sul numero chiuso, lettera al fatto quotidiano

Arriva il periodo degli esami di ammissione all’università e, puntualmente, parte la polemica su chi sostiene che sia un diritto per un diplomato potersi iscrivere a qualsiasi corso di laurea desideri e chi invece sostiene che “solo i capaci e meritevoli” hanno diritto di andare avanti non chiunque.

Il FQ ha aperto le danze pubblicando la lettera di una liceale al presidente Mattarella riguardo al numero chiuso.

Caro presidente Mattarella, mi chiamo C. R.* e ho 18 anni. Ho frequentato per cinque anni il Liceo Classico Europeo Convitto Cutelli di Catania, che prevede lo studio di due lingue e il diploma di maturità francese. Mi sono impegnata costantemente negli studi, frequentando anche il conservatorio e riuscendo ad avere ottimi risultati. Mi sono appena diplomata con il massimo dei voti e la lode. Avendo deciso di proseguire gli studi, ho presentato domanda d’ammissione per la facoltà di medicina. O, perlomeno, questo pensavo di fare.

Nonostante sapessi che per accedere alla maggior parte delle facoltà italiane è d’obbligo sostenere un test d’ammissione, mi consolava il fatto di avere studiato durante il mio percorso di studi le materie inerenti alla facoltà che avevo scelto. Con i professori avevo, infatti, in questi cinque anni, seguito un percorso che mi aveva portato ad avere conoscenze generali della biologia, della chimica, della fisica e della matematica. Ero quindi serena nell’affrontare il ripasso in estate, dopo aver conseguito il diploma.

Purtroppo, mi sono resa conto che la difficoltà di questi test di medicina sia superiore alle capacità di un qualsiasi ragazzo liceale. Le conoscenze e le abilità richieste sembrano essere più adatte a un laureando piuttosto che a un diplomato. Come riuscire ad avere la preparazione adatta per potere superare questi test tanto temuti?

Strano, se la preparazione è superiore alle capacità di qualsiasi liceale come mai, negli anni scorsi, molti liceali sono stati ammessi? Tutti laureandi in biologia? in tal caso mi aspetterei una età degli ammessi particolarmente elevata.

La risposta è semplice. Esistono corsi a pagamento che aiutano, sin dal quarto anno di liceo, a studiare nel modo corretto per entrare all’università. I costi sono molto alti e non tutte le famiglie possono permettersi quest’impegno. Tuttavia, questo business sembra essere completamente in disaccordo con l’articolo 3 della Costituzione, il quale afferma che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. L’articolo 34 ribadisce che “i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”.

Il solito lacrimevole richiamo alla costituzione. Esistono dei corsi che insegnano, dal I anno delle superiori a studiare correttamente per entrare all’università: si chiamano licei e son servizi forniti dallo stato italiano. Ovvio che se il liceo non funziona o funziona male non fornisce la preparazione che avrebbe dovuto fornire e quindi occorre integrarla con corsi a pagamento. Lo scandalo non son quindi i corsi a pagamento quanto il fatto che il liceo non abbia funzionato. E le prove che il liceo, nel caso dell’autrice della lettera, non abbia funzionato son scritte nella lettera:

  1. Il voto di diploma non significa nulla, basta vedere le polemiche perché i voti della maturità son mediamente più alti dove invece i risultati invalsi son mediamente più bassi. E la domanda da porsi è: “quanto significa come misura il voto di diploma”. Cara C.R. quel 100 e lode significa poco, molto poco.
  2. Chi è capace e meritevole non deve deciderlo lo studente ma altri, non ti sei data da sola il voto di diploma. I requisiti per essere capaci e meritevoli son scritti nel bando.
  3. Il problema non è il test “insormontabile”, il problema sono i licei che non preparano gli studenti ma si limitano ad illuderli di essere preparatissimi, e temo che l’autrice sia incappata in uno di questi casi.

Avevo molta voglia di aiutare il mio Paese, viverci e sostenerlo per farlo diventare migliore, ma il sistema italiano mi sta costringendo ad andare all’estero. In Belgio (dove ho deciso di andare a studiare), così come in altre nazioni, l’ammissione all’università non è preclusa a nessuno studente. Il test da sostenere ha soltanto un valore orientativo, e la vera selezione avviene sul campo, mediante gli esami finali del primo anno di studi. In questo modo si può verificare chi è in grado di sostenere i ritmi di studio universitari e andare avanti.

Ti trovi bene in belgio, benissimo vai a studiare in belgio. Sarei curioso di sapere poi come va a finire, perché se non hai le basi, e il test serve a verificare se lo studente possiede le basi minime per capire cosa dice il docente universitario, difficilmente vai avanti.
Un errore che fanno molti è pensare che l’istruzione funzioni per cicli chiusi, che alle medie non si debba partire da quello che si sarebbe dovuto fare alle elementari ma si debba ripartire da zero, così come al liceo e all’università. Sbagliato. L’università parte da dove ha finito il liceo, e se il liceo non ha finito è compito dello studente colmare le sue lacune. E invece di prendersela con chi verifica le sue conoscenze sarebbe meglio che se la prendesse contro chi tali conoscenze non gli ha permesso di farsele.

