La mia previsione sul referendum

Fare previsioni è sempre un rischio ma può essere un gioco divertente come le scommesse.
Imho alla fine vincerà, anche se di pochissimo, il sì. Da cosa deriva questa convinzione?

Prima fatto: la macchina della sfiga della fazione del “No” sta funzionando a pieno ritmo. Prendere Dalema come sponsor è stata una vera genialata soprattutto per chi voleva mostrarsi come partito nuovo lontano dalla vecchia politica. Senza considerare che in nome della salvezza della costituzione si è creata una ammucchiata niente male che va da casa pound alla sinistra extraparlamentare passando per Salvini, Grillo e Bersani.

Secondo fatto: il motivo principe per il no al referendum è che Renzi sta sulle balle. Solo protesta e nessuna proposta. E questo spinge gli indecisi verso il sì oltre che a creare perplessità verso chi simpatizza per il no. Ok, vince il no e cade Renzi. Poi chi governa e con quale maggioranza? Vale la pena rischiare un salto nel buio solo per levarsi Renzi dalle scatole? Il movimento del no è solo un movimento di protesta ma non di proposta. Non hanno avanzato alcuna controproposta alle modifiche della costituzione fatte. Sembra che vada tutto bene con l’attuale costituzione. Ma il “tutto va ben madama la marchesa” lascia molte perplessità.

Terzo fatto: la veemenza degli attacchi verso chi si pronuncia a favore del sì o mette in dubbio il dogma della santità ed immutabilità della costituzione sta spingendo molti, che non vogliono perdere tempo in inutili litigi sui social, a tacere. Molti sembrano dimenticare che i risultati di un referendum dipendono dai voti nell’urna, e, nel caso di quelli abrogativi, da quanti vanno a votare. Non dipendono dai like su faccialibro. La situazione è simile al 2006 dove molti si vergognavano di dire che preferivano berlusconi all’ammucchiata “Prodi”. Pochissimi sostenevano pubblicamente Berlusconi nei social e i sondaggi davano il csx vittorioso con ampio vantaggio. Finì con un quasi pareggio.

Quarto fatto: fra un poco in un moVimento politico, punta di diamante del no, ci sarà “la notte dei lunghi coltelli“. “il delfino” sta sulle balle a molti ed ha fatto troppi svarioni per poter essere capace di reggersi da solo senza la stampella di Grillo. Una sconfitta sarebbe la pietra tombale per le sue ambizioni di premier in pectore oltre che un’ottima occasione per scaricagli tutte le colpe, presenti passate e future. Roma è stato un assaggio, adesso arriva il piatto forte. Come è già capitato con la sinistra. Ufficialmente il nemico era berlusconi e il centro destra, praticamente è molto più facile intercettare il voto di un deluso di un partito affine che il voto di un elettore di cdx. Ecco perché il nemico reale di Bertinotti non era Berlusconi ma Pecoraro Scanio e Diliberto. Idem fra gli stellini, il nemico è Renzi ma la pugnalata la tirerà chi è seduto nella sedia affianco.

Ecco perché penso che il sì sia sottostimato nei sondaggi mentre il no sovrastimato e di molto. Il 4 dicembre si vedrà se ho azzeccato oppure se ho preso una cantonata. Ai postumi (della sbornia) l’ardua sentenza. 🙂

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14 pensieri su “La mia previsione sul referendum

  1. Come mi auguro che tu abbia torto.
    Cercando di essere razionali:
    1. Ok D’Alema porta sfiga. Ma gli argomenti del No son convincenti, tipo la clausola di supremazia, ti pare una cosa sensata?
    2. se passa, con l’attuale legge elettorale ci prepariamo alla dittatura del partito di minoranza relativa che potrà in modo legale eleggersi presidente della repubblica, corte costituzionale e cambiarsi la costituzione a piacimento. Non è che renzi stia sulle palle è che se l’avesse proposto chiunque altro sarebbe già stato appeso al pennone più alto col marchio d’infamia dell’alto tradimento.
    3. la costituzione è stata cambiata un MARE di volte. Sedici per la precisione. Atro che immutabile http://blog.openpolis.it/2016/10/26/le-leggi-che-hanno-cambiato-la-costituzione-speciale-referendum/10765
    4. non mi esprimo su questo, non ho tempo di farmi le seghe mentali anche sui partiti che ho scelto di non seguire… 🙂

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    • 1) la clausola di supremazia altro non è che la risposta al “Nimby”; vedi questioni come la TAV, i termovalorizzatori, le trivelle… Spiace dirlo ma il comune di Roccafritta di sotto non può mettersi in mezzo per quanto riguarda le opere strategiche di importanza nazionale.

