Associazione nazionale partigiani fascisti italiani…

In Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti
[Ennio Flaiano]

Stavo leggendo dell‘espulsione della Puppato dall’ANPI, imho una zappa sui piedi solenne che sputtana l’associazione e la spinge verso l’irrilevanza politica facendole perdere il suo status, per quanto farlocco, di associazione moralmente superiore.

L’argomento del contendere è, guarda caso, la riforma della costituzione. Riforma per la quale l’anpi, come associazione, ha sposato la causa del no.

Anpi-Puppato, bufera sul referendum
Espulsa, anzi no. «Ma ci rispetti»
Il presidente trevigiano Lorenzoni rifiuta l’iscrizione a Montebelluna: «Non siamo il Pd che ognuno fa quello che vuole»

«Il suo è stato un gesto poco corretto, perché chiedere la tessera in una sezione periferica dopo che la tua sezione te l’ha rifiutata?», dice il presidente provinciale dei partigiani citando tutti gli organismi direttivi dell’Anpi che hanno votato quasi all’unanimità la contrarietà a questa riforma. «L’Anpi si è schierato per il “no” perché ha il dovere di difendere la nostra costituzione. Ognuno ovviamente vota come vuole nel segreto dell’urna, ma non accettiamo soci che fanno propaganda attiva contro la nostra associazione e i suoi principi. Per questo quando mi arriverà il tesserino di Puppato glielo rispedirò indietro coi soldi che ha versato. Noi non siamo il Pd dove ognuno fa quello che vuole, le decisioni dell’Anpi si rispettano».

Fascismo puro: dove è scritto, nello statuto dell’ANPI, che gli iscritti devono rispettare le direttive politiche decise dal direttivo? In una associazione per farne parte basta “condividere” gli scopi dell’associazione, non c’è scritto “credere obbedire e combattere” per il direttivo. L’anpi non ha nello statuto l’opposizione a qualsiasi riforma della costituzione. Il direttivo può votare per la messa al bando della birra da parte degli iscritti, ma sta compiendo un abuso bello e buono visto che lo statuto, la costituzione della società, non consegna loro tale potere.

L’ANPI ha sbagliato a prender parte nella contesa politica sulla costituzione, ha sbagliato perché se diventi “in partes” perdi lo status di super partes e non puoi lamentarti se l’altera partes tira schiaffoni. Senza considerare che questa espulsione, con le sue motivazioni, fa a cazzotti con lo spirito della costituzione, costituzione che dicono di voler difendere.

Puppato ha accolto con amarezza le parole di Lorenzoni. «Difendo questa riforma costituzionale, alla quale ho lavorato a lungo», dice. «Penso che essere partigiani oggi sia dare a tutti la libertà di manifestare il proprio pensiero. Queste sono scelte scellerate, quasi leniniste: a sentirle, qualche partigiano si rivolterebbe nella tomba. (…) Il clima che si respira oggi in Anpi è molto triste».

Leninisti… ROTFL…

Nel pomeriggio di giovedì, nel mezzo della bufera, il mezzo dietrofront dell’Anpi. «Nessuno espelle nessuno, i nostri iscritti sono liberi di votare sì ma non facciano la campagna elettorale contro il no» ha precisato il presidente dell’Anpi di Treviso, Umberto Lorenzoni.

Perché gli iscritti non possono esercitare i loro diritti politici come prevede la costituzione? L’ANPI è una associazione apolitica o è un partito? Se è un partito allora lo dica chiaramente ma poi non cerchi di ammantare di “super partes” la sua azione politica.

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3 pensieri su “Associazione nazionale partigiani fascisti italiani…

  1. La vicenda Puppato a me conferma una cosa che ho sempre pensato: delle associazioni di combattenti dovrebbero far parte solo i combattenti veri e non “i simpatizzanti”. Oggi l’ANPI vanta 120000 iscritti (ok, dopo l’affaire Puppato saranno 119999) ma il mio sospetto è che la maggior parte di questi (tra cui la stessa senatrice) la Seconda Guerra Mondiale l’abbia saltata – aggiungo: per loro fortuna – non essendo ancora stati nemmeno concepiti quando la guerra si concluse.

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  2. riflessione acuta e condivisibile, ti poni e poni ai tuoi lettori domande spinose, il problema è che l’ANPI, aldilà dello statuto e dei nobili intenti sbandierati è, di fatto, un movimento politico, in quanto tale predica bene e razzola male esattamente come tutti gli altri movimenti attaccati al cordone ombelicale del potere.

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