non non è in accordo è un nazipedosatanista…

Un articolo del corsera che non mi trova d’accordo; capisco che in certi casi il dialogo sia inutile e si debba “metter mano al bastone”, come ad esempio nel caso degli antivax fanatici che rifiutano qualsiasi confronto e qualsiasi dialogo che non sia il riconoscere acriticamente le loro ragioni, però considero parimenti sbagliato nazistificare sempre e comunque chiunque non sia d’accordo.

Quello che ho visto nei social sia con la legge Fiano che con la legge sul falso ius soli è stato il considerare chiunque dissentisse un nostalgico fascista mosso da vili e turpi motivi. Mi spiace ma questo modus operandi alla fine fa più danni che altro e paradossalmente sdogana il fascismo molto più che quattro folkloristiche cavolate. Siccome i paragoni funzionano nei due versi dire che chi pone qualche, sensato, dubbio alla leggi e lo pone in maniera corretta e motivata è fascista significa anche dire che i fascisti erano quelli che ponevano obiezioni corrette e motivate. Una bella zappa sui piedi.

Sorgente: Corriere della Sera

L’apologia di fascismo è un problema attuale

Colpiscono le polemiche suscitate dalla proposta di legge, presentata da Emanuele Fiano, che intende punire chi propaganda immagini o contenuti del fascismo e del nazismo. In queste polemiche aspre e brutali, che in taluni casi hanno finito per trascendere nell’offesa personale e nello scherno antisemita, si deve leggere l’indizio di una tensione profonda, di un disagio evidente. Affrontare il tema del fascismo nello spazio pubblico sembra, in questo paese, un’impresa impossibile. Tutto (o quasi) funziona, finché si indaga il fenomeno storico proiettandolo nel passato, finché si celebrano riti e cerimonie nelle ricorrenze previste. E forse, chissà, i tanti discorsi ufficiali, a lungo andare, hanno perfino nuociuto.

Per me quello che ha nuociuto è stato il non consegnare il fascismo alla storia ma tirarlo fuori come jolly dialettico per vincere qualsiasi dibattito. E a furia di dare del fascista a tutto e tutti la parola “fascista” ha perso il significato drammatico che aveva per diventare un banale insulto come dare dello “stronzo”.

Altrimenti vanno le cose quando si discute del fascismo nelle sue manifestazioni attuali, che non hanno nulla né di nostalgico né di folkloristico. Basta fare un giro nel web. Parliamo, dunque, del presente e del futuro. L’Italia ha conservato i suoi fantasmi, che tornano ad aggirarsi con vecchi simboli e rinnovati contenuti. Si dirà che sono solo spettri. Ma lo spettro è uno spirito — e lo spirito del fascismo non è né morto né, tanto meno, sepolto. Neppure quello del nazismo. Un esempio? Anziché essere aperta e cosmopolita, come quella di altri paesi occidentali, la nostra cittadinanza si basa sul sangue, in parte sul suolo. Come se sangue e suolo fossero criteri ovvi — anziché la cultura, la lingua, l’appartenenza civica. Non si tratta di argomenti remoti, bensì di questioni urgenti, che ci riguardano da vicino.

Non so quanto possa essere proficuo accostare al fascismo chi si oppone alla legge sul falso ius soli1. Che ci siano anche imbecilli fanatici di LVI è pacifico ed innegabile, ma parimenti il bollare chiunque si opponga alla legge o abbia dubbi su di essa come nazifascista è una zappa sui piedi niente male. Tranne, per ovvi motivi storici, alcuni paesi, nati dal colonialismo, come USA o Canada lo ius soli nell’accezione di chiunque nasca nel suolo della nazione X è cittadino della nazione X non vige da nessuna parte nel mondo.

Senza considerare un’altra cosa: suolo e sangue puoi provarli “oggettivamente”; come puoi provare oggettivamente la cultura oppure l’appartenenza civica? Imho la cittadinanza deve essere una scelta consapevole; per questo preferirei che la scelta la faccia la persona quando ha la piena capacità giuridica di farlo e non altri per lui. Questa mia obiezione alla legge mi qualifica come “fascista”? Pazienza, però poi non ci si lamenti se gli “antifascisti” vengono considerati solo dei poveri pazzi esaltati.

