Ong, magistratura e migranti

C’è qualcosa di kafkiano nella questione fra le ONG che si occupano dell’assistenza in mare ai migranti e la procura di catania.  La vicenda mi sembra tanto una di quelle commedie degli equivoci dove buoni e cattivi si scambiano i ruoli ed alla fine nessuno riesce più a capirci nulla.

La prima constatazione da fare è che il procuratore di catania ha parlato di indagini in corso, indagini per le quali non c’è ancora, che io sappia, alcun indagato cui è stato inviato un avviso di garanzia. Questo è un comportamento alquanto scorretto. Renzi quando dice che i magistrati dovrebbero parlare con gli atti e non con le interviste, nelle quali si stuzzica l’opinione pubblica per avere una condanna “morale” che supporti poi la richiesta di condanna “giuridica”, ha ragione da vendere. Ma questa regola deve comunque valere sempre, sia che il presunto indagato siano le ONG sia che il presunto indagato sia Silvio Berlusconi. Difendere a spada tratta i magistrati che parlano, e straparlano, della gente antipatica e contemporaneamente chiedere che vengano messi a tacere quelli che invece parlano di chi ci è simpatico, non è garantismo ma pura e semplice paraculagine. La legge è uguale e deve essere uguale per tutti, chiedere che per qualcuno sia più uguale significa renderla diseguale, che che ne pensino i tanti sacerdoti della legalità.

La seconda è che è sbagliato usare la legge come strumento di lotta politica e trasformare i magistrati nei paladini della propria fazione; è un comportamento pericoloso e scorretto. Inoltre se arruoli qualcuno nelle tue bandiere prima o poi ti tocca pagargli il dazio. Preferisco vivere in uno stato dove i tre poteri, legislativo, esecutivo e giudiziario, si limitano a vicenda che vivere in uno stato dove uno dei tre cerca di dominare in ogni modo gli altri due.

Terza, ma non meno importante, se stuzzichi le persone a pensare che indagato equivalga a colpa accertata con certezza e che la condanna, in giudicato, sia solo una inutile pastoia burocratica, poi non stupirti che se diventi tu l’oggetto dell’indagine poi molti pensino che sei sicuramente colpevole. Adesso è troppo tardi per tentare di spiegare che mentre per Tizio valeva il: “se Tizio è indagato allora è sicuramente colpevole”, per Caio, adesso indagato o di cui si sussurra verrà indagato, invece debba valere l’articolo 27 della Costituzione Italiana.

Quarta constatazione: dalle reazioni scomposte che vedo, penso che comunque sia stato toccato un nervo scoperto e molto doloroso. Il facilitare l’arrivo in italia in ogni caso è un buono spot per convincere i disperati a tentarsela, il pattern sta in ogni caso diventando: “uscire dalle acque territoriali libiche e lanciare immediatamente l’SOS”. I salvataggi riusciti in ogni caso mostrano come il rapporto rischi/benefici del tentarsi la traversata secondo la rotta libica sia vantaggioso.

Ultima considerazione: moltissimi migranti non fuggono da zone di guerra come la siria o l’afghanistan ma son migranti per motivi economici. Il tentare di spacciarli per profughi provenienti da zone di guerra, persone giustamente tutelate dal diritto internazionale, serve solo ad aumentare la confusione e magari a far credere che anche i profughi di guerra siano migranti economici. E questo alla lunga causa proprio il razzismo che a parole si dice di voler combattere.

Credo che l’errore sia nel modo cui si sta indagando e non per chi viene indagato; per questo io non sto con il magistrato; imho un magistrato deve parlare con gli atti e non rilasciare interviste ed insinuazioni ma neppure credo che esista una patente di “bontà” che ti ponga al di sopra delle leggi dello stato. Il sottoporre la legge dello stato a “superiori esigenze morali” è il primo passo verso la dittatura1. Se si riconosce una legge come non adatta è sempre meglio cambiarla che ignorarla.


  1. La legge stessa stabilisce eccezioni in caso di pericolo di vita o per altri validi motivi. Una ambulanza in emergenza può ignorare le regole del codice della strada, proprio perché è il codice della strada stesso a stabilirlo, una nave, secondo la legge italiana, può aiutare migranti in pericolo di vita senza passare per scafista proprio perché è un caso di eccezione previsto dalla legge
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2 pensieri su “Ong, magistratura e migranti

  1. Non è necessario che ci sia la guerra per il diritto di asilo.
    Art 10 comma 3 della costituzione:

    Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.

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  2. Curiosità personale: ma adesso che il procuratore di Catania ha sollevato il problema PRIMA di far partire gli avvisi di garanzia non ha di fatto compromesso le indagini? Praticamente, le eventuali Ong colluse sono state avvertite e staranno inquinando le prove (se esistono)…lol

    @Andre Occhi. Vero, ma i costituenti nella loro sicura intelligenza misero alla fine l’inciso “secondo le condizioni stabilite dalla legge” che ha proprio lo scopo di attrezzare (giuridicamente) lo Stato contro gli esodi di massa.
    Fun fact: la Costituzione italiana è molto più permissiva in fatto di rifugiati rispetto alla stessa Convenzione di Ginevra.

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