chiedere l’esonero dei docenti per le loro idee è fascismo.

Stavo leggendo la vicenda del docente che ha pubblicato una foto sulla vetta del Sagro ove sventola la bandiera della repubblica di Salò;

Fonte: La bandiera di Salò sulla vetta del Sagro: bufera su un docente – Cronaca – Il Tirreno (grassetti miei)

La bandiera di Salò sulla vetta del Sagro: bufera su un docente

La provocazione a pochi giorni dalla ricorrenza della strage di Vinca in cui i nazifascisti uccisero 173 civili tra cui donne e bambini. L’insegnante e politico: “Ho espresso la mia opinione”.  Lenzoni e l’Anpi: “Non può insegnare, via dalla scuola”di Cinzia Chiappini

CARRARA. A pochi giorni dalla ricorrenza della strage di Vinca, un insegnante carrarese si fa ritrarre sulla vetta del Sagro con la bandiera della Repubblica di Salò e nella città decorata con la medaglia d’oro al merito civile, scoppia la polemica. Sconcerto e indignazione. Condanna e sgomento. Richieste di intervento delle autorità e segnalazioni ai gestori del social network. Ai carraresi non è proprio andata giù quella foto postata su Facebook da Manfredo Bianchi, ingegnere e insegnante dell’Istituto Zaccagna, dove viene ritratto mentre festeggia la conquista della vetta del Sagro con in mano la bandiera della Repubblica di Salò.
(…)
Bianchi: diritto di opinione. Per molti un gesto di disprezzo e di sfida, di più: un reato. Bianchi, interpellato sulla vicenda, centellina le parole, tiene i toni bassi e si difende: «Penso di avere esercitato il diritto di opinione e non credo di aver commesso alcun reato» ha dichiarato al Tirreno.
(…)
Lenzoni: un affronto ai morti di Vinca. Completamente diversa l’opinione dei tanti che hanno condannato il gesto: tra i primi a farlo, Marco Lenzoni dei Carc che ha sollecitato il comune di Fivizzano a denunciare Bianchi per l’affronto ai 173 morti di Vinca e l’Istituto Zaccagna a prendere provvedimenti contro l’insegnante. «Issare la bandiera della Repubblica di Salò in pubblico è un reato a tutti gli effetti, averlo fatto di fronte al paese di Vinca è un oltraggio vergognoso e indicibile che grida vendetta. Chiedo a nome del partito dei Carc e della città di Carrara tutta che gli studenti dello Zaccagna vengano portati alla prossima commemorazione della strage di Vinca. La scuola deve rimediare al velenoso odio propagandato non solo su Facebook da questo “signore” cultore del nazi fascismo» aggiunge Lenzoni, che annuncia che alla riapertura della scuola i Carc saranno presenti all’ingresso dello Zaccagna con un presidio per mostrare agli alunni le foto delle stragi nazifasciste e per chiedere l’allontanamento dalla attività didattica del «moderno nazista».

Conti (Anpi): è un reato. D’accordo con la valutazione del gesto di Bianchi anche Alessandro Conti, presidente di Anpi Carrara: «Avere esposto la bandiera dei repubblichini e avere decantato il fascismo è un reato. Il prefetto e chi di dovere prendano i provvedimenti del caso. Il fatto che sia un insegnante è un’aggravante e Bianchi dovrebbe essere allontanato dalla scuola». Altrettanto dura Claudia Bienaimè di CarraraBeneComune/Lista Dema che si dice allibita: «Il Sagro è il monte di tutti, si affaccia su Vinca e l’idea di sventolare una bandiera fascista è un’offesa e una provocazione a tutta la provincia. Ci aspettiamo che le istituzioni intervengano».

La difesa del centrodestra. In difesa di Bianchi intervengono i militanti del centro destra. Secondo Maurizio Lorenzoni, ex candidato sindaco oggi consigliere comunale, «queste manifestazioni ti possono mettere nei guai, la foto non doveva andare su Facebook ma la Costituzione va rivista, perché si devono condannare tutti i regimi totalitari, non solo il fascismo. Quanto a Manfredo, posso dire che se tutti i fascisti e gli antifascisti fossero stati come lui, allora l’Italia sarebbe un posto migliore». Gianni Musetti, della Lista Trump in Forza Italia parla di «un assurdo linciaggio contro Manfredo Bianchi che è una brava persona e un rispettabile professionista e ha il diritto sacrosanto di andare dove vuole con le bandiere che meglio preferisce». Ancora più schierato Lorenzo Baruzzo, di Fratelli D’Italia che se la prende con chi ha attaccato Bianchi.

Personalmente penso che il tizio abbia fatto una solenne trollata e si sia lasciato andare a provocazioni gratuite. Che il comportamento sia riprovevole e che sia giusto evidenziarlo. Che la risposta di commemorare la strage di Vinca a scuola e di parlare di quella tragedia sia un’ottima risposta. Quello che invece non mi trova d’accordo e mi fa pensare che lo scontro non sia fra fascisti e antifasciti ma fra fascisti pro e fascisti anti son i richiami all’esonero del docente.

