la lotta contro la felicità

L’unica cosa rivoluzionaria oggi e’ la FELICITA’.

era uno dei leit motiv dei post di Uriel, almeno quelli dell’ultimo periodo. Devo ammettere che non ci credevo, cioè pensavo che le persone che “lottavano strenuamente contro la felicità degli altri” fossero o i soliti rompicoglioni patologici, quelli il cui unico fine di vita è di rompere le scatole al prossimo, oppure fossero quelli a cui fa comodo avere orde di incazzati da usare come carne da cannone per le loro conquiste, vedi ad esempio i sindacalisti cui interessa avere uno stuolo di clientes invece che risolvere realmente il problema o i wannabe sindacalista che si son visti la loro oceanica manifestazione completamente eclissata da quattro gatti che si son trovati a ballare felici in piazza. Morto il drago cosa ci sta a fare San Giorgio?

Devo ricredermi; ho trovato un esempio di lotta strenua contro la felicità altrui, gente che non riesce ad essere felice, ad accontentarsi di ciò che ha ma che deve spaccare le scatole al prossimo per dimostrare che le sue scelte sono le migliorissime del mondo, quelle più buone equosolidali ecocompatibili, e deve dimostrarlo lottando strenuamente contro le altre idee. Qualcuno vuole giocare a soft air nei boschi? La sequenza di motivazioni contro il softair va dal ridicolo (disturbo della fauna, come se gli escursionisti levitassero a un metro da terra) al patetico (adulti che giocano, e si divertono, come bambini invece di cospargersi di cenere e affliggersi per tutti i danni che stiamo facendo a Gaia).

Questo articolo mi ha aperto gli occhi: una sequenza di fatti scollegati e usati in maniera pretestruosa che cercano di dimostrare come halloween sia il male e che solo nel rito della rivoluzione anticontroboicottara equosolidale ci sia la salvezza dalle fiamme dell’inferno. La conclusione dell’articolo è illuminante:

I giovani dovrebbero capire che il boicottaggio, la sobrietà e il consumo critico sono gli atti più anticonformisti e ribelli che esistano, le sole vere azioni concrete per marciare controcorrente. Atti concreti che fanno paura ai potenti del mondo. Altro che vestirsi da fantasmi.

Solo il fedele che lotta contro satana avrà la salvezza, penitenziagite (duepuntozero) che il secolo è giunto pentitevi…

Mi spiace non condivido, penso che l’usare l’ecologia non come valore positivo: una maggiore tutela della natura ma come maglio per lottare contro chi vuole andare a divertirsi in un bosco sia nocivo in primo luogo all’ecologia stessa. Da notare come molti siano diventati sempre più ecofondamentalisti all’aumentare della sensibilità ecologica della media delle persone. Perché? perché l’ecologia non era un valore positivo ma un’arma. Ma questo alla fine getta fango sui valori positivi che si vorrebbero portare avanti, anzi li trasforma in negativi. E il marciare intruppati controcorrente seguendo il guru anticontroboicottaro di turno non è un essere anticonformisti e ribelli, è semplicemente essere pecore che seguono docilmente un altro pastore. E non farete mai “numero” per spaventare i potenti della terra. Come ha dimostrato un certo moVimento, l’intestardirsi ad essere i puri più puri, a vivere nell’idealismo completamente avulsi dalla realtà significa diventare una setta dove si passa il tempo a fare a gara a chi è più puro e quindi ha il dovere morale di epurare i suoi vicini meno puri. Un branco di pasticcioni non ha mai fatto paura a nessuno.

PS

Da notare come quelli che si lagnano di halloween: festa europea trasformata nella festa di ognissanti, che veniva festeggiata in tutta europa e che è stata trasformata in festa commerciale, siano i primi a spaccare le OO che si debba accogliere come festa il Ramadan, le feste indiane, cinesi, giapponesi e aborigene.

Per la cronaca, questè è la descrizione della festa de “su prugadoriu”, svolta a Seuì, un comune della sardegna, e che dimostra come Halloween non sia una festa importata e costruita a tavolino.

Seui, Su Prugadoriu
Ogni anno, in occasione della commemorazione dei defunti, si rinnova la sagra de “Su Prugadoriu“, antica tradizione che si svolge nella caratteristica cornice del centro storico di Seui.
Alla suggestione di un ambiente pressoché intatto, fanno da contorno una serie di iniziative che rievocano le peculiarità di questa ricorrenza legata al culto delle anime.
La festa richiama infatti alla memoria l’usanza dei bambini di andare per le case chiedendo un’offerta per le anime del Purgatorio, al fine di alleviare le loro pene. L’ antica tradizione si ripropone attraverso la rappresentazione delle espressioni proprie della cultura seuese e legate al mondo agro-pastorale.
Per l’occasione è possibile visitare gli antichi “mangasinus” in cui vengono allestiti degli spazi espositivi delle lavorazioni artigianali tipiche del territorio ogliastrino e della barbagia di Seulo. In tali ambienti si possono inoltre degustare vini e formaggi della produzione locale.
Il contesto in cui si svolge la sagra rappresenta sicuramente una delle ragioni che rendono particolarmente appetibile l’appuntamento. L’atmosfera che si vive è quella del borgo medievale tra il chiaroscuro di luci soffuse e l’antica tradizione dei mastri. E’ un rivivere come un déjà vu la propria storia, le proprie radici e le proprie tradizioni.

 

 

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Un pensiero su “la lotta contro la felicità

  1. Io sono contento dell’esistenza della Maggiori. Lo scontento rompicoglioni da lei rappresentato nei suoi articoli è la forma più purificata di fan dei manettari, lettore del Fatto Quotidiano, elettore di Possibile o m5s.

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