il montare il caso pietoso per aggirare le norme

Stavo leggendo la vicenda della studentessa marocchina premiata come studentessa modello a roma alla quale è stato impedito, in quanto non cittadina comunitaria, di assistere ai lavori della camera. Caso che è stato preso a cuore dalla presidente boldrini per chiedere una modifica, senza specificare quale, alla legge per la concessione della cittadinanza.

Alcune riflessioni sparse; la parte che accusa salvini di parlare alla pancia del paese poi si fa beccare con le mani nella marmellata quando invece alla pancia parla lei. La differenza è che salvini sfrutta le paure invece la boldri le carrambate che sorpresa; con l’aggravante che mentre salvini è il presidente della lega e quindi ha tutto il diritto di far campagna per il suo partito la Boldrini essendo presidente della camera ha un ruolo istituzionale di garanzia.  Può fare politica però non può essere contemporaneamente in partes e super partes. O l’uno o l’altro. Però se scegli “in partes” poi non opporre agli attacchi dell’altera partes il tuo ruolo di garanzia. La pulce del caso montato ad arte è avvenuta grazie ad un commento di un utente del FQ che ha notato come, nel filmato divulgato su twitter dalla boldrini, la ragazza sullo sfondo indossa una maglietta con sopra scritto “italiani senza cittadinanza”. Chissà come mai ha scelto tale maglietta per accompagnare la studentessa nella visita.

 

Emblematiche son state anche le dichiarazioni riportate dai giornali;  questa è la dichiarazione riportata da sardiniapost, dichiarazione che, per me, fa pendere la bilancia per “piagnisteo alla carramba che sorpresa”

Per quanto mi riguarda, è stata una delle tante ingiustizie e assurdità del nostro Paese, che non ci riconosce come cittadini, è la prova che la legge va approvata al più presto. Sono arrivata in Sardegna dal Marocco quando avevo due anni, mi sono laureata a Sassari, amo l’isola dove vivo con la mia famiglia. Credo in un’Italia migliore e sogno di rappresentarla. Non sopporto più che la mia vita e quella di tanti come me dipendano dalla decisione di una classe politica che inspiegabilmente vuole ignorarci”.

Sarei curioso di sapere quali son le altre ingiustizie e assurdità di un paese che non riconosce come cittadino chi non è cittadino. Se io andassi in marocco, ma anche in francia, svezia, inghilterra etc. etc. avrei subito e automaticamente i diritti (e i doveri) dei cittadini, o dovrei almeno far lo sforzo di presentare una domanda? E qui e mi ricollego a Mattia, sarei curioso di sapere perché non ha la cittadinanza italiana pur avendo i requisiti “temporali” per poterla richiedere; ha presentato domanda? Se ha presentato domanda, la domanda è stata rigettata? e per quale motivo? Se invece non ha presentato domanda cosa pretende?

Poi, quali son le altre discriminazioni e assurdità che hai subito? Ti hanno impedito di frequentare le scuole e l’università? Negato le cure sanitarie?  Domande che qualche giornalista serio magari avrebbe potuto porre invece di rilanciare acriticamente questo spot pubblicitario.

 

 

 

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6 pensieri su “il montare il caso pietoso per aggirare le norme

  1. Io però non ho capito anche un’altra cosa: Se non hai il passaporto italiano non puoi assolutamente entrare alla Camera? E allora le visite guidate per i turisti vengono organizzate solo per turisti italiani?

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  2. La cittadinanza non è un miracolo che discende dall’alto senza faccende burocratiche?
    Bisogna cambiare la legge e far sí che la cittadinanza discenda dall’alto senza faccende burocratiche dietro!

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  3. Dicevano che possono entrare solo cittadini comunitari (per problemi di sicurezza, nemmeno gli americani potrebbero entrare). Questo perché il database per i controlli è a livello di area Shengen. Così ho sentito, almeno, ora non ho voglia di verificare… per lo ius soli ogni tanto l’argomento riciccia, come tanti altri. Teniamo conto e spero che i legislatori lo facciano che alcuni Stati non accettano la doppia cittadinanza; ad esempio dei miei amici congolesi non hanno mai chiesto la cittadinanza italiana pur avendone il diritto per non perdere quella del paese d’origine. Quindi non so quanto sarebbero stati favorevoli al fatto che l’Italia avesse dato “d’ufficio” la cittadinanza ai figli nati qua. A 18 anni comunque se hanno risieduto 10 anni consecutivi in Italia anche gli extracomunitari possono richiedere la cittadinanza; la ragazza era universitaria dunque l’età l’avrebbe avuta… ai giornalisti si vede che non sembrava politicamente corretto chiederle come mai non l’avesse chiesta. Comunque tanto male non l’abbiamo trattata in questo paese, si è laureata, è andata in visita alla Camera ed ha incontrato la Presidentessa…

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