Coppie scoppiate omosessuali e casini con i figli

fonte:http://www.ilgiornale.it/news/madre-lesbica-lascia-moglie-e-scappa-donatore-sperma-1314227.html 

Donna lascia la moglie e scappa col padre biologico di sua figlia
Il caso tra Canada e Gran Bretagna spacca l’opinione pubblica: “Troppo politicamente corretto, non è caso sui diritti gay ma su cosa sia meglio per la piccola”

Madre lesbica lascia la moglie e scappa con il padre biologico della bimba. Sembra l’incipit di un romanzo rosa e invece è il caso che sta spaccando l’opinione pubblica inglese, sullo sfondo delle cocentissime polemiche sulla tematica delicatissima dei matrimoni e della genitorialità gay.

Anche perché ora Lauren Etchells, la protagonista dei fatti, denuncia: “La bimba sta meglio con me e con suo padre, troppo politicamente corretto attorno a questa situazione”.

Ha rotto il silenzio, la Etchells insegnante che dal Canada che è scappata in Gran Bretagna per rifarsi una vita con l’uomo che ha donato lo sperma per far nascere la piccola, di soli due anni, che aveva avuto nell’ambito della relazione con Tasha Brown a cui s’era unita in matrimonio. La donna ha rivendicato, come riporta il Daily Mail citando la lettera che la Etchells ha inviato al Times, l’opportunità della sua decisione di portare via con sè la piccola: “Si sta montando il caso attorno ai diritti dei gay e non a ciò che possa essere meglio per la piccola. Mi dispiace ma occorre che si badi alla realtà dei fatti: la bimba sta meglio qui con me piuttosto che rimanere ciechi e intrappolati nel politicamente corretto e nelle maglie della burocrazia. Sgretolarle la famiglia davanti agli occhi, separarla dalla madre, dal fratello e dall’uomo che lei conosce come il padre significherebbe causarle danni psicologici pesantissimi che verrebbero fuori durante la crescita”.

È una storia, questa, che si sviluppa quasi completamente online. Sulle strade virtuali del web, la Etchells e la Brown si incontrano, si conoscono, si amano e decidono di sposarsi. Quindi, dopo il matrimonio, decidono di avere un figlio. Sarà la Etchells, più giovane, a farsi carico della gravidanza. Le due donne riprendono i sentieri di internet e si imbattono in un giovane, Marco van der Merwe che si dichiara disponibile a donare il suo seme. Tra i due nasce qualcosa di profondo. La Brown, temendo il peggio, chiede e ottiene un ordine che impedisca alla moglie e al ragazzo di lasciare il Canada con la bambina. I due, però, fuggono poco prima della notifica e nel frattempo mettono in cantiere un altro figlio, che sarà un maschietto.

Che dire? prima cosa: casini simili nel caso etero ne capitano a bizzeffe, di casi in cui un genitore prende prole e bagagli e scappa all’estero impedendo all’altro di vedere la prone ne son capitati e ne capiteranno a bizzeffe. La notizia non è interessante per quello, anche se le protagoniste sono lesbo, ma perché fa porre un paio di domande scomode, domande spesso coperte dalla coltre di miele del politically correct e dalla religione dell’ammmore.

  • La bambina, che ovviamente non ha alcuna colpa, di chi è figlia? sicuramente del genitore biologico-legale, la madre che l’ha partorita, e poi di chi? della partner della madre che legalmente l’ha adottata oppure del padre biologico? Una questione da azzeccagarbugli non da poco.
  • La ex partner della madre che rapporti deve avere con la bambina? ha diritto di vederla e di essere genitrice di quest’ultima?
  • Legalmente il padre biologico della pupa che diritti “giuridici” ha sulla bambina?
  • E soprattutto: in questa situazione di adulti che bisticciano, cosa sarebbe meglio per la bambina?

Non voglio entrare nel ginepraio della questione se sia giusta o sbagliata l’adozione gay o i giochi con la fecondazione medicalmente assistita, vorrei solo portare la riflessione su due aspetti che emergono con forza dalla vicenda.

Il primo è che le “cosacce” che capitano nel caso etero possono capitare anche nel caso “omosessuale”; se un caso di “cosaccia” che capita con una coppia etero è sufficiente a condannare tutte le coppie etero allora il caso sopra riportato condanna, allo stesso modo, le coppie omosessuali(1) . Che le coppie “omo” fossero solo miele, dolcezza e ammmore è una balla colossale. Hanno più o meno le stesse dinamiche di coppia delle coppie etero. .

