juventinofobia e legge mancino.

stavo leggendo questa notizia: Finisce sotto indagine la «dottoressa anti gay» Silvana De Mari è indagata a dalla Procura di Torino per istigazione all’odio razziale; beh devo segnalare un grave problema; visto che la legge mancino tutela gli omosessuali dall’odio razziale allora è giusto che tuteli anche i tifosi della juventus.  Cioè rendiamoci conto che se uno urla: gli zingari son tutti ladri viene perseguito ai sensi della legge mancini, perché allora può impunemente dare dei ladri agli juventini? la legge non è uguale per tutti?

Gli juventini sono un minoranza discriminata e calunniata quindi la magistratura si attivi e  cominci a perseguire chi lancia infondate accuse di furto o di complotto per istigazione all’odio razziale, grazie, basta con la juvefobia e basta con le discriminazioni.

 

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9 pensieri su “juventinofobia e legge mancino.

  1. quella juventina non e minoranza e denominarli ladri è solo riportare fedelmente la realtà.
    detto ciò preferirei parlare dell’argomento preferito degli juventini…..L’Inter!

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    • In effetti in Italia si sente parlare solo di Juventus e Inter (e talvolta Roma) ma se chiedo all’estero quale squadra di club rappresenta l’Italia nel mondo, nella maggioranza dei casi mi rispondono Milan.

      P.S.
      Non sono milanista. Tifo Genoa e, se il Genoa sparisse, passerei al Torino, unica alternativa possibile.

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      • Io sono interista,ma un po’ sui generis,della Juve mi importa poco o meno,guardo le partite dell’inter neanche tutte ed alcune di quelle più importanti delle coppe,a prescindere da chi ci sia.
        dico che l’Inter è l’argomento preferito perche io quando vince sono molto contento,ma parlo dell’Inter…..i miei amici Jovuntini vincono e mi vengono a parlare dell’Inter ,come se la cosa importante fosse che la sua sconfitta,i milanisti idem.
        tutti i lunedi…Inter!
        a me sembra amore!

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  2. Ci sono categorie che vanno protette da tutto, anche dalle critiche (NB critiche non offese), e altre che invece hanno la funzione dei nazisti dei film.
    Il problema è qual’è il limite oltre il quale la “protezione” diventa eccessiva e si tramuta in censura?
    Secondo la tendenza attuale non c’è limite, con buona pace della nostra sempre più apparente libertà di parola, considerazione la mia che agli occhi dei guardiani del bene (e sono sempre di più), mi rende un omofobo ad onorem.

    Quando ai nazisti gli alieni invasori e altre infime categorie tra cui i giubentini che ruvvano, essi sono necessari come antagonisti, e un buon antagonista è indispensabile per ogni buon film storia telenovelas o narrazione giornalistica di successo, inoltre essi possono essere offesi senza incorrere nelle ire dei “controllori del bene” con relativa funzione di salutare valvola di sfogo per ogni odio o rancore represso, per non dimenticare che la loro esistenza garantisce ascolti e interesse nei programi sportivi, e infine molto italianamente i latri giubentini sono il migliore alibi per dirigenti e presidenti delle altre squadre, basta lamentarsi con un essi ruvvano! e si risolve ogni problema, un po come dire che il secchione della scuola va avanti solo perché è il cocco dei professori, e non perché stia ore sui libri, ci si evita domande sui meriti altrui e scoccianti autocritiche su demeriti propri.
    L’ho detto che è cosa molto italiana?
    E allora si lasci perdere la juventinofobia, loro servono così come sono, e scommetto che anche a quei latroni vada bene così, piuttosto che essere compatiti ignorati o peggio, orrore & raccapriccio, diventare simpatici.

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    • Juventini, come cristiani, non si nasce, ma spesso lo si è per precoce indottrinamento. Essere omosessuali, invece, è una condizione, come il mancinismo, fortemente dipendente dalla biologica, condizionata epigeneticamente e scientificamente parte di un progetto naturale (v. Prof. Alan Sanders, Prof, A. Camperio Ciani, Prof. Bruce Baghemil).

      Di conseguenza, poichè è giusto tutelare persone discriminate per quella che non è una loro scelta (come avere la pelle scura) da pregiudizi infamanti, lo stesso si deve fare per gli omosessuali.

