Sulla morale dei politici

In Svezia un ministro, pizzicato alla guida con un tasso alcoolemico superiore a quanto stabilito dalla legge si è dimessa, e nei commenti all’articolo è tutto  un esaltare il senso civico degli svedesi e dei loro ministri e lamentarsi che in italia i ministri e i parlamentari non si dimettano mai, neppure quando vengono  pescati con prostitute in un coca party. Insomma il solito coro sdegnato: svezia civile italia cacca pupù.

Ma perché avviene ciò? Molto probabilmente la ministra, se ricandidata, non sarebbe stata votata, anzi il partito sarebbe stato punito dagli elettori per averla candidata. Si potrebbe pensare che, siccome in italia non abbiamo elettori ma abbiamo tifosi, tifosi che qualunque cosa compia la squadra del cuore in ogni caso la votano, il candidato del partito sia ininfluente.

Ma c’è anche un altro motivo più profondo. La “fiscalità” in alto si riflette immediatamente nella “fiscalità” in basso e viceversa. Mi è capitato di sentire il caso di un ente pubblico che, per i suoi scopi, stipulava contratti di servizio con privati. Entrambi rispettavano in maniera “lasca” gli adempimenti del contratto. Ovvero in cambio della chiusura di un occhio su certe clausole del contratto da parte dell’ente anche i privati chiudevano un occhio su certe clausole. Ovviamente se uno dei due inizia a fare il fiscale con il contratto, anche l’altro inizierà a fare il fiscale. L’italiano però non vuole leggi fiscali per tutti, vuole leggi draconiane ma da applicare con intelligenza. (ovvero chiudere un occhio se mi conviene, aprirne altri cinque se invece mi nuoce).

E se il piccolo è il primo a pretendere che le leggi vengano applicate “con intelligenza” poi con che faccia pretenderà che vengano applicate in maniera fiscale al grande? Il rischio è che arrivino a stanare anche il piccolo, piccolo che invece di accettare le conseguenze delle sue azioni fa invece partire il piagnisteo.
Emblematico il canone rai dentro la bolletta elettrica. Il piccolo si lagna per l’evasione delle tasse e delle imposte, e il canone rai purtroppo lo è.  Che il canone sia una tassa ritenuta ingiusta e ingiustificata mi trova molto in accordo ma, fino a quando non viene abolita bisogna pagarla. E adesso che il governo ha tirato fuori l’uovo di colombo per stanare gli evasori guarda un poco, inizia subito il piagnisteo. Questa è la dichiarazione di un onorevole, rappresentante del partito degli onesti che chiedono l’applicazione delle leggi con intelligenza:

“Questo mese paghiamo 70 euro di canone Rai, l’ennesimo balzello nella nostra bolletta elettrica.
Molti cittadini, che dovranno affrontare questa spesa imprevista, si chiedono cosa stiano pagando con quei soldi. “

Piagnisteo sulla spesa imprevista; non un: dobbiamo abolirla perché ingiusta e ingiustificata. Piagnisteo.

Questo è il motivo della scarsa moralità degli eletti, la scarsa moralità degli elettori, il loro scarso senso civico e il loro pessimo esempio. Prima di esaltare i ministri svedesi contro i ministri italiani forse sarebbe opportuno confrontare l’onestà e il senso civico degli elettori svedesi con quello degli italiani e fare un poco di sana autocritica.

 

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