LeoniBlog L’esercito dei guerrieri dei pezzi di carta – LeoniBlog

Un valido articolo che spiega bene la bufala del “numero chiuso incostituzionale” con alcune chicche e di come la costituzione non venga letta ma venga solo utilizzata per “nobilitare” i propri capricci anche se quest’ultima dice tutto il contrario.

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(..:) Ma si tratta veramente di questo? Di una limitazione alla libertà di decidere del proprio futuro e del diritto allo studio sancito nella carta costituzionale? Gli studenti preannunciano altre battaglie dello stesso tenore e sarà un autunno ( tanto per cambiare) caldo di manifestazioni, cortei, atenei occupati insomma il solito copione di chi vorrebbe studiare ma è molto impegnato a gridare che vuole farlo.

(…)

L’idea che facoltà universitarie pubbliche incondizionatamente accessibili a tutti siano un bene è, poi, nei fatti, smentita dalle stesse classifiche : le migliori università mondiali, europee ed anche italiane adottano tutte il numero chiuso.

A ben vedere il problema e la polemica sollevata dai test di ammissione, lambisce una questione ben più profonda e cioè perché gli studenti confondano, in realtà, il diritto allo studio con il diritto alla laurea universitaria. Nessuno di loro protesta mai, né scende in piazza, per la libertà di programmi nella scuola dell’obbligo, di insegnamenti, per un’offerta formativa più libera, più ricca e variegata, e non compressa nelle morse assai strette dell’istruzione di stato, ma reclamano tutti la possibilità di ottenere il famigerato pezzo di carta, fosse anche la pergamena di una laurea in filosofia tibetana all’università di Nonsodove, e solo ed esclusivamente per il conseguimento di un diploma di scuola superiore. (…)

 

 

 

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3 pensieri su “LeoniBlog L’esercito dei guerrieri dei pezzi di carta – LeoniBlog

  1. Nell’articolo su Leoni Blog è davvero impressionante il passaggio di Einaudi durante il dibattito sull’art.33 Cost. e che mi permetto di riportare qui integralmente:

    “Dichiaro che voterò contro questo emendamento perché ritengo che questo articolo consacri non la libertà della scuola, ma la sua schiavitù. (…) Se la lingua italiana vuol dire qualche cosa, questo vuol dire che lo Stato o qualche organo pubblico stabilirà quali siano i programmi, quali siano gli insegnamenti che devono essere impartiti, programmi ed insegnamenti a cui tutti gli ordini di scuole pubbliche e private si devono uniformare. L’articolo significa letteralmente, per quello che dice, che si consacra ancora una volta il valore legale di quello che è il pericolo, la peste maggiore delle nostre università, il valore giuridico dei diplomi, dei titoli di dottorato e di licenza, che si rilasciano coi vari ordini di scuole. Mi si consenta di fare appello alla mia quasi cinquantennale esperienza di insegnante: ciò che turba massimamente le università è il fatto che gli insegnamenti, invece di essere indirizzati alla pura e semplice esposizione della verità scientifica, sono indirizzati al conseguimento di diplomi di nessun valore, né morale né legale. Poiché questo articolo consacra ancora una volta il valore legale a tutti questi pezzi di carta, io voterò contro”

    Dove sono persone come Einaudi in Italia oggi?

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  2. infatti uno dei problemi italiani è che molti confondono il diritto allo studio con il diritto al pezzo di carta; pezzo di carta che al giorno d’oggi certifica poco, molto poco.

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  3. L’art. 33 della costituzione al quinto comma sancisce che “E’ prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale”. Tutti questi esami sono finalizzati ad accertare se lo studente abbia acquisito ciò che gli è stato insegnato fino a quel punto. I cosiddetti test di ingresso universitari, invece, mirano ad accertare se lo studente sia idoneo e portato per il corso di studi successivo, cosa che è considerata ragionevole e naturale in moltissimi Paesi.

    l’unica cosa che mi perplime nei test d’ingresso è la limitazione per numero,
    mia figlia lo scorso anno non è passata in quanto 600esima su 1200 candidati.ora ammetto che mia figlia probabilmente non è una da 100% di risposte giuste,ma nn è che faccia schifo,è che i posti erano un centinaio(era la seconda sessione di esami,per i posti rimasti).
    Così non è accertamento dei requisiti,è selsezione,per altro fatta male,se solo candidati hanno sup’erato il 50% di risposte corrette per gli altri 98 sarebbero soldi buttati cmq.

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