Il secondo è che chi paga questa situazione è in ogni caso la bambina, allontanata dalla “zia” o “mamma2” che dir si voglia e adesso contesa fra mamma e mamma2. Purtroppo, come nel caso etero, chi paga le stupidaggini degli adulti son proprio i bambini.

Piaccia o no il risultato di certi giochi con la fecondazione medicalmente assistita dovrebbe essere un bambino, che non è un tenero cucciolotto puccioso ma un essere umano con diritti inderogabili fra cui anche quello di non essere considerato merce o di proprietà di Tizi* invece che di Cai*. Ed è inutile e patetico negare questo fatto accusando di “omofobia” o di oscurantismo.

(1)Volgarmente; se generalizzi a cazzo allora poi non offenderti se i tuoi sottili distinguo non son colti.

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6 pensieri su “Coppie scoppiate omosessuali e casini con i figli

  1. Non conosco i dettagli della storia ma mi sembra di capire che il padre biologico non sia proprio un “donatore e basta”. La madre dice che la bimba non va separata “dall’uomo che lei conosce come il padre”, quindi o questa si è separata dal padre biologico per andare con l’attuale compagna, oppure ha usato la fecondazione assistita e ha presentato il donatore come padre alla figlia, in quella che è una follia degna di un film/commedia di basso livello :O

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    • io da quello che ho capito è che lei stava con l’altra lei, viene l’idea di avere un pupo, cercano un donatore di cui poi la madre biologica finisce per innamorarsi e con cui scappa portando via la figlia alla madre “legale”.

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      • Si, e già sarebbe abbastanza incasinato. Ma qui la madre biologica ha presentato il donatore alla figlia come “padre”, che è una grossa scorrettezza nei confronti della compagna E della bambina. Facile adesso dire “non è giusto che la bimba stia lontana dal padre” ma è stata proprio lei a configurare questa “persona” come “padre”. Aberrante 😀

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        • Che la madre “biologica” si sia comportata in maniera scorretta è pacifico, che la bambina sia stata considerata un pupazzetto di proprietà di chi l’ha partorita anche, e che la bambina paghi, pur non avendo colpa, l’idiozia degli adulti pure.
          Sarei curioso di sapere come andrà a finire la vicenda sia dal punto di vista legale; la bambina oltre che della madre biologica di chi è “figlia legale”? e di come le norme potranno gestire situazioni simili, che potrebbero capitare anche in futuro.

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  2. La bambina, che ovviamente non ha alcuna colpa, di chi è figlia? sicuramente del genitore biologico-legale, la madre che l’ha partorita, e poi di chi? della partner della madre che legalmente l’ha adottata oppure del padre biologico? Una questione da azzeccagarbugli non da poco.
    Anche rimanendo in casi “semplici” ovvero senza coinvolgere gay/trans e similia, una persona ha 5 figure, 2 padri (biologico e sociale) e 3 madri (genetica, di parto e sociale).
    Ovviamente possono essere la stessa persona in combinazione multipla: in un parto naturale i 2 padri e le 3 madri saranno uniti nelle stesse persone, se c’è affitto dell’utero con o senza donazione di ovulo le madri diventano due – sociale+genetica e di parto e il padre rimane uno se non c’è donazione di seme, altrimenti diventano due. Una legislazione ben fatta dovrebbe comprendere tutte queste situazioni.

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    • Infatti. Una delle critiche che facevo all’adozione “particolare” è che prima di pensare ad autorizzare simili “adozioni” si dovrebbe prima o almeno contestualmente dare precise indicazioni di legge per gestire situazioni simili; dal punto di vista “legale” che rapporti, che diritti ci sono fra il bambino e gli adulti partecipanti? Tizietto ha diritto di conoscere chi ha gentilmente messo a disposizione i gameti o no? chi ha portato a termine la gestazione? E se la “gestatrice” durante la gravidanza cambia idea? se cambia idea l’aspirante genitore? Non son questioni da poco.

      PS Il giornale non ne parla ma, da quello che ho letto, forse hanno fatto l’eterologa “fai da te”; la mamma ha fatto sesso, all’antica, con il babbo magari fatto risultare “sconosciuto” e la bambina è stata adottata dalla compagna della madre. Due riflessioni: roba per avvocati ce ne è un sacco, e in certe situazioni il “fai da te” è l’anticamera del disastro.

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