Senza i diplomifici, quindicenni italiani migliori di quanto dicano le classifiche – Repubblica.it

Notizia interessante; questo fatto si giustifica considerando che le scuole private, più delle pubbliche, fanno quello che i genitori vogliono. E se i genitori vogliono che Paolino, capra fatta e vestita, venga promosso a tutti i costi, anche se incapace di fare una O con il fondo di un bicchiere, si cercherà in tutti i modi di far promuovere Paolino.

C’è anche un secondo fatto: l’ocse, certifica il flop delle scuole private in italia, ma lo strumento per tale certificazione altro non sono che i tanto viturperati test invalsi. Sarei curioso di vedere quali acrobazie lessicali adotteranno i docenti della scuola pubblica per sostenere contemporaneamente sia la validità di tale analisi, sia l’inefficacia e la dannosità del sistema utilizzato per la raccolta dati.

Scorporando i dati delle scuole pubbliche e private, si scopre che i nostri studenti valgono molto di più di quanto dica l’analisi dei test Pisa su cui si basa la valutazione Ocse sull’istruzione in 75 Paesi

di SALVO INTRAVAIA

Senza i diplomifici, quindicenni italiani migliori di quanto dicano le classificheROMA – Senza i diplomifici le performance in Lettura e Matematica dei quindicenni italiani non sarebbero così negative. L’Italia scalerebbe la classifica internazionale di una decina di posti e si piazzerebbe sopra la media Ocse.  (…)

Ma l’Italia, rispetto alle prime edizioni, ha fatto sensibili progressi. E con i soli quindicenni delle scuole statali si piazzerebbe una decine di posizioni più in alto in classifica. In Matematica, il nostro Paese figura al 30° posto, ma senza contare i risultati dei quindicenni che frequentano le scuole private figurerebbe al 20° posto. Una piazza che porterebbe l’Italia dal 19° posto al 12° in Europa. Scavalcando i giovani francesi e portoghesi cha la superano nella classica globale. (…)

L’Ocse considera di fondamentale importanza per lo sviluppo economico di una regione le tre competenze su cui indaga ogni tre anni: comprensione del testo e competenze in matematica e scienze. “Dotare i cittadini con le conoscenze e le competenze necessarie per raggiungere il loro pieno potenziale, contribuire a un mondo sempre più interconnesso, e, infine, convertire le migliori competenze in una vita migliore è una preoccupazione centrale dei responsabili politici”, si legge nella prefazione al rapporto 2015. Anche perché i risultati delle indagini Ocse sulle competenze degli adulti “mostrano che quelli altamente qualificati – spiegano da Parigi – non solo hanno una probabilità doppia rispetto agli altri di trovare un’occupazione stabile ma hanno anche una probabilità tre volte superiore di guadagnare di più e di godere di una migliore salute come di agire nella vita sociale e politica come attori piuttosto che come oggetti di processi politici”.

Sorgente: Senza i diplomifici, quindicenni italiani migliori di quanto dicano le classifiche – Repubblica.it

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5 pensieri su “Senza i diplomifici, quindicenni italiani migliori di quanto dicano le classifiche – Repubblica.it

  1. interessante, grazie.

    anche senza le scuole del Sud il resto dell’Italia scalerebbe le classifiche: anzi le zone di eccellenza sono ai primi posti nel mondo.

    il vero problema del nostro paese sta nel fatto che anche i titoli di studio dati nelle sedi dequalificate hanno valore legale e, dato che il paese si regge sul clientelismo e non sul merito, sono poi i peggiori, spesso, che vanno ad occupare i posti dirigenziali.

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    • Molto probabile. Ci sarebbe comune da fare una riflessione sulla utilità dei diplomifici all’estero; ad esempio in USA dove il titolo viene “pesato” sulla base del valore dell’università sono inutili.

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  2. mah,io sono stato in una scuola privata e nn era un diplomificio,certo se per scuola privata intendi il CEPU (e similari)sicuramente è un diplomificio,ma lo sono già nelle intenzioni…e sarebbe reato,ma se perseguissero seriamente questo andazzo le scuole private,quelle vere sarebbero superiori alle statali.
    E’ anche vero che se l’asticella del merito è bassa anche la concorrenza nulla può sui risultati assoluti.

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    • Io ho frequentato sia scuole private che scuole pubbliche. Posso dire che le scuole private son di due tipi: da una parte quelle nelle quali vengono mandati i ragazzi perché “imparino” e quindi il livello medio di uscita è alto e dall’altra quelle dove vengono mandati i somari perché raggiungano un titoli, dove la parola d’ordine è “promuovere, promuovere, promuovere”. E purtroppo quelle del secondo tipo sono la maggioranza, anche perché è la maggioranza delle persone a preferire “titoli a sbattimento zero” rispetto a “scuole dove o impari o sei fuori”.

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