Cartoni politically scorrect

Stavo discutendo con Zharthas dei cartoni animati giapponesi del periodo 1975-1985. Serie “storiche” che, da bambino, mi erano piaciute molto e che riviste adesso si colgono molti significati e messaggi che, da bambino ingenuo, non venivano colti. Penso però che se qualche serie venisse trasmessa oggi verrebbe fatta a pezzi da tante passionarie del politically correct.

Prendiamo le serie che vennero censurate per prime, il filone dei robottoni. Uno dei “topos” dei cartoni di robot era l’invasione da parte degli alieni e il robot “buono” che mena come un dannato. Cioè arrivano gli alieni e invece di accoglierli come risorse apprezzando i loro usi e costumi li si mena a furia di pugni atomici e alabarde spaziali.

Contro i Vegani dal 1978…

Roba da scandalizzare tante anime candide. Per non parlare della violenza e della crudezza di certe serie; Zambot3 dove il nemico colpisce deliberatamente la popolazione usando anche sistemi terroristici, le incomprensioni e il voler cercare di scaricare le colpe sui buoni, l’ingratitudine delle persone che i buoni cercano di aiutare e,

(spoiler)
il sacrificio di quasi tutti i buoni, si salvano veramente poche persone tutti gli altri si sacrificano compresi i due copiloti dello Zambot
(/spoiler)

Per non parlare di altre serie oramai entrate nel mito: Gundam e il suo mostrare le reali crudezze della guerra (i pampini, nessuno pensa ai pampini).  Capitan Harlock, un pirata, un fuorilegge in lotta contro il governo terrestre e contro un popolo di sole donne: le mazoniane, roba da urlare al femminicidio da qui fino a Tokio. Anche serie più leggere come Daitarn3 possono essere viste come sessiste: il protagonista con due, bellissime, donne come comprimarie. E tanta violenza, giustificata nella trama, ma troppa per le anime candide dei pampini che devono credere di essere ancora nel paese dei balocchi.

Per non parlare di altri “anti” eroi, lupen III un ladro abilissimo ossessionato dalle belle donne e puntualmente gabbato dalla bella Fujiko (Margot in alcuni doppiaggi), oggi genererebbe migliaia di girotondi contro il berlusconismo subliminale. Lady Oscar, una donna allevata “da uomo” che gioca molto sull’ambiguità sessuale, come la “Principessa Zaffiro (ribbon no kishi)” di Osamu Tezuka. O Lamù, una sexy aliena che vive avventure con un allupato cronico come Ataru.

Planet O, la prima sigla ha forti allusioni al sesso.

Se trasmesse oggi penso che scatenerebbero un sacco di polemiche, molte ma molte di più di quante ne generarono quando vennero trasmesse per la prima volta, per poi essere scaricate sulle reti private locali visto che le reti “grosse” come Rai e Mediaset trasmettevano serie più edulcorate anche se pesantemente “modificate” per evitare polemiche e allusioni. Come nel caso di “Orange Road” è quasi magia Johnny.

Un vero mito, mica le sciacquette di non è la rai… 🙂

 

Vedevi la crudezza, vedevi la violenza, vedevi anche la sessualità. Vedevi molti aspetti della realtà che cercavano di non farti vedere. Oggi invece tali aspetti vengono nascosti e censurati. Il non offendere nessuno è diventato un dogma di fede(1). Tutto deve essere mieloso e zuccheroso.

E forse è anche a causa di questo voler nascondere la realtà e i suoi aspetti “dolorosi” che molti pensano di vivere ancora nel paese dei balocchi.

Il capostipite dei “real robot” oltre che padre di una lunghissima serie.

(1) Può aver senso se significa essere più sensibili ma è una idiozia colossale se si intende come il dover accontentare le pippe mentali di chiunque.

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2 pensieri su “Cartoni politically scorrect

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