Forse più delle polemiche sconcertano le confusioni, casuali o volute. Non è mancato chi ha tirato fuori l’«islamofascismo», etichetta per la notte in cui tutte le vacche sono nere. Ma c’è soprattutto chi, in questi giorni, ha parlato di «fascismo dell’antifascismo», chi con giravolte e capriole vorrebbe far passare per alternativi pensieri stantii e reazionari. Molto ci sarebbe da dire sui due totalitarismi, una tesi che non regge più. La corruzione di un progetto non è il progetto: il comunismo era un umanismo di giustizia sociale. Il totalitarismo nazifascista è stato la perversione innalzata a progetto — in gran parte compiuto. I gulag non sono equiparabili ai campi di sterminio — per via delle camere a gas.

i nazisti son cattivi perché cattivi, i comunisti buoni che sbagliano. No, è questo fare da sommelier di merda che alla fine sputtana. Le camere a gas son state la soluzione finale quando dovevi, in tempi rapidi, far fuori tante persone. Ma se escludiamo le camere a gas non è che nei gulag gli internati venissero trattati meglio, il tasso di mortalità era altissimo. Son pecche; mi spiace ma il LVI ha fatto peggio non serve ad assolvere le colpe di altri. I sei milioni di morti causati, direttamente od indirettamente, da Hitler assolverebbero Totò Riina da quelli causati, direttamente od indirettamente da lui? Io direi di no.

È una differenza qualitativa e decisiva. Certo, Mussolini non era Hitler. Ma dalle stazioni ferroviarie italiane sono partiti i treni per i lager. Basta sollevarsi da ogni responsabilità! Il fascismo, quello che faceva eliminare gli oppositori, quello delle leggi razziste, della guerra in Etiopia, dello stato assoluto, ha colpe enormi. È triste e allarmante che in una spiaggia italiana possa essere esposto, a mo’ di sberleffo, un cartello che ridicolizza le camere a gas. Non si può accogliere nel dialogo democratico chi quel dialogo vuole cancellarlo.

Il dialogo democratico lo si cancella anche quando si accusa in maniera apodittica, chi non condivide, di essere fascista. Ciò che rende fascisti è il comportamento, il modus operandi, non il colore della camicia.

Il limite è sottile — e il problema è condiviso da altri paesi europei. Ma le leggi vanno aggiornate anche qui. Occorre fra l’altro tenere conto del web. Parlare è agire. Parole, simboli, contenuti del fascismo e dell’hitlerismo non devono circolare liberamente davanti a spettatori noncuranti.

Perché? qual’è il pericolo? che torni il fascismo solo perché si vede una spiaggia che scimmiotta il regime? mah. Parlare, dire cazzate non è agire. I “leoni da tastiera” possono dar fastidio ma la merda che gira nei forum e nei blog non è pericolosa come le bastonate o l’olio di ricino. Le leggi già esistono: se un fesso vuole rifondare il partito fascista ovvero un partito che usa la violenza per prendere e mantenere il potere, il coportamento del predetto fesso ricade pienamente nella fattispecie di reato previsto dalla legge Scelba. Se il fesso si limita a scimmiottare comportamenti del ventennio fascista o a sparare cazzate che danni reali produce?
E poi che dire dei bambini “con la stella gialla”2 per protestare contro il decreto vaccini? anche quello è uno scimmiottamento del periodo e, cosa molto più grave, fa apparire “buoni” i nazisti e cattivi gli ebrei. Ci rendiamo conto della gravità di simili comportamenti? Eppure, tranne qualche sparuta protesta ho visto poche vesti stracciate per quella pagliacciata.

In in questo revival dell’antifascismo vedo un ansia ed un desiderio di avere un nemico “assoluto” contro il quale lottare senza quartiere. Come capitò ad esempio contro il cavaliere nero. Il nemicissimo è utile perché unisce le truppe, truppe che attualemente si stanno dividendo in una cinquantina di  “unica vera autentica sinistra DOCG – diffidate dalle imitazioni” la cui passione è sputare veleno contro le altre quarantanove “unica vera autentica sinistra DOCG – diffidate dalle imitazioni”, accusarle di, guardacaso, fascismo3 e tentare di epurarle.

Per evitare un vero ritorno del fascismo forse sarebbe più proficuo smettere con l’accusare di fascismo chiunque non sia d’accordo al 111% (centoundici percento) con le nostre idee e di usare l’accusa di fascismo come jolly dialettico, sia il dibattito che la memoria storica ne trarranno giovamento.


  1. non è uno ius soli vero e proprio ma una legge che modifica le procedure per l’acquisizione della cittadinanza. Non basta il semplice fatto di essere nati in italia per diventare cittadini italiani. 
  2. Burioni in alcuni commenti deliranti sui social è stato paragonato a Mengele per le sue attività pro vaccini. Qualcuno che conosce le scienze più della storia potrebbe anche pensare che Mengele invece di essere un mostro fosse solo un bravo medico un poco scontroso e che le atrocità da lui, Mengele, commesse nei lager fossero gravi tanto quanto una puntura di esavalente. 
  3. basta ricordare il referendum: fascista Renzi che voleva modificare la costituzione, fascista l’ANPI che espelleva chiunque non fosse appiattito sulle sue linee… tutti fascisti ergo nessun fascista. 
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2 pensieri su “non non è in accordo è un nazipedosatanista…

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