      2) l’articolo 138, quello che regola le revisioni della costituzione non viene toccato. Rimane l’obbligo di doppia lettura e la possibilità di chiedere un referendum confermativo. E per chiedere il referendum basta che lo chiedano un quinto dei membri di una camera.

      3) appunto; spesso in peggio. Eppure solo stavolta son saltati fuori i pasdaran della costituzione (pasdaran che spesso neppure la conoscono)

      4) Ti perdi le comiche…

      PS
      Se vince il sì occorrerà fare un monumento al leader Massimo, colui che rese possibile la vittoria del sì… 😀

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      • Mi tocco. Oh se mi tocco 🙂
        Punto 1 non è quello che credi perché basta togliere nel processo autorizzativo il ruolo del Comune. Già ora molte cose i comuni se le devono far andar bene, come per esempio cose come gli impianti di recupero oppure chessó l’organizzazione della sanità. Non serve toccare la Costituzione. Non voglio fare il dietrologo ma quando di una cosa non c’è bisogno reale significa che serve a qualcuno per fare scempiaggini.
        Due. Continuo a non vedere il motivo per il quale i cittadini dovrebbero consegnare tutto il potere ad un partito con “solo” il 30%, compreso quello di appropriarsi di tutte le istituzioni. Non per fare una Reductio ad ducem ma Mussolini ha preso il potere con una costituzione ed una legge elettorale meno favorevoli al primo partito. Io continuo a vederci della gran malafede
        3) appunto. Quando c’è la volontà la Costituzione l’han cambiata senza bisogno di referendum. Qui l’han fatto a colpi di maggioranza.

        Da ultimo ufficializza la nostra sottomissione alla burocrazia europea. Nessun altro paese europeo ha una cessione incondizionata di sovranità ad una istituzione così indefinita

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        • Il punto 1 serve per correggere il pasticcio della riforma del titolo quinto fatta da Dalema, un pasticcio che non fa altro che portare contenziosi su contenziosi. Quella riforma ha messo su un piano paritario regione e stato.

          Il punto 2 dipende dalla legge elettorale. Dalla porcata del Mattarellum l’italia ha avuto una sequenza di governi “morti” a causa dei partitini dello zerovirgola che si mettevano in mezzo alle scatole. Rivogliamo mastella ministro della giustizia o rivedere i capricci di gianfranco fini? Per superare ciò devi togliere al partito “piccolo” il potere di ricatto, il fatto che serva il suo zerovirgola per avere una maggioranza. Meglio pochi partiti grossi che una ridda di cespugli malati di protagonismo e pronti a mandar tutto a ramengo per visibilità. chi vince deve poter governare e poi essere valutato dagli elettori, non deve perdere tempo e risorse dietro al cespuglietto di turno.

          3) il colpo di maggioranza è capitato anche con le ultime due riforme: dalema e berlusconi, poi bocciata al referendum.

          4) L’europa è matrigna ma ha il pregio di non far fare troppo le cose all’italiana, e, sinceramente, preferisco la matrigna merkel al chiagni&fotti italiano. Posso dirti gli effetti devastanti che le norme europee hanno avuto su alcune satrapie della pubblica amministrazione… 🙂

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          • 1 – Ti dirò alla Lombardia essere equiparata allo stato ha portato qualche beneficio. Tipo chessò la sanità che oggi funziona MOLTO MOLTO meglio di quando la gestione era tutta romana. Io bramo una Lombardia libera ed indipendente da roma, qualsiasi cosa che riporta potere a roma mi è invisa. E questa riforma riporta di fatto tutto il potere a roma che per un qualsiasi vezzo il governo potrà imporre la clausola di supremazia. Quella roba lì proprio non mi va giù perché è praticamente CERTO che verrà usata come un’arma politica contro le amministrazioni locali di diverso schieramento.
            4 – Gli effetti positivi di una eurificazione delle satrapie italiche c’è stata anche senza sottomettere tutto il potere alle euro-burocrazie. Ancora una volta, NON c’è stato bisogno di cessioni di potere per avere un effetto positivo. NON c’è quindi bisogno di scrivere in costituzione che ci mettiamo a pigreco mezzi per ricevere le supposte di qualche burocrate di Bruxelles. Ora perlomeno possiamo ragionarci. Se passa, basterà un fax o una mail per rendere vana qualsiasi decisione del parlamento. O del governo.

