Non bocciare alle elementari ovvero del nascondere la polvere sotto il tappeto

Nei miei anni di insegnamento mi è capitato di vedere promossa gente negativa in tedesco storia geografia italiano matematica scienze disegno e tecnica, impegno zero, comportamento pessimo. Chi è promosso è convinto di essere all’altezza. Chi è convinto di essere all’altezza pretende, e se non ottiene, sfascia o si sfascia. Le “colpe della società” esistono, e partono da qui. Mi sono battuta per 36 anni contro le promozioni regalate, cercando di far passare il concetto che fuori dalla scuola poi c’è la vita, e quella non fa sconti a nessuno, e se non sei preparato ad affrontarla sono cazzi acidi: sono sempre stata sconfitta.
Barbara, un commento a questo articolo.

Ho ripreso il commento di Barbara visto che leggendo questa notizia mi è venuto in mente.

Bocciatura alla scuola primaria “discriminatoria, va abolita”. Su change.org l’appello alla ministra

Nella legge delega sulla Buona Scuola era inserito il divieto, ma Valeria Fedeli l’ha eliminato. E parte la rivolta di docenti e pedagogisti: “Chi di noi lavora nell’ambito scolastico o si occupa di formare i futuri maestri sa non solo quanti sono i respinti ma anche chi sono: figli di immigrati, ragazzi meridionali delle famiglie più povere, bambini rom. La scuola dovrebbe aiutare chi ha difficoltà”.

E il testo della petizione su change.org (chissà se Pepito Sbazzeguti, la troverà interessante). Grassetti miei

“Non bocciare. A quelli che sembrano cretini dargli la scuola a tempo pieno. Agli svogliati basta dargli uno scopo”. Sono passati cinquant’anni da quando don Lorenzo Milani scriveva queste tre riforme della scuola in “Lettera ad una professoressa” (…) la ministra Valeria Fedeli ha voluto reintrodurre la norma precedente ovvero “i docenti della classe in sede di scrutinio, con decisione assunta all’unanimità, possono non ammettere l’alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione”.

Casi eccezionali, da valutare attentamente caso per caso.  Sinceramente la stima per la Fedeli sta aumentando; non per fascismo ma perché uno dei modi migliori per perdere uno studente è mandarlo “allo sbaraglio”, senza che abbia il bagaglio minimo di competenze e capacità, in I media. Non bocciare alle elementari significa procrastinare alle medie la risoluzione di problemi che sarebbe meglio risolvere alle elementari. Faccio notare che la norma richiede unanimità e “casi eccezionali”, non parla un un generico “profitto non sufficiente. Quindi perché fare tutto questo casino? Non è che la bocciatura dello studente sia vista in realtà come una bocciatura del docente?

I cosiddetti casi “eccezionali” solo nell’ultimo anno scolastico 2015/2016 sono stati 11.071 e nell’anno precedente 11.866.
Chi di noi lavora nella scuola o si occupa di formare i futuri maestri sa non solo quanti sono i respinti ma anche chi sono: figli di immigrati, ragazzi meridionali provenienti dalle famiglie più povere, bambini rom.

Ecco il piagnisteo: i bocciati sono gli ultimi. cinicamente risponderei: e quindi? la bocciatura è una falsa soluzione, la soluzione reale l’aveva indicata don Milani “tempo pieno e strutture di supporto”. La promozione “per pietà” in realtà è una polpetta avvelenata; Pierino viene promosso alle elementari “per non essere discriminato” e in prima media, visto che è ignorante come una capra, cosa farà? quando lo si potrà fermare e bloccare finché non colma le sue lacune? al dottorato di ricerca?

Da notare comunque che tale petizione non chiede risorse aggiuntive e o percorsi di recupero per i ragazzi “con difficoltà” quanto di promuoverli, quasi che l’essere promosso trasmetta, per osmosi, le competenze che si dovrebbero avere per venire promossi. In pratica per diventare bravi a karaté basta indossare una cintura nera e sei immediatamente un maestro.

Oggi come ai tempi di don Lorenzo Milani “la scuola ha un problema solo: i ragazzi che perde”. La nostra scuola anche oggi perde il 15 % dei ragazzi.

Alle elementari? Non è che perde i ragazzi perché i predetti si rendono conto che un titolo “inflazionato” non vale il minimo sbattimento richiesto per prenderlo? Perché prendere il titolo, a cosa mi serve in pratica? Sarei molto curioso di conoscere la risposta che i tanti “guru” dell’insegnamento inclusivo darebbero a tale domanda.

Dietro questa percentuale noi vediamo i volti dei nostri bambini che non hanno certo bisogno di essere respinti ma di maggiore risorse umane, di insegnanti di sostegno formati, di educatori di strada, di una scuola più lenta, capace di ascoltare le esigenze di questi bambini, di captare le loro difficoltà e quelle delle loro famiglie.
Come scriveva Janusz Korczak noi dobbiamo “rispetto alle sconfitte e alle lacrime del bambino. Dobbiamo rispetto alla sua ignoranza”.
Come insegnanti e pedagogisti respingiamo l’idea che la nostra scuola dopo cinquant’anni non abbia ancora compreso che non può respingere nessuno alla primaria ma può solo far valere l’articolo 3 della nostra Costituzione anche per i bambini che sono cittadini alla pari dei “grandi”. E’ lo stesso don Milani ancora a ricordarci che “Se si perde loro (gli ultimi) la scuola non è più scuola. E’ un ospedale che cura i sani e respinge i malati” e che dobbiamo fare una sola cosa: “Richiamateli, insistete, ricominciate tutto da capo all’infinito a costo di passar per pazzi”.

