Le statue di colombo e gli opliti del bene

Stavo leggendo le notizie della nuova moda “ammerrigana” di abbattere stature e monumenti che ricordano persone del passato perché a qualcuno, che spesso non conosce un cazzo di storia1, si sente offeso. Colombo non ha invaso, ucciso, ridotto in schiavitù, fatto genocidi; chi ha compiuto tali azioni son stati altri, spagnoli, portoghesi, inglesi, francesi.  Perché dare a Colombo le loro colpe1?  Perché se non avesse scoperto l’America non ci sarebbe andata bella gente come i conquistadores? Beh se Washington, George, non avesse cacciato gli inglesi e creato gli Stati Uniti, non ci sarebbe stato il generale Custer… Abbattete le statue di Washington…

Il problema dei paladini del politically correct e opliti del bene è un problema comune a tanti “san giorgio” che campano di lotta contro i draghi: una volta che i draghi muoio cosa ci stanno a fare?  Urge trovare in fretta un nuovo drago che giustifichi il loro ruolo2.
Mentre per le truppe c’è il problema di sostenere una qualche epica lotta, una rivoluzione epocale3, fra il dessert e il caffè, ovvero trovare una lotta “epica” che consenta di sentirsi buoni, di sentirsi moralmente superiori ed autorizzati a “prendersi qualche libertà” con i moralmente inferiori4 ma senza rischiare di pagar dazio, beccarsi pallottole, dover dormire all’addiaccio, fare la fame e puzzare come una capra.

Risultato: si prende qualche minchiatina che interessa pochi fissati, ad esempio in Sardegna abbiamo un gruppo di simpatici mattacchioni che pensano che il problema principale siano le vie con i nomi dei Savoia e la statua di Carlo Felice, e la si trasforma in una questione di vita o di morte, con annesso codazzo di polemiche, proteste, piagnistei5.

Poi si risolve la minchiatina la questione di stato attraverso azioni eclatanti ed eroiche. Come ad esempio abbattere la statua che ricorda Colombo, azioni “eclatanti” che vengono spacciate per eroiche lotte strenue contro un nemico, nella migliore tradizione dei film di hollywood, ma che in realtà, come nei film, sono a rischio zero o quasi per gli autori di tali azioni. Però permettono agli opliti di spararsi pose da reduce e parlare delle loro strenue lotte contro… una statua.

Per non parlare poi della demenzialità di voler “purificare” la memoria condannando il passato. Io ho sempre considerato uno sbaglio misurare le azioni di ieri con il metro di oggi. La legge del taglione, occhio per occhio, dente per dente, oggi può sembrare una legge barbara e brutale, all’epoca era un baluardo di civiltà che cercava di fermare le spirali della vendetta6. Misurare tale legge con il metro di oggi sarebbe come pensare che Newton fosse un idiota perché nella sua opera Philosophiae Naturalis Principia Mathematica,  non ha tenuto conto della teoria della relatività di Einstein. Assurdo.

Il voler “purificare” la memoria modificando il passato ed il suo ricordo è un marchio di fabbrica dei fanatici, vedi ad esempio ISIS a Palmira, e penso che gli opliti del bene altro non siano per il politically correct quello che i talebani son per l’islam, pazzi fanatici con il cervello obliato dall’ideologia. E trovo triste che molti, per convenienza politica, reggano loro il bordone.

Certo, si può cambiare la storia come in 1984 o fahrenheit 451 ma si sia consapevoli che la maledizione della storia è che chi non la conosce è destinato a riviverla.


  1. E allora perché non prendersela con i “latinos”, discendenti dei conquistadores, con l’ambasciata di spagna e portogallo etc. etc? Non è che i “latinos”, discendenti degli spagnoli imperialisti etc. etc. son utili come carne da macello anti Trump? 
  2. In questo articolo un bel po’ di esempi. 
  3. La rivoluzione non è un pranzo di gala; non è un’opera letteraria, un disegno, un ricamo; non la si può fare con altrettanta eleganza, tranquillità e delicatezza, o con altrettanta dolcezza, gentilezza, cortesia, riguardo e magnanimità. La rivoluzione è un’insurrezione, un atto di violenza con il quale una classe ne rovescia un’altra. [Mao Tse-Tung] 
  4. Quasi in parallelo alcuni di estrema destra assaltarono la mostra del fumetto per danneggiare le copie del fumetto “LVI” e i centri sociali invece assaltarono due librerie per strappare i libri di Salvini. Sui social era una festa di contorsioni per dimostrare che una azione era meritoria mentre l’altra era solo una vigliacca aggressione squadrista. 
  5. Sul piagnisteo la penso come Uriel: la vittima si riconosce dal pianto, il colpevole dal piagnisteo. 
  6. che poi la contestualizzazione “ad minchiam” è una caratteristica di tanti fanatici; ad esempio quelli che leggono la genesi e la interpretano letteralmente senza pensare che parla di un popolo che viveva verso il 1.000 avanti Cristo con regole e prassi che a noi oggi sembrano assurde ma che all’epoca erano la normalità. 
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11 pensieri su “Le statue di colombo e gli opliti del bene

  1. Ipocrisia a piena potenza.

    Del resto come ho letto anche altrove, si stanno comportando come i Talebani e come l’ISIS che abbattono monumenti e bruciano libri.

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  2. Diciamo che due torti non fanno una ragione.
    Colombo ha fatto cose orribili, certificate, tanto che persino i suoi sostenitori contemporanei se ne lamentavano.
    Ha avuto ruoli amministrativi di spicco, quindi era il mandante, supervisore e responsabile di tali atrocità, il fatto che non era il primo non è una scusante per crudeltà gratuite.
    Il suo “culto” è iniziato solo successivamente quando gli americani hanno cercato una figura per propagandare patriottismo, ovviamente dal punto di vista dei coloni europei e non delle popolazioni locali o quelle importate come schivi, quindi le sue opere sono state ripulite ed è diventato una figura mitica.
    Spaccare adesso le sue statue non ha senso, ma gli USA hanno avuto seri problemi di discriminazione razziale almeno fino al secolo scorso (ad oggi ci sono ancora alcuni territori le cui popolazioni non hanno ancora i diritti della maggior parte degli americani), non lo possiamo ignorare.
    Va anche detto che tanta gente ora maschera la propria mediocrità dietro il razzismo o qualche altra discriminazione, ma come ho detto in apertura due cose sbagliate non ne fanno una giusta.

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