8 marzo sciopero delle donne…

…e  vuoi vedere che quel demente di deputato polacco ha azzeccato?

Ieri girando per la città ho visto i manifesti dello sciopero globale delle donne dell’8 marzo; quello che ho pensato è che gli anni ’70 son tornati di moda. Un sacco di lagne e di desideri utopistici, oltre che grandi masturbazioni mentali sui massimi sistemi ma nessuna proposta concreta tranne un #datecelisordi con il pretesto dei centri antiviolenza.

Trovo buffo che, nel punto due degli otto punti ad esempio, si parli di maschi e di violenza maschile quasi che la violenza femminile non esista.

la richiesta della piena applicazione della Convenzione di Istanbul contro ogni forma di violenza maschile sulle donne,

Dicono di lottare contro gli stereotipi di genere ma poi parlano solo di violenza maschile  e di donne vittime cadendo nel classico paradosso di chi da una parte annuncia di voler essere imparziale ed equidistante e dall’altra si rivela essere alquanto fazioso. La solita ipocrisia del “io non son razzista ma…”. Leggendo le altre richieste:

un reddito di autodeterminazione per resistere al ricatto della precarietà (“non accettiamo che ogni momento della nostra vita sia messo al lavoro”); per la libertà delle migranti; per l’aborto libero, sicuro e gratuito.

Tante richieste veterocomuniste da “principesse sul pisello” dalle richieste per il popolo alle richieste per le donne. Un patetico tentativo di contrabbandare i capricci per diritti; e come spesso capita se i capricci vengono spacciati per diritti qualcuno inizia a chiamare capricci i diritti.

Mi ha fatto ridere anche il punto numero sette.

Vogliamo fare spazio ai femminismi nel movimento.

Una manifestazione di un movimento femminista per far spazio ai femminismi nel movimento? e non lo state già facendo? O è il solito sogno proibito delle quote rosa per avere “poltrone agevolate“?

PS

Interessante leggere questo articolo dell’istat sugli infortuni nel lavoro; il numero di maschi infortunati è circa il doppio di quello delle donne. Eppure stranamente quel dato discriminatorio viene mostrato poco.

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6 pensieri su “8 marzo sciopero delle donne…

  1. A proposito di violenza femminile, in settori dominati dalle donne come il mio fa ridere vedere come la presenza maschile sia vista come una manna dalle donne, specialmente in posizioni di leadership. Avere una donna responsabile di cabina o di volo significa quasi sempre grane per le sottoposte, anche se ovviamente grane velate da paroline e modi molto rosa tipo “darling”, “babe” o “sweetheart”… Ho visto donne adulte scoppiare a piangere sul lavoro a causa dei vari mobbing delle cape oppure venire separate per timore di rissa, fra pari grado…
    Si potrebbe dire “Beh, è un caso particolare, è un ambiente a maggioranza femminile.” E concordo, ma questo non dimostra quindi che, se mai, violenze, bullismi, mobbing etc abbiano origine nell’abuso di potere, a prescindere dal genere? E come si spiega che poi, nello stesso settore, quando ci sono uomini leader, le donne sono molto più tranquille? 😀

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    • “quando ci sono uomini leader, le donne sono molto più tranquille?”
      Da quello che ho visto io, penso che il motivo sia che un uomo crescendo capisce che il dimostrare continuamente di avere “le palle” o meglio fare il maschio alfa tutto il tempo è inutile, che puoi limitarti a farlo solo nei momenti importanti e che quando non serve dimostrare il proprio ruolo, metterlo in mostra è solo un inutile spreco di energia.
      Una donna invece tende a pensare che se non dimostra continuamente “il potere” è come se l’avesse perso e prende qualsiasi sfida come una questione di vita o di morte.
      Un altro motivo è che l’uomo tende a delegare mentre la donna vuole controllare “tutto” e questo la porta ad invadere gli ambiti professionali degli altri, causando attriti inutili ed evitabili.
      Anche io ho visto che in ambito lavorativo spesso son le donne le peggiori carnefici di sé stesse.

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  2. Lo dici spesso che i capricci non sono diritti. Ed hai sempre ragione: non si rendono conto dei pericoli.
    Buffo che le quote rosa vengano invocate solo per lavori dirigenziali ma mai per lavori faticosi e pericolosi dove magari c’è una predominanza maschile. Queste donne mettono a repentaglio la dignità ed i diritti di tutti, ma in primis delle donne stesse.

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  3. Caro Shevatlas, io nel post che ho messo sul mio blog ho detto più o meno quel che dici tu, e quindi sono del tutto d’accordo con te. E’ l’ora di finirla con questo veterofemminismo alla Boldrini che è diventato anche patetico e assurdo, perché ormai le donne hanno raggiunto ovunque la parità, eppure continuano a sfondare porte aperte e combattere contro i mulini a vento. E’ vero che esiste la violenza contro le donne, ma esiste anche quella femminile contro gli uomini; forse provoca meno sangue ma certamente più angoscia e abbattimento, in chi si vede portare via i figli dall’ex moglie, che si prende anche la casa del marito per viverci con l’amante e il marito è costretto a tornare dalla madre o a dormire in macchina. Ma chi le dice queste cose? Perché i padri separati non si organizzano e fanno un bel corteo contro le violenze che subiscono da mogli e magistrati?

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