usare la “patata” per vendere la mercanzia; anche le femministe lo fanno (NSFW)

Cinquanta donne che si alzano la gonna mostrando così le loro nudità per dire no alla violenza e liberarsi dagli stereotipi. È la singolare protesta che si è svolta durante la manifestazione Non una di meno, in stazione Centrale davanti alla sede della Regione Lombardia, a cui hanno aderito associazioni, collettivi e centri di violenza del Milanese. «Eravamo felici di farlo, basta con questo ruolo di vittima, il nostro è stato un atto di gioia» hanno commentato alcune ragazze dei collettivi Macao e Ambrosia. «Ogni anno in genere chiamano mille donne vittime di violenza a Milano che hanno bisogno di aiuto, il 30 per cento sono donne immigrate» spiega invece Marisa Guarneri della Casa delle donne maltrattate di Milano. Video di Alessandro Puglia

Sorgente: A Milano su le gonne in segno di protesta: “Un atto di gioia e libertà” A Milano su le gonne in segno di protesta: “Un atto di gioia e libertà” – La Stampa

Sinceramente non capisco cosa c’entri l’esibizione dei genitali con la protesta contro la violenza e il liberarsi dagli stereotipi. Da notare una cosa: spesso l’esibizione del sesso è, per gli animali, un richiamo per l’accoppiamento; non so quanto sia opportuno dire no alla violenza lanciando un forte messaggio di disponibilità ad accoppiarsi. Sotto la civiltà la scimmia “nuda” c’è ancora e i suoi istinti sono abbastanza forti. Personalmente ritengo sbagliato questo modo di “attrarre l’attenzione”. In primo luogo perché si lanciano messaggi ambigui “ciccio non toccarmi”/”ciccio ho voglia di essere toccata”, ambiguità che confonde ed in certi casi causa anche rabbia soprattutto se induce negli altri la sensazione di essere presi in giro. E spesso la sensazione di essere preso in giro è una causa scatenante di violenza. Non voglio giustificare i violenti e neppure gettare la croce sulle vittime ma sarebbe opportuno ricordare che il mandare messaggi ambigui in certe situazioni è un comportamento rischioso. Comportamento che non può e non deve mai giustificare l’aggressore ma purtroppo spiega bene perché la vittima è diventata tale.

Seconda cosa: tante chiacchiere contro la “donna oggetto” e poi ti vai a comportare da donna oggetto mettendo in mostra “la mercanzia”; ognuna è libera di comportarsi come vuole però, per me, deplorare e additare chi si comporta esattamente come te, ovvero i pubblicitari che piazzano la bonazza al solo scopo di vendere la vernice per il cancello (mi riferisco a questo spot), lo trovo un comportamento abbastanza ipocrita. Cioè il richiamo sessuale per far vedere che il detersivo lava più bianco è svilente e sessista mentre per far vedere che la protesta è più protesta è esaltante ed emancipatorio?

Un ultima cosa: vagina all’aria ma volto coperto, come mai? pudico esibizionismo?

Cioè se queste son le grandi proteste e le battaglie, sinceramente più che ad una protesta penserei ad una carnevalata con qualche giorno di ritardo e che la violenza, invece di essere un problema, non enorme come lo si vorrebbe far intendere ma comunque esistente, è solo il pretesto per qualche goliardata.

Ma forse è solo colpa del mio gretto materialismo maschilista (cit.).

 

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2 pensieri su “usare la “patata” per vendere la mercanzia; anche le femministe lo fanno (NSFW)

  1. A me ha sempre fatto schifo anche il gesto del rombo con pollici e indici uniti, che sembrebbe indicare che la persona che lo fa si identifica interamente con la propria passera e che la passera la rappresenta totalmente. Personalmente – e mi perdonerete se sembro eccessivamente immodesta – credo di essere e di avere qualcosina di più. Per inciso ho anche sempre capito poco il famigerato “è mia e me la gestisco io”: non so alle altre, ma a me nessuno si è mai sognato di contestarmene la titolarità, per cui non ci vedo molto senso a rivendicare qualcosa che nessuno mi contesta. A meno che lo scopo non sia quello di informare l’universo mondo che ce l’ho, vedi mai che trovi qualcuno interessato.

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