E(in)voluzione della specie 2

Come prevedibile il movimento che urlava, in tutti i luoghi ed in tutti i laghi (cit.) “onestà onestà”, adesso che è nella stanza dei bottoni ed ha la possibilità di “essere disonesto”, sta lentamente virando verso il garantismo.

Mi chiedo cosa pensino di tali giravolte lo “sponsor” Davigo e il prode Travaglio; il bene contro il male, gli onesti (onestissimissimi) contro i marci corrotti della kas$ta è un argomento semplice alla portata di qualsiasi grullino. I sottili distinguo, l’avviso di garanzia a tizio è una condanna definitiva passata in giudicato, quello a caio invece è solo un avviso di indagine, credo siano un poco di meno comprensibili. Fossi in beppe starei attento che non nasca un moVimento di onesti, più onesti, che epureranno gli onesti disonesti.

Sorgente: M5S e magistratura, il codice di Grillo: “Grave una condanna, non un avviso di garanzia” – Politica – L’Unione Sarda.it

Beppe Grillo pubblica sul suo blog il codice di comportamento per i parlamentari del Movimento 5 Stelle, in particolare riguardo ai “rapporti con eventuali procedimenti penali”. (…)

Quando un portavoce grillino è coinvolto in un processo penale, scrive il leader, “il Garante del MoVimento 5 Stelle , il Collegio dei Probiviri o il Comitato d’appello compiono le loro valutazioni in totale autonomia, in virtù e nell’ambito delle funzioni attribuite dal Regolamento del MoVimento 5 Stelle, nel pieno rispetto del lavoro della magistratura”.
Se la magistratura condanna l’imputato anche solo in primo grado, la sentenza “è considerata grave e incompatibile con il mantenimento della carica elettiva”.
Ma, aggiunge Grillo, il solo avviso di garanzia non comporta “alcuna automatica valutazione di gravità dei comportamenti potenzialmente tenuti dal portavoce stesso”.

Giova ricordare quanto disse, a suo tempo in una intervista a Libero, Di Maio e notare come la sua “sparata” sia stata smentita dal boss. Chissà se rivendicherà le sue parole, le rimangerà o cercherà a furia di supercazzole di far intendere di esser stato frainteso.

Luigi di Maio, intervista a libero in data 21/12/2015

Allora è vero che è un giustizialista…
«Non sono a favore della presunzione d’ innocenza per i politici. Se uno è indagato, deve lasciare, lo chiedono gli elettori».

Ma se poi uno viene assolto?
«Si ripresenta. La questione etica è un’ emergenza da risolvere in via prioritaria. Il problema sono i tempi della giustizia, ma basta eliminare la prescrizione per andare presto a giudizio».

Non si dà troppo potere ai pm così? Basta indagare il politico sgradito e lui è finito…
«Non credo ai giudici politicizzati, anche se è vero che alcuni fanno politica. Sono quelli come Ingroia che ledono l’ immagine della magistratura, perché dimostrano la verità del teorema Berlusconi. Se uno si candida, deve lasciare la toga».

Anche i giudici però sono una casta. Guadagnano quanto voi, talvolta di più…
«Chi li critica dovrebbe prima tagliarsi lo stipendio come facciamo noi. E comunque i giudici che piacciono a me, quelli di frontiera, guadagnano il giusto».

Come dissi: se non si hanno armadi è facilissimo non avere neanche scheletri negli armadi. Ma quando invece gli armadi si possiedono…

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2 pensieri su “E(in)voluzione della specie 2

  1. E alla fine anche i pentastellati, come tutti i volenterosi dilettanti, hanno incocciato quel muro che segna il confine tra il mondo dei sogni e quello della realtà.
    Resta da vedere se lo supereranno, e nel caso come li cambierà.
    Forse in meglio, forse in peggio.

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