Il principio per il quale si chiede l’allontanamento del docente dall’insegnamento è perfettamente fascista: osa propugnare idee non allineate ergo deve essere allontanato perché il docente oltre che formare deve anche indottrinare. Si tratta di un comportamento abbastanza grave. Se il docente venisse condannato e la condanna sarebbe tale da renderlo incompatibile con l’insegnamento è giusto che decada però: deve decadere dopo e non prima della condanna e la colpevolezza deve essere riconosciuta da una sentenza della magistratura, altrimenti è solo un abuso fatto per soddisfare la canea urlante di FB. Abuso che poi rischia di rivelarsi un tremendo boomberang;

Perché il fatto che Tizio pensi che il comportamento di Caio sia un reato è una opinione, non è un fatto. A norma di Costituzione, quella che i fascisti anti dicono di amare svisceratamente ma che applicano solo le parti che fanno comodo quando fanno comodo1, una persona è colpevole solo dopo sentenza passata in giudicato. Una persona, finché non commette reato, ha pieno diritto alla libertà di opinione, per quanto le sue opinioni possano essere abiette.
Riguardo poi alla questione dell’esibizione di simboli fascisti ci sarebbe da dire che la norma Fiano non è ancora legge dello Stato e che la corte costituzionale, come avevo scritto qui ha dichiarato in due sentenze “storiche” che l’apologia del fascismo o l’esibizione di simboli fascisti è reato solo se tale apologia o tale esibizione son finalizzate alla ricostituzione del disciolto partito fascista.

Perché se passa l’idea che la canea urlante che chiede la testa di un docente per qualche idea “non allineata” ha ragione; oggi è il caso del fascista e domani se a chiedere la testa di un docente trans sono i bigotti? O se i poveri obbressi del bobolo Mbingo chiedono la testa del docente Inuit, perché gli Inuit tra la penultima e l’ultima glaciazione avevano oppresso il bobolo Mbingo?

Perché il perseguitare le persone per le loro idee è un comportamento prettamente fascista2; il risultato di tutto sto casino sarà, imho, il far passare il troll per martire, rivelare che anche chi si crede antifascista è in realtà un fascista anti e il trasformare la memoria di tali tragedie, che dovrebbe essere condivisa, nelle discussioni sul goal annulato a muntari.

Perché proprio questi comportamenti da cazzoni sono un ottimo sistema per aprire le porte ad un ritorno in pompa magna del fascismo3.


  1. la solita lettura selettiva della costituzione; però se la esalti il lunedì mattina e ci pisci sopra il mercoledì sera non sei molto credibile. 
  2. La differenza con i medici antivax radiati è questa: un medico, come un ingegnere come un altro professionista è tenuto, nella sua professione, ad applicare le norme ed esercitarla secondo lo stato dell’arte. Io, ingegnere, posso pensare che le norme antisismiche siano esagerate e che le case di tre piani in “merda e cazzo di orango (cit.)” siano sicurissime ed a prova di sisma, posso anche sostenerlo e portare prove a favore della mia tesi. Però a lavoro se la norma dice che si deve usare il cemento armato fatto così e cosà io devo applicare la norma. Se non applico la norma l’ordine, perché tale potere è stato conferitoli dalla legge, può impedirmi di esercitare la professione. Ma la sanzione non è perché credo o dico che le case fatte in “merda e cazzo di orango” siano sicure, è perché non applico la norma che impone l’uso del cemento. 
  3. alcuni non erano fascisti solo perché non piaceva il colore della camicia. 
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4 pensieri su “chiedere l’esonero dei docenti per le loro idee è fascismo.

  1. OK, lascialo insegnare. Però io se avessi un figlio in una sua classe lo toglierei di lì immediatamente.
    PS: dire che la cocaina fa bene e qualche buco ogni tanto non è la fine del mondo è un’opinione personale? Tu lo faresti insegnare uno che esprimesse in classe opinioni personali di questo genere? Se fosse l’insegnante di tuo figlio dormiresti sonni tranquilli?
    PPS: tu sai, ti sei informato, hai nozioni precise del tipo di discorsi e insegnamenti che questo signore, che ci tiene tanto a presentarsi non semplicemente come fascista, ma dalla parte di quelli che hanno fatto deportare gli ebrei, che si sono associati alle stragi naziste eccetera eccetera, propone ai suoi alunni?
    PPPS: e il famigerato professor Damiani, che con fior di “documenti” insegna che l’olocausto è una balla inventata dagli ebrei, va lasciato al suo posto in nome della libertà di opinione? Sinceramente, certe volte mi fai paura.

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  2. Dio animale, ma si puo’ essere piu’ cretini? Certe idee bisogna tenerle per se, e di certo non sbandierarle su FB. Mi ricorda quei coglioni che prima pestano uno a legnate e poi postano le foto o i video su FB scrivendo: “guardate quante legnate gli ho dato a quel finocchio!”

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