La parte interpretata sul palco e la persona che lo interpreta.

Sorgente: Fedez, gli autografi mancati e la banalità del rap – Il Fatto Quotidiano

È stata una mite signora di settantadue anni a denunciare il fatto, dopo aver visto bambini in lacrime di fronte al rifiuto di Fedex e J-Ax di firmare il diario o un foglio qualunque “perché solo i cd acquistati vengono firmati”. (…)

Ma giustamente la titolare della rubrica in cui la signora ha scritto, la giornalista Concita De Gregorio, ha chiesto a Fedez il motivo di quella scelta veramente deprecabile: e la risposta è, in sintesi, “è il sistema bellezza“. Migliaia sono le persone che vogliono un autografo o un selfie, dunque le regole del sistema prevedono che si firmino solo i dischi acquistati. Regole che, hanno puntualizzato i due, “non siamo noi a imporre”, invitando i bambini (affermazione ancora più scioccante), “a incazzarsi con i genitori”, presumibilmente perché non comprano il disco. (…)

La verità, mi viene da pensare, è un altra e cioè che a loro, questo sistema, fa estremamente comodo. La loro esistenza è diventata borghese: tra XFactor per Fedez, pubblicità a gogo, product placement di prodotti dentro i video, relazione sentimentale con fashion blogger (che per la verità sarebbe anche un fatto privato se non fosse costantemente esibito sui social), del rapper di un tempo è rimasto ben poco. Loro ci scherzano nell’ultimo disco, Comunisti col rolex, dove, appunto, il socialismo reale diventa il “social sempre meno sociale”, dove Bella Ciao si tramuta in “bella ciaone”, dove uno consiglia a l’altro di non farsi i selfie in barca che poi “vengono i ladri o gli ispettori di Equitalia”.

Ovvio, meglio l’ironia che niente. Ma non cambia nulla dello scempio morale di quella fila di bambini e quella frase, “dovreste incazzarvi con i genitori” per il mancato acquisto. Non si avverte nei due nessun guizzo morale, nessun moto di repulsa verso un sistema eticamente marcio. (…)

Io, a parte la caduta di stile sul “prendetevela con i genitori”, non vedo nulla di strano o di scandaloso. Fedez è J Ax son persone di spettacolo che “interpretano” il ruolo dell’alternativo antisistema, interpretano mica sono. Ai bambini e ai tanti wannabè ribelli alla Fedez questa sceneggiata fa bene, fa bene perché fa capire tante cose, soprattutto la differenza fra l’essere e lo spararsi pose.

La prima è che ci son differenze fra la persona impersonata sul palco e l’attore che la impersona; il personaggio è Fedez l’alternativo antisistema, la persona è Federico che come tutte le persone è attento al portafoglio oltre ad essere un ingranaggio perfettamente lubrificato del sistema. E questo dovrebbe essere noto a chiunque si sia reso conto che babbo natale non esiste. Mi spiace per la delusione dei bambini ma spero che tale esperienza sia salutare e faccia loro capire un poco come gira il mondo e che ci son differenze fra la realtà e quello che si vede nella televisione e nei media.

Penso che la definizione migliore se la siano data loro stessi con il titolo del loro disco: “comunisti col rolex” che spiega bene il “pessimo gusto” del prendetevela con i vostri genitori: noi siamo comunisti perché esaltiamo il comunismo ma mica lo vorremmo applicato, applicato soprattutto a noi.  Ogni tre per due blaterano di crisi, di colpe della politica, del consumismo, della vacutà di un epoca che non ti fa pensare all’essenziale e poi “ricattano” i bambini perché chiedano ai genitori di fare una spesa voluttuaria, il CD di fedez non lo vedo come bene primario.

Mi spiace solo per i tanti che ci cascano e confondono la parte recitata sullo schermo con la realtà. Sarebbe bello se si svegliassero.

 

 

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3 pensieri su “La parte interpretata sul palco e la persona che lo interpreta.

  1. Forse se il pubblico comprendesse la finzione ed il paradosso di cui è innamorato, io potrei non odiare a morte quei personaggi ed interpreti, ma solo dimenticarmi della loro esistenza.
    Cosí invece, i due, sono simbolo della stupidità di massa e creatori di stupidità al tempo stesso: situazione intollerabile per me. Spero che i bambini maltrattati cambino idea sui loro idoli.

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  2. Anche dal punto di vista “commerciale”, giocarsi dei potenziali acquirenti non mi sembra una furbata. Per il resto sono strafinti come quasi tutto il panorama rap italiano

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