Ma il politico si elegge da solo?

Una delle cose che più mi fanno girare nei social son le polemiche gratuite verso i politici, quasi che denunciare le turpi colpe dei politici serva a lavarsi la coscienza delle proprie piccole miserie.

Lo sto vedendo adesso, ad esempio, nella vicenda Alcoa: è tutto un piagnisteo contro la politica che ha affondato il territorio, la politica che non ha permesso lo sviluppo, la politica che non interviene, con pesanti incentivi ovviamente, per evitare la chiusura dell’alcoa. Sinceramente un par de balle; il prendersela contro la politica è solo un facile modo per lavarsi la coscienza per chi ha approfittato della situazione preferendo continuare a campare di cassa integrazione e incentivi che chiedendo che si investisse nel territorio. Da quelle parti lì son quaranta e passa anni che vengono eletti sempre gli stessi politici. Sarà anche gente capace di tenere corsi di malvagità a satanasso ma non si sono eletti da soli; da quelle parti c’è una maggioranza di elettori che li ha “democraticamente” eletti.  E adesso che se li goda. Posso accettare le proteste di Caio che lui quelli non li ha votati ma quando vengono eletti con percentuali pari al 60% significa che la maggioranza in quel comune, in quella provincia li ha scelti. E adesso paghi il fio della sua scelta e si prenda le colpe di averli eletti, magari iniziando anche a votare qualcuno di diverso. Altrimenti si è conniventi e si fa solo la figura dei giuda pronti a rinnegare quanto fatto fino alla sera prima per rifarsi la verginità. I soliti 40 milioni di fascisti che il 9 di settembre si son scoperti essere partigiani antifascisti da sempre.

In democrazia l’elettore è re, ma questo significa anche le la responsabilità della scelta dell’eletto è della maggioranza degli elettori, se la maggioranza elegge un incompetente arraffone poi ci si trova un incompetente arraffone ad amministrare. Può capitare di eleggere un incompetente, un arraffone, un imbecille. Non c’è nulla di vergognoso a farlo, capita di sbagliarsi nel giudicare come si comporterà una persona. Quello che è invece è sbagliato è continuare a votare la persona e contemporaneamente lagnarsi del suo comportamento. Se Tizio è stato eletto la prima volta ed ha fatto disastri può essere plausibile che la maggioranza degli elettori di Tizio abbia fatto un errore. Se Tizio viene rieletto a larga maggioranza, come alcuni satrapi locali, allora la colpa del comportamento di Tizio è di chi l’ha votato in maniera da farlo rieleggere, ovvero di una larga fetta di elettori nel comune, provincia, regione. Ed è ipocrita pensare di mondarsi dalla colpa scaricando tutte le colpe presenti passate e future su Tizio. Siete stati i suoi clientes quindi evitare di fare gli infantili o le neotenie politiche e iniziate ad ammettere che Tizio altro non è che la conseguenza dei vostri comportamenti e dei vostri desideri segreti. Se non si inizia a capire che il problema non è il politico arraffone ma i suoi affezionati elettori che lo voteranno e rivoteranno sempre, non si andrà avanti.

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