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          • Da ultimo ufficializza la nostra sottomissione alla burocrazia europea. Nessun altro paese europeo ha una cessione incondizionata di sovranità ad una istituzione così indefinita
            La modifica dell’articolo 117 è “cosmetica”: era scritto “comunitario”, viene scritto “dell’Unione europea” semplicemente perché la Comunità Economica Europea non esiste più, ma esiste l’Unione Europea.
            Se la sottomissione c’è stata (e non lo è, a mio parere), non è di questa volta.

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  2. Ora perlomeno possiamo ragionarci. Se passa, basterà un fax o una mail per rendere vana qualsiasi decisione del parlamento. O del governo.

    Articolo 117 attuale:

    La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.

    Articolo 117 modificato:

    La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione Europea e dagli obblighi internazionali.

    Se il fax basta se vince il sì, basta anche se vince il no. Perché è una modifica “cosmetica”: non esiste più la CEE, ma esiste la UE. E, visto che parla di obblighi internazionali a pari dei vincoli dell’Unione Europea, basta forse un fax dall’ONU per vanificare una decisione del parlamento o del governo?
    Mi sembra un po’ uno straw men argument…

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  3. Articolo:

    Senza considerare che in nome della salvezza della costituzione si è creata una ammucchiata niente male che va da casa pound alla sinistra extraparlamentare passando per Salvini, Grillo e Bersani.

    Il che dovrebbe far riflettere su come il lavoro preparatorio della riforma sia stato inclusivo e attento alle proposte dell’opposizione.

    Secondo fatto: il motivo principe per il no al referendum è che Renzi sta sulle balle.

    Vero, impossibile negarlo.
    Molti andranno alle urne solo per questo. Ed è particolarmente interessante considerando che fino ad un anno fa Renzi era considerato quasi il salvatore della patria, sceso dal cielo scortato da una truppa di angeli danzanti.

    Solo protesta e nessuna proposta.

    Renzi si è curato di ignorare attentamente le alternative, perfino quelli del suo stesso partito. Ti stupisci se adesso tutti protestano facendo ammucchiata?
    Come detto,da parte sua è stato un errore grave ed ingenuo. La sana tattica del Divide et Impera gli avrebbe permesso un viaggio verso il referendum molto più agevole.
    Ma trovare compromessi è l’essenza del bravo politico.

    E questo spinge gli indecisi verso il sì oltre che a creare perplessità verso chi simpatizza per il no.

    E’ un tuo desiderio, suppongo….perché mancano le evidenze.

    Ok, vince il no e cade Renzi. Poi chi governa e con quale maggioranza? Vale la pena rischiare un salto nel buio solo per levarsi Renzi dalle scatole?

    Salto nel buio? Ma no.
    Il percorso è piuttosto chiaro.
    1- Vince il No, Renzi si dimette e si forma un governo di scopo (Franceschini in pole position e Silvio pronto a fare già il padre nobile. Ci scommetto una birra) che crea una nuova legge elettorale (che non sia incostituzionale). Si va al voto. Paralisi parlamentare e nuovo governo di coalizione.
    Ci sono solo due possibile sorprese:
    a. Viene scritta una nuova legge elettorale che garantisca governabilità (personalmente non ci credo. Nessun partito la farà con lo spettro della vittoria 5S nell’aria…)
    b. Che il solito psicodramma post-sconfitta del PD porti alla scissione.

