Cosa sta capitando a Roma?

Nulla è impossibile per colui che non deve farlo di persona.
[Legge di Weiler]

La profezia di “cassandra” Taverna, che Roma fosse un trappolone per il movimento, si è rivelata vera. Ha portato alla luce tutte le contraddizioni di un movimento che fa bandiera dell’antipolitica e pensa ingenuamente che basti essere onesti e trasparenti per far bene.

Amministrare una città delle dimensioni di Roma non è uno scherzo: tanti soldi, tante esigenze, tanti “portatori di interessi”, siano essi leciti e legittimi o fuori dalla legge, tante situazioni in cui il pensare in “binario” bene contro male porta alla catastrofe. Per gestire politicamente Roma occorre la politica. Certo occorre anche in situazioni più piccole però le situazioni più piccole sono anche più facili da gestire e da risolvere anche con soluzioni raffazzonate; nelle situazioni grosse invece le magagne della soluzione raffazzonata saltano fuori immediatamente.

Campare di slogan: “onestà”, “trasparenza” è facile quando non hai potere e non puoi essere chiamato ad attuare quello che dici e rispondere delle tue azioni, quando la decisione più critica è decidere se prendere una pizza quattro stagioni oppure una caprese puoi permetterti di trasmettere in streaming tutto e menarla con la trasparenza assoluta. Quando invece devi prendere decisioni che “impattano” molto occorre molta più cautela, come tristemente se ne stanno rendendo conto i grillini. La casa di vetro in molti casi è solo una pura utopia.

Il moVimento altro non era che un partito che mirava a diventare il partito di opposizione permanente, quello che è stato il PC per quaranta e passa anni; posizione comoda perché si poteva mangiare quando servivano accordi “sottobanco” ma senza doverci mettere la faccia e con il vantaggio di poter continuare a fare le verginelle. I problemi del moVimento infatti son nati quando hanno vinto “troppo” per limitarsi a stare all’opposizione lamentandosi di non poter fare nulla. Solo che se miri a fare il partito di opposizione permanente, come ad esempio erano Rifondazione o i Verdi, succede che quando vinci non convinci, ne come forza di governo ne come opposizione credibile. Dopo la vittoria del 2006, alle successive elezioni del 2008 entrambi i partiti, insieme a IdV, il partito degli onesti onestissimi, PdCI (il mio comunismo è più lungo del tuo) e cespugliame assortito sono morti uccisi dalle proprie contraddizioni.

Sfortunatamente per loro, hanno promesso troppo rispetto a quanto si poteva, umanamente, mantenere e adesso, cinicamente, gli avversari rinfacciano le loro promesse mancate. Senza considerare anche la profezia di Nenni. Pietro Nenni disse: “attenzione, a fare a gara a fare i puri (Dima) spunterà fuori qualcuno (Dibba, Fico) più puro che ti epura”.

Gli stellini o riescono a diventare un partito, perdendo l’ala anticontroboicottara dell’antipolitica oppure esploderanno sotto il peso delle loro contraddizioni, raggiungendo IdV, Rivoluzione Civile e tanti altri al cimitero dei partiti degli onesti.

Un politico, serio e capace, con visione tattica e strategica e capace di efficaci azioni di governo. L'altro è Luigi Di Maio.
Un politico, serio e capace, con visione tattica e strategica e capace di efficaci azioni di governo. L’altro è Luigi Di Maio.

 

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