la dura legge dei pistoleri del ueb

Per rendersi conto di quale era il modus operandi del fascismo basta leggere, con attenzione, la Costituzione Italiana; infatti essendo nata dopo il fascismo ed anche con l’obiettivo di evitare il ripetersi di tale esperienza è piena di obblighi e divieti per evitare che vengano utilizzati di nuovo alcuni metodi fascisti.

Ad esempio l’articolo 25:

Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge.
Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del
fatto commesso.
Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza se non nei casi previsti dalla legge.

ovvero: niente tribunali speciali, niente leggi speciali retroattive e nessun arbitrio nel decidere misure restrittive della libertà.

Oppure l’articolo 27:

La responsabilità penale è personale.
L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.
Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
Non è ammessa la pena di morte.

Che limita fortemente la responsabilità penale: nessuna responsabilità penale di gruppo, per le azioni di un singolo. Che la colpevolezza deve essere decisa da un magistrato a seguito di un regolare processo, e soprattutto, che la pena non deve essere solo una volgare vendetta contro il reo. In particolare: nel caso il reo venga riconosciuto colpevole la pena viene decisa dal giudice e, una volta decisa la pena, tale pena non viene più modificata “in peggio”. Son anche proibite pene degradanti ed umilianti come la gogna, l’obbligo di pubblica autocondanna; un condannato ha tutto il diritto di ritenersi innocente e vittima di un errore giudiziario, l’obbligo per i familiari di ripudiare il reo.

Queste sono le differenze fra uno stato di diritto ed uno stato medievale dove l’inquisito viene condannato sulla base delle urla della folla, dove oltre alla pena prevista dalla legge ci son pene accessorie decise dalla pancia del bobolo, pene la cui severità e durata viene lasciata agli umori della folla, come, ad esempio, nel caso di Scattone o di Doina Matei.

Questa è la costituzione italiana, costituzione che tanti dicono di amare ma poi poco conoscono ed ancor meno gradirebbero venisse realmente applicata.

Tutto questo per dire che la giustizia dei pistoleri del ueb è tutto tranne che una “giustizia” nel senso inteso da uno stato di diritto:

  1. Esiste il tribunale speciale dei like su faccialibro che giudica non in base alla legge ma solo a colpi di like.
  2. Se oggi si decide che un comportamento è “reato” per il tribunale del ueb allora puoi essere condannato per un post scritto otto anni fa.
  3. Il tribunale dei ueb non è preciso per niente, un sospetto, una insinuazione infondata diventano certezza e la certezza fa partire immediatamente la shitstorm come capitato ad un docente universitario che ha avuto la sfortuna di somigliare ad un suprematista bianco (qui). Come nel romanzo “il nome della rosa”, non serve il colpevole, basta avere “una strega da arrostire al rogo” per soddisfare la canea urlante.
  4. Le pene non son fissate da un giudice dopo una sentenza ma dipendono dalla suscettibilità della folla ed includono il licenziamento, la pubblica gogna, le aggressioni virtuali che talvolta diventano anche fisiche.
  5. Le aggressioni virtuali fanno sembrare la legge del taglione una legge bonaria e illuminata, il guano che si riversa sull’uno è molto ma molto superiore al guano che lui ha lasciato verso altri.

Insomma la negazione di un qualsiasi stato di diritto ed un ritorno allo stato di natura tanto aborrito dai filosofi teorici del “contratto sociale” come Hobbes e Locke. Guardacaso i filosofi che hanno gettato le basi del moderno pensiero liberale.

Per questo considero un gravissimo errore, una negazione dello stato di diritto, lo stuzzicare tale giustizia ed il considerarla “lecita” invece di condannarla subito senza se e senza ma. Posso capirlo, anche se non lo accetto, da qualche divetta che si atteggia a moralizzatrice, soprattutto per rifarsi una verginità e continuare a far parlare di lei. Non lo capisco e non lo ammetto da chi ha ruoli istituzionali visto che, per il suo ruolo, dovrebbe condividere e sostenere la Costituzione Italiana nello spirito, nella forma e nella sostanza. Sputtanare la costituzione significa sputtanare il suo ruolo facendo crollare a zero sia la propria autorevolezza, sia la propria credibilità.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...