    Il movimento del no è solo un movimento di protesta ma non di proposta. Non hanno avanzato alcuna controproposta alle modifiche della costituzione fatte. Sembra che vada tutto bene con l’attuale costituzione. Ma il “tutto va ben madama la marchesa” lascia molte perplessità.

    a. Giugno 2014. nel giro di poche settimane vengono silurati dalla commissione affari costituzionali:
    -Mario Mauro, reo di aver votato un emendamento di Calderoli che chiedeva l’eleggibilità diretta dei senatori (protesta ma non proposta).
    -Mineo, idem come sopra.(protesta ma non proposta).
    -Vannino Chiti per aver osato riproporre l’idea di Calderoli con un altro emendamento.(protesta ma non proposta)

    b.E ricordi il canguro? Una regola della Camera applicata al Senato per prassi,che tuttavia lo stesso regolamento (della Camera) specifica (art 85bis) che non può essere utilizzato durante un dibattito di modifica della costituzione? Senza contare che quella votazione è stata decisiva per la forma del bicameralismo.

    c.E dimentichiamo il fiume di giuristi costituzionali delle principali università italiane che hanno fatto proposte su proposte e sono stati sistematicamente ignorati? Caso vuole che proprio tutti questi giuristi si schierino ora per il no (protesta ma non proposta)

    Ne esce fuori un quadro desolante per quella che dovrebbe essere la legge fondamentale dello Stato e dei suoi cittadini.

    Terzo fatto: […] Finì con un quasi pareggio.

    Questo è molto probabile che stia accadendo, ed è molto triste. Ho l’impressione che sarà uno schema che si continuerà a ripetere nei prossimi decenni.

    Il quarto punto è invece un’ipotesi moooolto verosimile di quello che accadrà nel caso vinca il Sì.

    In ogni caso la stagione degli psicodrammi è alle porte. Vado a comprare i pop-corn

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    • “1- Vince il No, Renzi si dimette e si forma un governo di scopo (Franceschini in pole position e Silvio pronto a fare già il padre nobile. Ci scommetto una birra) che crea una nuova legge elettorale (che non sia incostituzionale). Si va al voto. Paralisi parlamentare e nuovo governo di coalizione.
      Ci sono solo due possibile sorprese:
      a. Viene scritta una nuova legge elettorale che garantisca governabilità (personalmente non ci credo. Nessun partito la farà con lo spettro della vittoria 5S nell’aria…)
      b. Che il solito psicodramma post-sconfitta del PD porti alla scissione.”

      Praticamente un nuovo Novembre 2011 con tinte di 2013. Meglio Renzi.

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  4. 1.

    1) la clausola di supremazia altro non è che la risposta al “Nimby”; vedi questioni come la TAV, i termovalorizzatori, le trivelle… Spiace dirlo ma il comune di Roccafritta di sotto non può mettersi in mezzo per quanto riguarda le opere strategiche di importanza nazionale.

    Il punto 1 serve per correggere il pasticcio della riforma del titolo quinto fatta da Dalema, un pasticcio che non fa altro che portare contenziosi su contenziosi. Quella riforma ha messo su un piano paritario regione e stato.

    Tutto si può dire tranne questo, dai.
    L’articolo 117, nei suoi primi commi, riordina (e dico, finalmente!) le competenze Stato/regioni. Però, su almeno 18 competenze concorrenti, solo 7 vengono affidate alle regioni. Senza scendere nel merito (alcune riassegnazioni sono sacrosante, altre meh) l’indebolimento del potere regionale a favore di quello statale è un fatto incontrovertibile, altro che parità.

    L’art 117 riassegna le grandi opere strategiche allo Stato. Quindi la clausola di supremazia come risposta a no-tav & co è pretestuoso.
    In ultimo la clausola stessa.
    Non mi piace per niente il metodo.
    Le regioni fanno qualcosa nelle LORO competenze che non mi va a genio? Io, il governo (bada: non il parlamento, il governo) chiedo che si possa travalicarle e fare a modo mio perché….interesse nazionale.
    Abbiamo una definizione operativa di interesse nazionale in costituzione? Direi di no.

    4.
    Più che guardare al 117, vi invito a dare un’occhiata all’articolo 55. Sul nuovo senato dice:

    […] nonché all’esercizio delle funzioni di raccordo tra lo Stato, gli altri enti costitutivi della Repubblica e l’Unione europea.

    Qualcuno sa dirmi cosa siano queste “funzioni di raccordo?” Non erano i governi gli interlocutori diretti dell’EU?

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