Rallentare la scuola, non respingere significa non trasformare la scuola in un ospedale che cura gli ammalati e non solo i sani ma trasformarla in un ospedale che non cura gli ammalati e contemporaneamente fa ammalare anche i sani. Il declinare il “nessuno rimanga indietro” con un “guai a chi scatta in avanti” ha distrutto la scuola. La scuola è formazione non assistenza sociale; pretendere che la scuola si trasformi in un surrogato dei servizi sociali è nocivo e controproducente. La scuola non ha le strutture ed il personale per fare assistenza sociale, è giusto che la scuola lavori in sinergia con i servizi sociali per i casi delicati ma non è giusto che si sostituisca ad essi.

Da notare anche la presenta di un buon indicatore di fuffosità; il richiamo alla costituzione. Cosa BIP! c’entra l’articolo 3? In realtà quell’articolo non dice che tutti sono uguali come invece viene maliziosamente fatto intendere. Siamo tutti uguali quindi la richiesta di una laurea in medicina per iscriversi all’ordine dei medici ed esercitare è incostituzionale? Bene, domani chi va a farsi operare da tonteddu konk’e’linna, disoccupato analfabeta di Cagliari? Non spingete per favore.

Perché quindi questo pietismo. Pensando male, è un peccato ma ci si azzecca, credo che il motivo reale l’abbia trovato un commentatore del fatto.

Un’altra delle “genialate” di (persona che ha lanciato la petizione).
Il “ragionamento sindacale” è chiarissimo : Se non c’è bocciatura, non c’è valutazione dell’alunno e, per sommatoria, neppure dell’insegnante.
In questo modo i “maestri” alla (persona che ha lanciato la petizione) potranno dedicare il loro tempo ad altri interessi e scopi, oltre che continuare in classe a declamare le canzoni di Lucio Dalla e altre banalità di politica da bar, invece di insegnare italiano, matematica, geografia e storia, senza alcun timore di perdere l’unico valore della Scuola che a loro interessi : lo stipendio.
È il modo più sicuro per costruire futuri cittadini, saccenti e ignoranti come capre, dei quali questo povero Paese certo non difetta.
Del resto, piuttosto che insegnino (male) cose che mostrano di non conoscere, forse è meglio così.

PS

Giova ricordare anche un altra “fulminante” risposta ad un articolo analogo:

“Oggi abbiamo bisogno non di bocciature ma di risorse, di “promuovere” chi non ce la fa.”

L’autore si puo’ permettere di dire queste cose per via della sua posizione – seduto davanti a un computer.

Perche’ se la sua posizione fosse diversa, che ne so, disteso, con una forte luce bianca negli occhi e una voce vicino a lui che dice qualcosa come “Oh ragazzi, io ad anatomia proprio non ce la facevo, pero’ mi hanno sempre promosso perche’ i miei professori credevano in me e mi volevano incoraggiare, perche’ era giusto che tutti andassero avanti, anche quelli che non sanno leggere… e poi anche l’Ordine dei Medici ha deciso che il mio amor proprio, la mia autostima, il mio diritto a progredire erano piu’ importanti di quattro stupide tavole anatomiche, insomma io non mi ricordo quali sono i reni e quali i polmoni, magari datemi una mano voi se taglio il pezzo sbagliato, OK? Vabbe’, adesso incido, e che Dio ce la mandi buona…”, ecco, secondo me la penserebbe diversamente.

Un pensiero su “Non bocciare alle elementari ovvero del nascondere la polvere sotto il tappeto

  1. Non ti dico le baruffe col preside che continuava a dirmi che io devo fare lezione a livello del più debole. E gli altri? chiedevo io. Quelli in qualche modo ce la fanno lo stesso. Il che è una balla colossale: una volta che hai lasciato spegnere una mente brillante, non la riaccendi più. Lo scolaro che si annoia perché ripeti per la decima volta le tabelline quando lui sa risolvere le equazioni non lo recuperi più. Per non parlare delle statistiche con causa-effetto capovolti: non bisogna bocciare perché poi succede che non finiscono le medie e la sa una cosa? Fra i delinquenti è molto alta la percentuale di quelli che non hanno finito la scuola media. Un cazzo, caro preside: diventano delinquenti perché non hanno voglia di lavorare e preferiscono rubare o spacciare droga, che è la stessa ragione per cui si fanno bocciare.
    In Austria comunque, per bocciare si boccia, ma…
    https://lastejan.wordpress.com/2016/09/18/la-maestra-ossessiva-compulsiva-e-il-segreto-della-mamma-riccio/

    Piace a 1 persona

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