Costituzione, razzismo e piagnisteo.

No, la titola(1) non riguarda la presidenta della camera pro tempore, mi riferivo invece a questo articolo pubblicato dal fatto quotidiano. Devo dire che non mi trova affatto d’accordo, troppi piagnistei, le invocazioni alla costituzione, santa santissima quando parla di diritti e da ignorare invece quando parla di doveri. Alla fine il numero di citazioni della costituzione sta diventando un buon ndice per individuare la fuffosità dell’articolo. (grassetti miei)

Rom: cara ministra, oggi a scuola mio fratello scoprirà di essere diverso dagli altri

Cara Ministra,

lei di me non sa neanche il nome, non sa dove abito, non ha idea di come trascorro le giornate. Io invece, oggi, accompagnando mio fratello al suo primo giorno di scuola ho subito pensato a lei, alle maestre, a questo imponente edificio che voi chiamate “scuola”, che oggi rivedo dopo tanti anni e che continua a intimidirmi. (…)

Che i bambini delle baraccopoli non siano fatti per la scuola, infatti, lo pensano in molti. Lei lo certifica nelle “Linee guida” agli insegnanti quando scrive di noi che sembriamo “poco inclini a prestare attenzione al discorso rivolto dall’insegnante all’intera classe e ciò richiede di impostare percorsi di apprendimento specifici e personalizzati”. Non abbiamo nulla da replicarvi perché il coltello dalla parte del manico ce l’avete voi.

Ce l’avete quando, numeri alla mano, ci accusate di evadere la scuola dell’obbligo. Ma la scuola incoraggia i bravi e abbandona chi non ce la fa. Quando ho smesso di frequentare la prima media nessuno è venuto a bussare alla porta della mia baracca. Pensate di comprendere i problemi della scuola ma non avete la pazienza di mettere gli occhi sulle statistiche. Allora le cifre si mettono a gridare contro di voi.

Ci sarebbe anche un altra domanda da porsi: perché i genitori non hanno continuato a mandarlo a scuola? Lo Stato è stato omissivo nel controllo ma questo non giustifica che ci siano state omissioni anche da chi, per legge, ha la responsabilità di mandare il bambino a scuola ovvero i genitori e/o i tutori. Questo è emblematico di un modo di pensare molto italiano: se io faccio una cazzata la colpa, della mia cazzata, non è anche mia; la colpa è solo di chi, omettendo di controllarmi, non mi ha impedito di farla la cazzata. Maturità significa anche dover ammettere le conseguenze delle proprie scelte senza cercare di scaricare le colpe ad altri. Che nessuno sia venuto a chiedere è grave, ma parimenti grave è che i genitori invece di mandarti non se ne siano curati. Minimo c’è un concorso di colpa.

Seconda cosa: non puoi usare la “specialità” solo a seconda della convenienza; se i bambini rom son bambini come tutti gli altri allora è giusto che vengano trattati sempre come tutti gli altri, se son bambini che necessitano di un percorso “personalizzato” di inserimento nel mondo scolastico allora è giusto che lo abbiano il percorso “personalizzato”. Lamentarsi di essere considerati diversi per il “percorso” e contemporaneamente lamentarsi se si viene considerati uguali è una contraddizione bella e buona.

(…) Ma se tutti i bambini nascono uguali e se in seguito non lo sono più, è colpa anche della scuola. La Costituzione, quando parla di mio fratello, che oggi inizia la scuola, dice che è compito della Repubblica “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Ma la scuola di oggi, quella che voi chiamate “buona”, ha più a cuore i programmi scolastici che la Costituzione.

La costituzione prevede diritti e prevede doveri. Nell’articolo molti commenti hanno chiesto come sarebbe dovuto intervenire lo stato? Se fosse stato il caso di un bambino italiano sarebbero intervenuti i servizi sociali e se i genitori, è compito dei genitori mandare a scuola i figli piccoli, si intestardivano a non mandarlo a scuola si sarebbe potuti arrivare alla perdita della patria potestà temporanea o definitiva.  Cosa sarebbe successo se si fosse intervenuti in questo modo? Tanta gente si sarebbe precipitata in strada a battersi il petto ed urlare al razzismo ed allo stato fascista che ruba i figli dei poveri, siamo seri. Per rimuovere certi ostacoli, purtroppo, non si può prescindere dall’usare una ruspa; qualcuno che va a prendere il pupo per portarlo a scuola anche contro il volere del bambino e dei genitori. Quando si esauriscono tutte le altre strade lo stato deve usare le maniere forti? Questa è la domanda che l’articolo implicitamente pone e alla quale evita di dar risposta per lanciarsi, in quello che ritengo essere, uno sterile piagnisteo.

(1) Siccome la titola riguarda la presidenta, per la neolingua, deve andare alla genera femminile. Cfr Boldrini – Orwell,  Neolingua Italiana, Crusca Edizioni.

Annunci

7 pensieri su “Costituzione, razzismo e piagnisteo.

  1. Una volta i genitori non si facevano tutte queste menate. Si sacrificavano per mandare a scuola i figli, e questi a loro volta (non tutti) si sacrificavano. Se c’era da fare dei chilometri, si facevano. Ora si vuole la scuola sotto casa? E gli insegnanti personalizzati? Alibi, solo alibi, perchè la verità è che di sacrificarsi non ha più voglia nessuno, ed è molto più comodo dare la colpa agli altri, al sistema, ai cattivi. Che le cose siano da migliorare, e forse da ribaltare, sono il primo a dirlo; ma da qui a non mandare a scuola i figli prendendosela con lo stato, e attaccandosi alla costituzione solo quando fa comodo… eh no, qui non ci siamo proprio. Cosa voleva dimostrare l’house organ dei 5s con questa storia edificante? Va bene che tutti i giorni bisogna riempire pagine, ma…

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...