di giustizia, social, carabinieri e migranti.

Quello che mi diverte dei social son tutti i vari commenti stereotipati e le “parti” che vedo recitare.
Prendiamo ad esempio gli ultimi due, squallidi, fatti di cronaca: lo stupro di rimini e lo stupro di firenze. Per il primo ho letto un sacco di generalizzazioni a pera: un elemento dell’insieme X stupra allora tutti gli elementi dell’insieme X son stupratori. Dove sono i commentatori indignati? Si sta solo strumentalizzando per attaccare una parte che sta sulle balle. Fate questo solo perché appartengono all’insieme X. Colpa della politica.

Per il secondo ho letto “mutatis mutanda” le stesse ed identiche cose. Prova che all’italiano medio non interessi tanto la “giustizia” od il rispetto delle regole e delle procedure1 quanto che vinca la squadra del cuore, e pazienza se il rigore che decide la partita è “generoso”; tanto ci son 12.345.678 precedenti che dimostrano come la squadra del cuore sia stata penalizzata da decisioni arbitrali e che il rigore, in ogni caso, sia un sacrosanto risarcimento. E pazienza se l’attaccante è caduto da solo, se era nella tre quarti e non nell’area,  se era già in fuorigioco e lontano dal pallone…

Con questa idea di giustizia, che dovrebbe piegarsi ai desideri della pancia del bobolo, non è che si fa molta strada. Attiri tanti “pistoleri” pronti a sparare a tutto e a tutti solo per carpire le simpatie del bobolo e pazienza se sparano a cazzo2 o se sparano su qualcuno solo per dare un colpevole al bobolo3.

Con questa giustizia da “partita di calcio” non si andrà avanti per molto, anche se devo riconoscere un vantaggio ai social: hanno portato a galla rendendola palese la stessa merda rimestata dai giornali quando la “giustizia” veniva usata come un randello per vicende di politica interna. Internet non crea: si limita a mostrare.


  1. gli stessi che si stracciano le vesti perché Libero ha pubblicato i “verbali dello stupro” son gli stessi che si lamentano per i tentativi di impedire ai giornali di pubblicare intercettazioni e materiale coperto da segreto istruttorio. Coerenti, non c’è che dire. 
  2. basta pensare a come son finite molte delle “inchieste spettacolo” degli ultimi anni; Si son tradotte in processi pasticciati, sentenze contraddittorie (ad esempio il terremoto dell’aquila od il caso Sollecito Knox, assoluzioni e PM d’assalto che cercavano altre vie incolpando il grande gombloddo globale dei poteri forti per le loro figure barbine. 
  3. la vicenda processuale degli esperti della protezione civile per il terremoto dell’aquila è emblematica: inquisiti, per soddisfare la sete di sangue del bobolo che voleva un capro espiatorio per assolversi dalle proprie cazzate, condannati in primo grado con una sentenza letteralmente demolita in secondo con demolizione confermata dalla costituzione. E c’è da dire che son stati anche fortunati. 
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6 pensieri su “di giustizia, social, carabinieri e migranti.

  1. Riguardo alla tua nota numero 2 vorrei fare un commento.
    Il problema nei casi in questione (e in tanti altri analoghi, non solo in Italia) non è (solo) se il PM d’assalto abbia o meno ragione nelle sue tesi… ma proprio che parta dalle tesi e si muova fin dall’inizio in una ben precisa direzione, senza guardarsi ai lati.
    Così facendo ottiene quasi sempre solo i due seguenti risultati (volutamente o meno è secondario, la cosa rimane grave comunque):
    1) perdere in tribunale anche nel caso la sua tesi fosse giusta, quindi lasciando liberi dei colpevoli;
    2) indirizzare l’opinione pubblica anche nel caso la sua tesi fosse sbagliata, quindi marchiando a vita chi è stato accusato.

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    • la giustizia da telefilm; molti pensano che CSI e polizieschi analoghi dove nei 30′ canonici di durata dell’episodio trovi il colpevole, lo inchiodi e lo condanni, siano la realtà. E pensano che la giustizia nel mondo “reale” funzioni allo stesso modo. Molti ormai hanno difficoltà a distinguere fra realtà e finzione scenica.

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  2. intanto complimenti per il post che sottoscrivo in ogni riga…

    la realtà della giustizia Italiana ci dice che oltre il 90% dei delitti rimane impunito, ci dice anche che quella Italiana sia la giustizia più costosa del continente ma, contemporaneamente, la meno efficace. Dai tempi di Di Pietro a venire, i magistrati sono diventati delle star mediatiche, indagini assurde, castelli in aria, congetture e di tutto di più pur di avere visibilità. I magistrati si sono sempre chiamati fuori da qualsivoglia sacrificio economico, anche dal contributo di solidarietà inventato da Monti (una minima riduzione degli emolumenti potrebbe incidere sulla loro serenità), l’associazione di categoria è, di fatto, una entità politica che ha il potere di porre veti ed emendare (concettualmente) leggi poco gradite. I magistrati sono una casta che gode di impunità assoluta senza essere mai sottoposta a giudizio di terzi. I giudici che rovinano la vita agli innocenti non pagano pegno, anzi, spesso vengono “promossi”. Scarpinato ha speso miliardi di soldi pubblici per “inchiodare” Andreotti, Andreotti è stato assolto e Scarpinato, anziché essere trasferito in Barbagia, è stato promosso a procuratore, tanto per dirne una. Altra moda quella di dividere il popolo e i media tra innocentisti e colpevolisti, un riferimento spesso condizionante. I magistrati Italiani, quando non quagliano il brodo, si inventano capri espiatori per giustificare immani e inconcludenti dispendi di denaro. In tutta sincerità… di fronte a un simile scempio… la giustizia da social è roba per bimbetti, non credi???

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    • Parto dalla fine: tale scempio è anche perché c’è una canea urlante a fare “il tifo” per i magistrati. Durante mani pulite bastava uno starnuto di un PM per spostare un sacco di voti e ruffiani pronti ad idolatrare per carpire tale benevolenze se ne trovavano a iosa fra le seconde e le terze linee. Poi la magistratura divenne l’unico baluardo antiB, altro gravissimo errore di una sinistra incapace di dare risposte politiche e di menarla solo con l’onestà. Questo ha portato al risultato odierno. Da quello che vedo comunque la magistratura sta spostando sempre meno voti; confrontato con IDV e Di Pietro, Ingroia, con rivoluzione civile, ha fatto un colossale buco nell’acqua. Adesso che la politica non prende, stanno cercando altro, come la cronaca nera, per tornare ad avere un accreditamento politico senza doversi “bruciare” dietro a tizio o a caio. Vedi ad esempio Davigo e il fidanzamento, interrotto, con il partito degli honesti…
      Vediamo cosa succederà; io mi aspetto che la politica, visto che la magistratura, per le sue stesse colpe, è oramai politicamente molto debole, restituisca un paio di schiaffoni.

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