dai paesi d’origine per farle finire in strada in europa. Filiera, a leggere gli articoli dei giornali sull’argomento come Noi vendute per sesso dalla Nigeria all’Italia – l’Espresso, gestita dalla malavita, malavita dei paesi d’origine di quelle poveracce, malavita dei paesi di passaggio e malavita in italia. Eppure raramente si leva qualche voce sdegnata contro chi, talvolta controvoglia, le porta in europa. Nessuno degli sdegnati per i razzisti che vanno a prostitute si chiede come mai tali ragazze, talvolta anche minorenni, vengano prese dalla rete di accoglienza per farle finire in strada? Perché si deplorano solo i razzisti e non si deplora l’orribile filiera che parte con il “prelievo” delle ragazze dai paesi di origine e finisce con loro nelle tangenziali, filiera che comprende anche la traversata “libia – italia”? Perché si deplora l’effetto e non si interviene su tutte le cause? La domanda, ma anche la catena logistica che porta a soddisfare tale domanda. Certo è difficile intervenire in Nigeria od in Libia, ma in Italia…

Sono questi i dubbi che poi trasformano in boomberang tali messaggi; mostrano impietosamente come siano narrazioni non per evidenziare e portare attenzione su un problema ma per solo per gettare fango ulteriore oltre ad accuse, spesso strumentali di razzismo. Un ottimo modo per mostrare che di quelle poveracce non importa nulla se non che forniscano pretesti per attaccare i “razzisti”. E allora chi sarebbe il “cattivo”?


  1. I buonisti usano il “noi” come atto d’accusa certi che il loro appartenere “al lato chiaro” li mondi all’istante di tutte le nostre colpe. 
  2. La prostituzione, a meno che chi si prostituisce sia minorenne, in italia non è reato. E’ reato il suo sfruttamento e il suo favoreggiamento. 
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4 pensieri su “i razzisti e le prostitute nigeriane.

  1. Aggiunta sulla nota due: diventa reato se la prostituta cerca attivamente di venderti la sua “merce” con esplicita offerta verbale… ma diventa reato di “adescamento”, non di “prostituzione” (a livello teorico quindi reato anche se si offre gratis).

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  2. forse non tutti sanno che le donne ITALIANE, al pari delle Americane, Tedesche e Inglesi, spendono milioni di euro per alimentare quel mercimonio transnazionale chiamato “turismo sessuale”. Le tre mete più gettonate dalle Signore bianche in cerca di brividi etnici sono Kenya, Brasile e Giamaica, non solo, i neri “cavalli” stalloni noleggiati da quelle che a casa loro fingono di essere mogliettine fedeli e mamme tutte dedite alla famiglia, sono minorenni, infatti pare che la fascia d’età più richiesta sia quella 15/17, insomma, carne nera sì ma ben fresca. Ovviamente direi di non trascurare il mercato del sesso “gringo” molto attivo in Italia, gli “afromarchettari” al servizio delle attempate Signore in tricolore ancora in fregola, sono oberati di lavoro.

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    • Vero; ma parlare di simili mercati ti aliena le simpatie delle femminare radicali: l’andare a puttane é una colpa del maschio patriarcale oppressore. Il “big bamboo” rompe tale schema con le ovvie conseguenze sulla santa alleanza contro il Patriarcato. Un cortocircuito come quello delle molestie a Colonia.

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      • esimio interlocutore, ti dirò che delle simpatie delle ipocrite femministe radicali poco mi cale, tempo fa conobbi una donna molto attiva sul fronte del femminismo, di quelle proprio toste. Peccato che nella intimità sfoderava una inimmaginabile indole da cagna sottomessa bisognosa di un Padrone severo. Quando le feci notare la palese contraddizione, mi disse che aveva imparato da tempo a scindere le due cose e a viverle come fossero staccate, una sorta di schizofrenia. Chissà che direbbero loro se qualche maschio dovesse accampare la stessa giustificazione

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