Ong e stazione centrale

Sembra che le polemiche sulle ONG si stiano sgonfiando; il rapporto in cui si parlava di contatti fra scafisti e ONG, stando a quanto dichiarato in commissione difesa e dal COPASIR non esiste, quindi, allo stato attuale, quelle su le ONG son state solo insinuazioni senza prove.

Devo però dire che la difesa delle ONG non mi è comunque piaciuta; invece di dire chiaramente che “i processi si fanno con le prove e non con i teoremi”, invitando a tirar fuori le prove, si è scaduti troppo nell’agiografico, nel “lei non sa chi sono io”. Capisco che parlare di prove invece di teoremi possa disturbare chi fino ad ieri sosteneva sperticatamente i teoremi giudiziari. La trattativa stato – mafia oppure le calunnie contro la Carfagna sono esempi di insinuazioni che hanno infangato senza che esistessero prove “reali” a prova di tribunale. Eppure molti scandalizzati per le insinuazioni verso le ONG erano anche quelli pronti a sostenere chi sparava tali insinuazioni. Sarebbe stata una prova di maturità e, perché no, anche educativa per chi pensava solo in termini di bianco o nero. Invece si è preferito battere sull’agiografia, troppo sul “solo noi siamo i buoni1 (e chi non è completamente con di noi è solo un nazileghista grillino in malafede)” e sul “lei non sa chi sono io”. Arrivando anche ad articoli che io ho trovato ridicoli; se il SMM di Unicef è eroico perché risponde a quattro leoni da tastiera su twitter e facebook che si divertono a vomitare odio, allora domani si dovrebbe dare una medaglia d’oro al valor militare a Caterina SimonsenSalvo di Grazia, oggetto di ripetuti lanci di cosa marrone da parte di antisperimentazione e antivax. E ovviamente chi va realmente per mare santo subito. Quindi cerchiamo di tenere bene il senso delle proporzioni.

Ho manifestato le mie perplessità su twitter e puntualmente mi son beccato del fascio-grillo-leghista. Purtroppo molti, troppi, pensano ancora in bianco e nero e considerano “contro di loro” chiunque non sia al 100% con loro. Il problema è che se cominci a considerare qualsiasi critica come un attacco, reagendo di conseguenza, l’unico effetto che si ottiene è di radicalizzare lo scontro e spingere chi non è d’accordo al 100% con te ma solo al 90% verso l’altra parte.

Errore che sto vedendo nella discussione riguardo alla retata alla stazione centrale di milano; su twitter è pieno di messaggi che evocano i rastrellamenti nazisti ed il ritorno del fascismo. Messaggi che portano tanti voti a Salvini, molti di più di quanti ne riesca a perdere lui con le sue inutili chiassate. Perché se ti dicono che non volere lo spacciatore per strada è fascista, il non voler tornare a casa con la paura di aggressione e senza dover attraversare zone di guerra, il non volere il degrado è fascista alla fine ti convinci che non è sbagliato essere fascista e del fascismo vedi solo le stazioni pulite e i treni in orario e non le immense porcate che ha fatto. Perché il problema del degrado di certi quartieri non colpisce di certo i soci del cineforum “la corazzata kotionkin” di Capalbio ma i poveracci che devono prendere il treno per tornare a lavoro. E magari soci del cineforum stanno ad urlare “bVutti Vazzisti, non capite il valoVe delle VisoVse? Fascisti.”, e il poveraccio cosa capisce? Vuoi poter tornare a casa tranquillo? vuoi un controllo del territorio che blocchi o riduca la microdelinquenza? Vota Fascista. (oppure come capitato in certe zone dove lo stato ha abdicato, si è ritirato, ha perso, sostieni don Vito2).

In pratica l’effetto opposto a quello che si voleva ottenere. Forse prima di lamentarsi dei poteri sovrumani di Salvini e di come riesca ad avere seguito nonostante le sue “chiassate” forse sarebbe meglio fermarsi a riflettere sui propri, mostruosamente immensi, errori di comunicazione.


  1. La difesa “noi siamo i buoni, tutti i buoni” è rischiosa anche per un altro motivo; se domani, non si voglia, ma si scoprisse una mela marcia c’è il rischio che si “sputtani” tutto il frutteto. Basta vedere cosa è capitato alle prime indagini che hanno avuto come bersaglio il “partito degli onesti”. 
  2. Non è un caso che “il padrino”, romanzo di mario puzo si apra con la scena di don Vito visto, dai suoi sostenitori, come uno che raddrizza torti meglio dello Stato.

    Il boss mafioso italiano Vito Corleone, in occasione del matrimonio della figlia Connie, riceve nel proprio studio molti italiani emigrati negli Stati Uniti che invocano il suo aiuto.[2] Essi richiedono il suo intervento in situazioni drammatiche, domandando per esempio una vendetta contro gli stupratori delle figlie (che la giustizia ordinaria ha lasciato sostanzialmente impuniti), di richiedere ai politici della sua rete di concedere la cittadinanza americana a giovani italiani prigionieri di guerra altrimenti condannati al rimpatrio lasciando le figlie senza marito, o chiedendo prestiti per aprire negozi. Don Corleone, formalmente conosciuto come il più potente importatore di olio d’oliva italiano in America, accetta tutte queste richieste di aiuto, ricordando a tutti che essi sono da questo momento suoi debitori, e che lui potrà rivolgersi a loro in qualunque momento.
    [da wikipedia]

    Spiace dirlo ma se lo stato abdica chi prenderà il suo posto sarà visto come il Don Vito della situazione. 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...