Personalità elettronica per tutti i robot o della demenza legislativa.

fonte: http://www.repubblica.it/tecnologia/2016/06/24/news/legge_robot_personalita_elettronica_ue-142679939/?ref=fbpr

Il titolo “Personalità elettronica per tutti i robot”. Dall’Ue una legge che dà diritti e doveri agli automi è molto accattivante ed invoglia a vedere la notizia, anche perché il sito che l’ha pubblicata non è il solito sito demenziale acchiappaclick, però il titolo è, come al solito fuorviante. A leggere l’articolo si scopre che si tratta di una proposta di mozione presentata al parlamento e non ancora votata. E dalla proposta di mozione, ne vengono presentate a iosa, alla legge ne passa ma molto.

A margine comunque l’articolo mi ha fatto pensare ad una questione che non penso sia marginale: in che modo si potrebbe definire, in maniera legalmente valida, cosa sia un’automa o un robot? Siamo pieni di sistemi automatici e sistemi esperti che sulla base della loro esperienza cambiano il loro comportamento, tanto per dirne una il cellulare che presenta la lista dei numeri più chiamati o il sistema di navigazione che memorizza i percorsi preferiti. Dobbiamo pagare anche per quello? Sì, vabbè che la fantasia per inventare tasse c’è e magari molti che si aspettano Goldrake

Piccola parentesi, credo che molta diffidenza verso l’europa nasca anche da titoli acchiappaclick come quello. Se uno si limita a leggere il titolo finisce a pensare che al parlamento europeo giri tanta roba da far sembrare woodstock un raduno degli scout.

Il Parlamento di Bruxelles ha presentato una mozione per imporre ai “lavoratori artificiali” di essere registrati, pagare un’assicurazione e contribuire alle pensioni degli umani che per colpa loro saranno licenziati

Da notare che nel sottotitolo c’è la stessa imprecisione del titolo. Una piccola nota di stile, le mozioni si presentano al parlamento oppure il parlamentare ha presentato la mozione. Il parlamento non presenta nulla. Poi parlare di umani licenziati ha poco senso, è vero che le automobili hanno “ucciso” i maniscalchi  ma quanti meccanici, carrozzieri ed elettrauto son sorti?

ROMA – Le tre leggi di Asimov non bastano più. Il Parlamento Europeo ne ha allo studio una quarta, che doterà i robot di “personalità elettronica”. Sempre più numerosi, autonomi, intelligenti e diffusi nelle industrie, i robot dovranno avere diritti e doveri. Saranno registrati e muniti di una sorta di carta d’identità, pagheranno per i danni che commettono e contribuiranno – ancora non è ben chiaro come – al welfare delle nazioni che li impiegano.

mah i robot industriali hanno un numero di serie e son registrati come acquisti. Ghost in the shell o Kyashian sono ancora fantascienza.

La mozione sulla “personalità elettronica” dei robot è stata presentata al Parlamento Europeo da Mady Delvaux, proveniente dal partito operaio socialista del Lussemburgo. Difficilmente, in realtà, verrà approvata dall’assemblea di Bruxelles e trasformato in una legge vincolante dalla Commissione. Ma non si può negare che il testo sollevi un problema importante per un’Europa che, come molti altri paesi, si affaccia su quella che la proposta definisce la “nuova rivoluzione industriale”.

La bozza di legge parte dalla letteratura, citando Frankenstein, Pigmalione, il Golem di Praga fino a Karel Capek, lo scrittore ceco inventore della parola robot. Poi passa sul terreno più concreto dell’economia. Le vendite di automi, impiegati soprattutto nelle industrie automobilistica ed elettronica, ma anche negli ospedali e nell’assistenza agli anziani, sono cresciute nel mondo del 17% all’anno tra il 2010 e il 2014, per fare un balzo del 29% l’anno scorso. I brevetti nell’ultimo decennio sono triplicati.

E quindi? parliamo anche di Goldrake e del pericolo vegano?

La bozza di legge suggerisce una sorta di tassa sui robot per rimpolpare il sistema previdenziale privato di tanti lavoratori umani. Ogni cittadino che impiega degli automi dovrà segnalarli allo stato, indicando anche quanto risparmia in contributi grazie alla sostituzione dei lavoratori in carne e ossa con quelli in acciaio e silicio.

Come valuto il risparmio? che strategie produttive devo usare? la catena di montaggio? tutto a mano dalla miniera al chip di silicio?

Anche i robot dovranno rispettare le leggi. Prima di tutto quelle di Asimov, poi un codice di condotta redatto ad hoc da Bruxelles. Qualora un automa dovesse infrangere una norma o causare un danno a qualcuno, sarebbe giusto che ne risponda legalmente, soprattutto se dotato di intelligenza artificiale, di capacità di apprendere autonomamente e – come pure prevede la bozza di legge – di surclassare l’uomo in quanto a facoltà intellettive. Una sorta di registro traccerebbe l’identità di tutti i lavoratori artificiali in Europa, con un obbligo di assicurazione simile a quello previsto per le auto.

Sì ciao, Asimov citato a pera. Come può un robot capire se il suo comportamento causa danni diretti o indiretti ad un essere umano? E se i danni son causati dal rispetto delle norme di legge, ad esempio un auto a guida automatica che si ferma per far passare una persona sulle strisce venendo tamponata da un’auto che correva dietro? Pensate sia fantascienza? Sul risponderne legalmente difficilmente un robot per la saldatura industriale o l’avvitamento dei bulloni di notte va in giro per la città a menare. E le industrie sono già assicurate.

La notizia della bozza di legge è stata accolta in rete da parecchi sberleffi (e dal no generalizzato degli industriali). Ma non sono mancati commenti più avveduti. Parlare di personalità giuridica per i robot oggi potrà sembrare prematuro. Ma l’avanzata galoppante di intelligenza artificiale, computer capaci di apprendere, auto senza guidatori e perfino armi in grado di prendere decisioni autonome, ci porterà probabilmente un giorno a rispolverare la bozza della deputata Delvaux.

Io proporrei di eliminare i giornali da internet e tornare alle buone vecchie e sane rune incise nelle pietre e nella corteccia degli alberi. Signora mia ma a cosa serve quella diavoleria del torchio da stampa inventato poi da un teutonico? E gli alberi, nessuno pensa agli alberi? Meglio un sano obelisco di arenaria a Km zero.

 

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