Accordo fra ministero della pubblica istruzione e mcdonald

Il ministero dell’istruzione ha siglato un programma con 16 grosse organizzazioni commerciali in Italia, fra cui McDonald, per l’alternanza scuola lavoro e subito son partite le polemiche.  Polemiche che non capisco; il sapere come ci si relaziona, in ambito lavorativo, con colleghi e superiori, il vedere come si opera e come si ragiona in ambito lavorativo, l’iniziare a capire cosa sono le mansioni, quali sono le consegne, come si organizza il lavoro, come ci si relaziona con i clienti, sono capacità utili in tutti gli ambiti lavorativi e son capacità che la scuola, per ovvi motivi, non può insegnare. Quindi ben venga il vederle dal “vero” iniziando da subito a rendersi conto di cosa sia il mondo del lavoro, quali siano le sue logiche e i suoi modi di comportarsi.

Tutte cose positive, perché allora ci son state tante reazioni scomposte? Quelle degli anticontroboicottari si possono spiegare facilmente, loro sono contro per principio a qualsiasi cosa, ma le altre, soprattutto da parte di docenti e personale scolastico? Cosa c’è di sbagliato, per loro, nell’alternanza scuola lavoro?

La risposta, sconfortante, la forniscono i commenti all’articolo del fatto:

poi mi dovrete spiegare cosa troverete di innovativo, formativo ed utile per un ragazzo dei Licei che studia latino, matematica, greco, filosofia o storia relazionarsi con avventori e adolescenti indecisi tra il cheese o il fish burger!…ahhh dimenticavo..il concetto di istruzione e di formazione nell’era Gelmini-Giannini è molto ben definito: ignoranti esecutori di ordini ma ben educati ed obbedienti; infatti i nostri ragazzi che vogliono studiare criticamente e fare ricerca se ne devono andare all’estero! ben venga quindi l’istruzione italiana in salsa Mc Donald!

la domanda che mi porrei davanti a questa obiezione sarebbe: ma un liceale cosa sa fare di utile per il mondo del lavoro e perché un datore di lavoro paghi il suo stipendio? Quanta gente va al ristorante per parlare di Cicerone e di Hegel con il cameriere invece che per mangiare? Arrivati a 16/17 anni si dovrebbe iniziare a capire che si paga per avere quello che si vuole e non che quello che non si vuole si cerca di non pagarlo. Quanta gente va al ristorante e quanta va dal latinista per disquisire sulle orazioni di Cicerone? Se si afferma che il liceo serve solo ad imparare a studiare all’università si sta implicitamente affermando che il liceale che non riuscisse a laurearsi è solo un fallito incapace di lavorare. E questa per i licei non è una buona pubblicità.

Altri invece battono sullo schiavismo:

Io feci la mia prima esperienza – allora si chiamava “Lavoro Estivo Guidato” – a metà anni ’90. Poi ho avuto dei ragazzi in “alternanza scuola-lavoro” dove lavoravo io.

La mia opinione: le aziende lo fanno per avere manodopera a costo 0. Ed il valore formativo dell’Alternanza Scuola-Lavoro è pari al costo del lavoro: 0.

Tra l’altro è ovvio: le aziende NON investono in personale, ed in questo disgraziato paese NON l’hanno mai fatto. Quindi quando possono avere personale a costo 0 pagato dalla collettività, ci sguazzano.

Le aziende investono nel personale, i lavori nei quali basta manodopera a costo zero son lavori a bassissimo valore aggiunto, lavori nei quali non ci puoi fare affidamento. Dove puoi essere sostituito in qualsiasi momento e non hai alcun potere contrattuale. Lavori che è utile riconoscere per evitare.

Molti docenti non son mai usciti da scuola, si son limitati a spostarsi da un lato all’altro della cattedra. Logico che del mondo del lavoro fuori dalla scuola non hanno alcuna esperienza diretta, che non hanno mai toccato con mano cosa vuol dire lavorare in altre realtà produttive fuori dal mondo della scuola.

Basta leggere la dichiarazione della CGIL sulla vicenda:

Qualcuno mi deve spiegare che coerenza ci sarebbe tra il piano formativo di un liceo, di un tecnico e McDonald’s? Non mi risulta che vi sia chissà quale sistema di relazione nei loro ristoranti a parte la vendita dei panini. Si è perso il connotato didattico di questo aspetto della formazione; pur di trovare una collocazione ai ragazzi li si manda dal colosso americano”.

Capacità relazionali? conoscenza del mondo del lavoro? vedere come si organizza il lavoro, come si gestisce il personale? per il sindacalista CGIL non contano nulla? E questo dimostra quanto in realtà conoscano del mondo del lavoro che non sia l’orticello della scuola. Pensare che McDonald significhi solo vendere panini è come dire che insegnare significa solo aprire il libro e leggere da pagina X a pagina Y.

Grassa ignoranza e autoreferenzialità spinta, due dei più gravi problemi della scuola. Problemi che vengono evidenziati proprio dall’alternanza scuola-lavoro.

Infatti sindacati e docenti spesso non la vogliono proprio perché vengono portati alla luce quei difetti e ciò causa effetti deleteri. Uno di questi è che l’output della scuola viene valutato e giudicato quando ancora gli studenti son dentro la scuola e possono “protestare” contro il docente, cosa non molto piacevole.  Se lo studente capisce che il docente sta insegnando solo cavolate inutili, la credibilità del docente finisce sotto zero.

Un altro è il confermare, negli studenti, che la scuola è spesso avulsa dalla realtà; ad esempio a scuola conta il voto solo il voto. Hai preso 8 hai fatto tutto. A lavoro invece il voto, soprattutto se dato da altri, vale poco. Ad un colloquio di lavoro non ti chiederanno quale è il tuo voto ma chiederanno altre cose::

-> cosa sai realmente fare?
-> come puoi dimostrarmi che sei capace di farlo ?

e, in più, c’è anche una domanda implicita:

-> che valore aggiunto porteresti alla mia azienda; perché dovrei assumere proprio te?

Molti studenti, e docenti, non si rendono conto di quanto sopra, pensano e fanno pensare, che tutto si limiti al voto ed ad avere la sufficienza. E questo porta al non aspettarsi le domande di sopra ed al non essere in grado di rispondere. Con la logica conseguenza di porre qualche ombra sul risultato del colloquio.

Concludendo: reazioni scomposte all’accordo fra ministero e multinazionali mostrano come sia improcrastinabile, per la scuola, un robusto bagno di realtà.

 

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4 pensieri su “Accordo fra ministero della pubblica istruzione e mcdonald

  1. Hegelismo culturale all’ennesima potenza. La scuola italiana è ostaggio di due correnti di pensiero: la gentiliana, che sostiene che coloro che studiano non devono sporcarsi le mani (mai sia che il pargolotto si rompa un’unghia e non sappia ripetere a memoria il primo capoverso della Divina Commedia), e la fancazzista, quelli cioè che “la vera scuola è la scuola della vita” e i libri sono perdita di tempo.

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