      Silvana De Mari infatti è -per sua stessa ammissione- omofoba (e rivendica il diritto di esserlo), sulla base di strampalate teorie mediche (smentita già dal Prof. G. Giustetto, Presidente dell’Ordine dei Medici di Torino e dall’Ordine degli Psicologi), affibbia alla sodomia risvolti patologici e epidemiologici falsi. Tale attività infatti non è praticata da molti omosessuali e molti eterosessuali la praticano. La De Mari però se la prende solo con i gay e poi con tutti, quindi con ipocrisia. Inoltre lo fa in modo diffamante, parlando di “schifo”, giustificando questa diffamazione con fake news mediche e infine chiarendo il suo intento: la solita vecchia condanna ipocrita dell’omosessualità che si vorrebbe nascondere, relegare ad attività privata, perchè evidenzia, come il geocentrismo, un palese errore dell’elite religiosa che da secoli sul controllo della morale e della sessualità ci ha costruito un impero di potere. Silvana De Mari è l’utile serva di questo potere; una persona che per esistere ha bisogno di attaccare il prossimo e sentirsi paladina di battaglie facili proprio perchè la vittima è innocente e già capro espiatorio da secoli.

      Che questo lo faccia un medico è gravissimo, perchè mina la fiducia nella medicina che è essenziale. La De Mari non è la prima a sparare balle, ma come se un sismologo si mettesse a dire che la fine del mondo è vicina a snaturasse dati geologici per seminare il panico, lo stesso non si può accettare da parte di un medico di fare terrorismo morale sulla pelle dei pazienti, confondendo pratiche sicure con pratiche a rischio, manipolando letteratura medica e abusando della sua qualifica.

      L’intervento della giustizia, che appunto difende i deboli, è quindi doveroso.

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      • parto dalla fine: non è compito della giustizia difendere i deboli quanto dello stato. La giustizia deve limitarsi a giudicare se son state violate le leggi e, nel caso, sanzionare.

        Ho parlato della juventus perché la legge mancino parla esplicitamente di “Discriminazione, odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”; se la legge deve essere applicata solo per discriminazioni legate a condizioni biologiche che senso ha parlare allora di motivi nazionali o religiosi?

        Non si può pretendere di tirare la coperta da un lato e poi offendersi se invece viene tirata dall’altro: la juventusfobia.

        Il pretendere che la legge agisca come un maglio e che i giudici siano i raddrizzatori dei torti apre la porta alle peggiori porcate. Se la dottoressa ha detto cose false è giusto che venga perseguita, per le leggi che ha violato, non per fantasiose estensioni interpretative. Il rischio è che poi dopo anni si arrivi all’assoluzione per inconsistenza delle accuse; se io aggredisco Tizio mi devi inquisire e processare per aggressione non per furto, se mi inquisisci per furto quasi sicuramente finirò assolto.

        E se viene assolta otterrà due vantaggi: spararsi pose da martire e non subire alcuna conseguenza legale dalle sue azioni. E non mi sembra sia questo il risultato sperato.

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        • Io credo che giustizia e Stato debbano coincidere (e non vedo come si potrebbe auspicare altrimenti). Le leggi le facciamo noi, tramite i politici (si spera onesti) perchè venga applicata in modo coerente ed equo dai giudici (si spera imparziali).
          Se abbiamo deciso, ad un certo punto un principio per il quale se qualcuno è discriminato per qualcosa che non dipende da una sua scelta (essere juventini è una scelta, come essere cristiani, lo ribadisco), allora quel principio si applica per equità e coerenza a tutte le situazioni analoghe, anche se non espressamente indicate. La giustizia infatti è tale perchè è coerente e negli inevitabili spazi lasciati dal legislatore tocca al giudice decidere, mentre viceversa, quando il legislatore è preciso, il giudice ha il dovere di adeguarsi.

          Nel caso specifico della De Mari, praticare la sodomia è una scelta, ma essere omosessuali no; non si decide chi si ama, lo si ama e basta.
          Se anche venisse assolta, la giustizia di fronte ad una denuncia -che è primariamente per diffamazione da parte di circoli specifici presi di mira, il motivo razziale è solo una ipotesi di aggravante- deve agire e verificare cosa è giusto secondo la legge.
          Io dubito che non ci sarà alcuna conseguenza, altrimenti per coerenza si apriranno le porte a chiunque con pretesti pseudo-medici voglia attaccare minoranze etniche o inventate (i mancini, gli ebrei, ecc.) unto da qualche umanissima divinità.

          In ogni caso vedremo: al limite la cosa si ridurrà sul piano di del vero o falso a livello medico, scientifico, sociale e antropologico e per lo meno le falsità che tendenziose spacciate come urgenza sociale di questo medico saranno smentite.

          Resterà sempre una minoranza che crederà che sia innocente e nel giusto, come purtroppo oggi c’è gente che difende criminali per le ragioni più assurde, ma la cosa importante è che la società nel suo insieme sia tollerante ma determinata verso queste sacche ideologiche in modo che possano avere la libertà di esistere, ma non di nuocere.

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