My two cents sulla vicenda di Ilaria Capua.

Ilaria Capua (Roma, 21 aprile 1966) è una virologa e politica italiana, nota per i suoi studi sui virus influenzali e in particolare sull’influenza aviaria e, dal 2013, deputata per Scelta Civica.

Nel mese di aprile 2014, secondo quanto scritto dal settimanale l’Espresso il 4 aprile 2014, viene iscritta nel registro degli indagati per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, abuso di ufficio e traffico illecito di virus.  Indagine che coinvolgeva in tutto 38 persone compreso il marito della Capua.  Il settimanale l’Espresso riporta di una presunta cessione illecita di stipiti virali ad aziende farmaceutiche per la produzione di vaccini veterinari e sfruttamento illecito dei diritti del brevetto DIVA con la costituzione di un cartello di industrie farmaceutiche veterinarie per il controllo di epidemie H7 nel pollame negli anni 1999-2006. Accuse dalle quali è stata completamente prosciolta adesso, ai primi di luglio del 2016.

Che dire? in primo luogo nella pagina di wikipedia sulla dott.ssa Capua c’è scritto

Nel 2013 si è candidata alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio, come capolista di Scelta Civica nella circoscrizione Veneto 1, venendo eletta deputata per la XVII Legislatura.

Dal 7 maggio 2013 è Vicepresidente della XII Commissione Affari Sociali della Camera ma non viene riconfermata il 21 luglio 2015 in quanto indagata.

Che mostra come un indagine, anche farlocca, possa diventare uno strumento di ostacolo all’azione politica dei parlamentari. Se i padri costituenti misero nella costituzione l’immunità parlamentare è perché ritennero la libertà del parlamentare, pur con tutti i rischi di abuso possibili, migliore rispetto al permettere a qualcuno di tenere sotto scacco i parlamentari ostacolandoli. Sinceramente fra la costituzione, e i connessi rischi di abuso di quest’ultima, e il santo tribunale del bobolo, preferisco senza alcuna ombra di dubbio la prima.

Seconda cosa: anche in questo caso c’è stato il solito giochetto dei media di celebrare il processo mediatico e giungere a sentenza mediatica prima ancora che venga svolta l’udienza preliminare.

Fonte: http://www.huffingtonpost.it/riccardo-luna/ilaria-capua-prosciolta_b_10818874.html

Via tutto il fango, resta la verità: Ilaria Capua è una scienziata, una grande scienziata italiana apprezzata in tutto il mondo, ingiustamente accusata di reati gravissimi (per uno di questi era previsto l’ergastolo); ma non c’è stato nemmeno bisogno di processarla per scoprire come stavano le cose.

Nell’udienza preliminare, quella che avrebbe dovuto rinviarla a giudizio chiudendo una inchiesta di undici anni, è stata prosciolta. (…)

Ho ripensato a un messaggio che mi era arrivato un paio di anni fa. Era allarmata, quel giorno, Ilaria. Aveva ricevuto una telefonata da un giornalista dell’Espresso che le chiedeva una dichiarazione a proposito di una inchiesta giudiziaria. Non era chiaro di cosa si trattasse, ma sembrava roba grave. Lo era. Due giorni dopo il settimanale aveva la storia in copertina: Trafficante di virus, era il titolo che dava in conto di una inchiesta partita in America tanto tempo prima e poi approdata in Italia, a Roma. C’erano state intercettazioni telefoniche che sembravano inchiodarla.

Ilaria Capua era un mostro ed era stata sbattuta in prima pagina. (…)

giochetto che spiega benissimo l’imbarbarimento della giustizia; il bobolo vuole la giustizia del telefilm dove il buono è il buono e dove il cattivo è il cattivo e il cattivo viene sempre punito nei 30′ canonici della puntata, non quella reale dove il giudice è un tizio che deve stabilire quanta ragione e quanto torto abbia Caio e quanto Sempronio. E i media stuzzicano e sobillano. Chiedono capri espiatori da dare al bobolo, come nel caso del processo per il terremoto dell’aquila, e urlano.  Come quegli inquisitori che sobillavano i popolani contro gli eretici e contro le streghe per poi, davanti alle accuse di barbarie, sostenere di non essere stati loro quelli che materialmente hanno spedito la poveraccia al rogo.

Come detto altre volte la giustizia del bobolo è sì rapida e veloce ma raramente precisa ed equa, e spesso finisce per ritorcersi contro chi di essa si fa paladino, la storia è piena di esempi: da masaniello a robespierre. E sinceramente vivere durante una riedizione del “terrore” non so quanto possa essere piacevole.

Un ultima cosa, sempre dall’articolo citato sopra:

Dagli Stati Uniti, però, dove l’inchiesta madre era partita e si era chiusa nel giro di poco più di un anno

Come mai negli Stati Uniti quando l’accusa si accorge di non avere nulla in mano, o che si è infilata in un vicolo cieco, smette e non si intestardisce a far svolgere un processo che è sicura di perdere? Perché? Perché invece in italia si è indagato per 10 anni per poi arrivare al GIP che assolve in quanto “il fatto non sussiste”?

 

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