La ragazzata…

Stavo leggendo le notizie sull’ultimo fatto di cronaca nera: una ragazza che ha denunciato di essere stata brutalmente stuprata dal branco e i genitori degli accusati che hanno definito “una ragazzata” l’azione dei pargoli con tutto il codazzo di polemiche e piagnistei.

Fermo restando che sulla vicenda sarebbe meglio che le sentenze vengano pronunciate dalla magistratura e non dai giornali, io sinceramente non capisco la polemica su “la ragazzata”.  Non siamp più nel medioevo o in qualche simpatico regime;  il fatto che l’imputato sia obbligato a dichiararsi colpevole è e rimane una barbarie così come il pretendere che l’imputato debba essere pubblicamente sconfessato e rinnegato dalla famiglia o dagli amici, per quanto grave possa essere il capo di imputazione.

Che senso ha intervistare le famiglie? cosa ci si aspetta che dichiarino? Certe interviste, dalle risposte scontatissime, che utilità hanno a parte scatenare inutili polemiche per guadagnare qualche click ai prezzi di un imbarbarimento collettivo. Come ho già scritto spetta alla magistratura decidere assoluzioni o condanne, non ai giornali, non ai genitori o a chi che sia. I processi di piazza, i linciaggi morali, il pretendere che il reo venga obbligato a confessare e pentirsi, il pretendere che venga rinnegato dalla famiglia sono e rimangono barbarie medioevale, indipendentemente dalla gravità dei reati commessi. Non sono uno stato di diritto.

Un ultimo sassolino; quando è capitato in altri casi molti che adesso si stracciano le vesti per la “ragazzata” ed urlano all’imbarbarimento ed alla persecuzione delle vittime erano i primi a lanciare letame ed a giurare sull’innocenza della calunniatrice e sulla colpevolezza degli assolti. Ecco perché sarebbe meglio aspettare le sentenze e poi commentarle che cercare di anticiparle sui media, e magari far chiassate se la decisione del giudice è diversa da quella del bobolo.

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4 pensieri su “La ragazzata…

  1. Fino a che questo tipo di articolo era fatto da Studio Aperto ci stava. UN telegiornale con quel taglio editoriale non è decisamente il mio genere, ma può anche esistere come parte di un panorama.
    Ormai la tv c’entra poco con questo tipo di notizie. I titoli acchiappa click nascono, appunto, per il web così come gli articoli fatti apposta per scatenare “polemiche e piagnistei” (ottima definizione, a proposito) e quindi traffico. Poi hanno contaminato anche altri formati ma penso che ormai internet debba prendersi la responsabilità di esser il maggior produttore di spazzatura mediatica del pianeta e la palestra in cui si formano i cronisti.

    Ovviamente questa è una considerazione che non riguarda il tuo blog o questo articolo.
    Anche se, personalmente, sto diventando molto pessimista riguardo alla concreta possibilità di invertire la rotta dell’imbarbarimento giuridico fa piacere scoprire di non essere soli.

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