Lo Stato italiano finisce per precludere il diritto allo studio, abusando del proprio potere. È lecito, infatti, dire che chi segue tali corsi, ricevendo un’adeguata preparazione per i test, trascura il liceo. Io ho preferito dare il massimo del mio impegno per ottenere quella preparazione e quella cultura voluta dal sistema scolastico italiano. Ma ho capito che il mio livello base non è sufficiente per essere ammessa alla facoltà di Medicina. Sosterrò comunque gli esami il 6 settembre, e non so quale sarà l’esito. Ma il sistema riesce a demoralizzare i ragazzi prima ancora che questi si mettano alla prova con gli studi.

Perché, perché invece di fare matematica “hard”, logica e comprensione del testo (in tutte le materie), scienze e fisica al liceo hai fatto altro? erché ti hanno dato una leggera infarinata e ti hanno fatto credere di essere bravissima? è stata una tua scelta ed è giusto che tu ne paghi le conseguenze. Hai scoperto tardi di non essere preparata come credevi ma la colpa non è del test, che si limita rivelarlo. Queste polemiche contro i test mi ricordano tanto le scenette dove le persone in sovrappeso invece di dar la colpa alla dieta ed allo stile di vita davano al colpa alla bilancia.

L’esistenza di questi corsi di preparazione a pagamento è contraddittoria con il sistema scolastico italiano e anticostituzionale.

Perché? è vietato fare ripetizioni per colmare lacune che lascia il liceo?

Sarebbe compito della Repubblica, quindi, assicurarsi che i test vengano aboliti o semplificati, per permettere a tutti gli studenti di accedere agli studi universitari, in tutte le facoltà. La nostra Costituzione prevede uno specifico impegno dello Stato, articolo 3, comma 2: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Il silenzio dello Stato al riguardo ha favorito la fuga delle menti migliori, che cercano e trovano l’apprezzamento per i loro meriti e le loro fatiche in Paesi stranieri.

Se io non riesco a fare il salto abbastanza in alto per vincere la medaglia allora è giusto abbassare l’asticella? prima o poi una asticella ad altezza giusta si trova. E parliamo anche del mitico estero. I giornali spesso danno una immagine distorta, perché parlano solo di chi ha avuto successo non di chi partito credendo di diventare, non appena atterrato CEO di qualche multinazionale è finito a lavare i piatti nel ristorante “da tony”.

Un ultima cosa, la costituzione va letta tutta non solo le parti che convengono. Il terzo comma dell’articolo 34 è chiarissimo. “I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi”. I capaci e meritevoli non tutti. Se proprio devi incavolarti, non incavolarti perché l’asticella è troppo in alto, incavolati perché lo stato invece di mandarti un allenatore capace ti ha mandato un incompetente che ti ha fatto credere che 60 cm di salto in alto era una misura da record olimpico.

Signor presidente, la cultura non si preclude a nessuno, perché è quella che permetterà a questo Paese di stravolgere i sistemi malfunzionanti e risorgere in un periodo di prosperità. Conto nella sua grande sensibilità e nella sua figura di garante della Costituzione, affinché ogni giovane italiano come me abbia il supporto dello Stato nella scelta del suo futuro.

Uomo di paglia, nessuno vieta di studiare quello che si vuole, non devi essere iscritta all’ordine dei medici o in medicina per leggere i testi. Se vuoi acculturarti puoi farlo. Qui in realtà si parla di cultura ma si intende il pezzo di carta. E il diritto al pezzo di carta non è scritto da nessuna parte nella costituzione.

Con rispetto,

C R

PS

Alcune chicche dai commenti all’articolo.

Io ho appena deciso di voler fare il calciatore, ma esistono solo scuole di calcio a pagamento e per arrivare in serie A avrei dovuto frequentarle con costanza da bambino. Ho preferito impegnarmi negli studi scientifici ma ora non posso fare il calciatore, e questo va contro il diritto di uguaglianza sancito dalla costituzione. Inviterei Mattarella a dare a tutti la possibilita’ di fare almeno una presenza in seria A, o ai prossimi mondiali, abolendo l’incostituzionale selezione del commissario tecnico, affinché ogni giovane italiano come me abbia il supporto dello Stato nella scelta del suo futuro

***

….sono andata su Eduscopio e ho scoperto che: 1) il Liceo Classico Europeo Convitto Cutelli si colloca al 9° posto in una graduatoria di 14 licei classici presenti sul territorio di Catania e provincia. La cosa più interessante però è l’indice FGA della scuola: 57,9. Se prendiamo i Licei classici di Torino e provincia, troviamo anche qui 14 Istituti e al 9° posto troviamo l’Istituto Sociale che però ha un indice FGA di 72.85. Ricordo che l’indice è ricavato dalla media dei voti del primo anno di università e dai crediti ottenuti. 2) Se andiamo a vedere la percentuale di abbandoni e di non iscritti all’università dopo l’ esame di maturità vediamo che al Cutelli sono il 39% , al Sociale l’8%. Se qualcuno obietta che il Sociale è una scuola privata, scendo di una posizione e trovo il Convitto Nazionale Umberto I con un indice FGA di 72,3 e un tasso di non inscrizione e abbandono del 13%…..esattamente 1/3 rispetto al Cutelli……Non cito i voti di maturità perché non sono affidabili…..continua…..

* nome omesso per evitare eventuali rogne con la privacy.

2 pensieri su “sul numero chiuso, lettera al fatto quotidiano

  1. Il problema con il ciclo chiuso è che hai l’impressione di rifare sempre le stesse cose. Rifai una base di grammatica, rifai la storia dagli uomini primitivi sino a dove riesci ad arrivare… non capendo che si studia ad altri livelli, con un differente grado di difficoltà, o di immersione nella materia, possibile grazie alla preparazione precedente.

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