Fake nius e pessime leggi.

Si può contrastare la circolazione online di notizie false e contenuti inneggianti all’odio? La risposta, praticamente unanime in tutto il mondo, è: si deve. La grande incognita rimane il come, mentre ci si muove sul sottile e delicato confine fra protezione degli utenti e tutela della libertà di espressione in Rete. L’Italia adesso ha una proposta di legge per (provare a) sanzionare con multe fino a 10 mila euro e reclusione fino a due anni chiunque pubblichi o diffonda in Internet (ma non su testate giornalistiche) «notizie false, esagerate o tendenziose» o si renda responsabile di «campagne d’odio». Il testo con prima firmataria Adele Gambaro del gruppo Ala-Scelta Civica, ed ex Movimento 5 Stelle, è stato presentato ieri in Senato con sottoscrizioni bipartisan.

fonte: corriere.

Sinceramente, fuffari e cazzari vari mi stanno cordialmente sulle balle, ma penso che quella proposta sia per una legge inutile, censoria e controproducente. Inutile per tre motivi: il primo è che già esistono leggi che puniscono la diffusione di notizie false e tendenziose (art 656 c.p.), la diffamazione, la calunnia, l’esercizio abusivo della professione medica. Volendo intervenire gli strumenti legali per perseguire antivax e fuffari vari ci sono.

Il secondo motivo è che rimane facilmente aggirabile: il cherry picking di notizie vere ricade in quella fattispecie di reato? Io nel mio sito parlo solo di femminicidi, solo casi scelti, facendo intendere in maniera implicita che siano solo la punta dell’iceberg, commetto reato? Parlo di incidenti nucleari non parlando magari di mille altri incidenti legati ad attività industriali o di produzione di energia. Parlo del caso, reale, di Pippo che ha ricevuto danni da vaccino. Danni riconosciuti e risarciti da una commissione medica del ministero della sanità. Son tutti casi in cui uso il sito come “lente distorcente”, però come dimostrare la malafede? Per far giungere la gente a conclusioni false spesso son più utili le mezze verità opportunamente scelte che le balle clamorose.

Faccio un esempio con i vaccini; io qui pubblico una lista di casi in cui il vaccino ha realmente causato danni, danni riconosciuti da una commissione medica del ministero della sanità e pertanto da esso risarciti. E’ una notizia falsa? No, carte alla mano posso dimostrarne la verità. Può maliziosamente indurre le persone a ritenere che il vaccino possa essere più pericoloso del reale? Certo, senza ombra di dubbio. Si può dimostrare tale uso malizioso? Difficile, potrebbe sembrare un processo alle intenzioni; poi se passa l’idea che Tizio sia perseguibile perché Caio trae conclusioni “sballate” si arriva all’assurdo di non poter dire nulla per terrore che qualche fesso fraintenda.

E il terzo è legato alla struttura di internet; siccome la rete è trans nazionale, se io pubblico le mie notizie su un sito Russo o Turco o di qualche altro paese? come scoprire chi scrive nel sito veritavaccini.inv? rogatorie internazionali? E se le notizie vengono pubblicate da prestanome? I testi, delle fake news, vengono scritti da Mario Rossi e mandati a Ivan Drago che li pubblica lui a suo nome sul suo, di Ivan, sul suo sito russo? Chi commette il reato? Mario che manda una comunicazione privata a Ivan o Ivan che pubblica al mondo?

Per non parlare dei link; commette reato anche chi pubblica link alle pagine incriminate? fino a che livello di link si può arrivare? Tizio pubblica: “reato”, Caio pubblica un riferimento al sito di Tizio, anche questo è reato? Sempronio pubblica un collegamento al sito di Caio, sito che indicizza anche i contenuti di Tizio; commette reato anche Sempronio? Finirà che la legge verrà applicata “mentula canis” causa numero eccessivo, e praticamente impossibile da gestire, di persone e siti da controllare. Sinceramente una legge “praticamente inapplicabile” che quindi si presti ad applicazioni “ad arbitrio” la ritengo molto più pericolosa dell’assenza di una qualsivoglia legge.

Da notare anche che la legge “esclude” la stampa; domanda: e se io rilancio un articolo “fuffa” pubblicato da un quotidiano?

Censoria perché pretende il solito codazzo di regole e regolette di identificazione con pec ed altro, burocrazia inutile. Servirà ad ingessare la rete italiana e basta, nulli benefici e molte più inutili rogne. Poi non ci si stupisca se i contenuti migrano all’estero ed in italia come contenuti si avranno solo gattini e bimbominkiate.

La cura è molto, ma molto, peggio della malattia. La cura ideale dovrebbe essere la cultura che ti permette di capire i contenuti e riconoscere a colpo sicuro la fuffa, l’ideale sarebbe rendere più colta, realmente più colta no titoli regalati e no divise da “placcato cultura”, la popolazione. Ma ciò è, ovviamente, molto più difficile e molto più rompiscatole che tirar fuori una ennesima sequenza di divieti.

 

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